Who You Gonna Call? Monster Squad! Scuola di mostri in Dvd

Il cinema per ragazzi anni ’80 incontra l’horror gotico anni ’30 in un film che se la gioca alla pari coi Goonies. A lungo dimenticato, esce finalmente in Dvd per Sinister Film.

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Sempre bravi i ragazzi della Sinister Film, che dopo aver recuperato in Dvd vari classici anni ’60 della Hammer (tra cui alcuni capolavori di Peter Cushing e Christopher Lee), inaugura il 2017 con un altro colpaccio, un titolo che i fan italiani avevano ormai perso la speranza di rivedere in italiano.

Scuola di Mostri (Monster Squad, 1987) sta a I Goonies come la Pepsi sta alla Coca Cola, come Jason Voorhees di Venerdì 13 sta a Michael Myers di Halloween, come I Cinque Samurai sta a I Cavalieri dello Zodiaco: sono chiaramente delle imitazioni, ma arrivano immediatamente dopo, quasi contemporaneamente all’originale, e quindi s’impongono nell’immaginario collettivo non come tarocchi scadenti, bensì come alternative di pari valore.

Come si fa ad amarne uno solo?

Come si fa ad amarne uno solo?

O almeno così avrebbe dovuto essere anche per Monster Squad. Invece in America floppò di brutto, e in Italia andò ancora peggio. Infatti lo sciagurato Cecchi Gori lo distribuì col titolo Scuola di Mostri, per sfruttare il successo di Scuola di Polizia, e lo accompagnò con un poster che ammiccava alle commedie porcellone alla Porky’s.

Simpatico, ma è il classico cavolo a merenda.

Simpatico, ma è il classico cavolo a merenda.

Dopodiché, un paio di passaggi televisivi su Italia 1 e puff… svanito per sempre.

In realtà il film non aveva a che vedere con i filoni suggeriti da Cecchi Gori. Monster Squad era un film d’avventura per ragazzi (sulla falsariga dei Goonies, per l’appunto), e al contempo un omaggio ai primi film horror in bianco e nero degli anni ’30, i cosiddetti “Gotici della Universal” (Frankenstein e La Mummia con Boris Karloff, Dracula con Bela Lugosi ecc.).

the_monster_squad_lIl conte Dracula si reca in una tipica cittadina americana, dove raduna il mostro di Frankenstein, la Mummia, il Lupo Mannaro, ed il Mostro della Laguna Nera (dall’omonimo film diretto negli anni ’50 da Jack Arnold) per cercare, in una casa abbandonata vicino ad una palude fuori città, un amuleto che era stato portato oltreoceano un secolo prima dai seguaci del Dr. Van Helsing, suo acerrimo nemico.

Quell’amuleto è una sorta di ago della bilancia tra Bene e Male. Una mezzanotte ogni secolo questo diventa vulnerabile: se viene distrutto, le forze delle tenebre potranno dominare il mondo. Ma se, sempre nello stesso momento, una vergine lo impugnerà recitando uno specifico rituale, i mostri saranno risucchiati per sempre in un limbo interdimensionale.
La formula del rituale è riportata nel diario di Van Helsing, anch’esso custodito nella casa abbandonata. Ma, poco prima dell’arrivo di Dracula & soci, il diario viene rinvenuto ed acquistato in un mercatino dell’usato.

Il libro finisce così tra le mani di un gruppo di ragazzini appassionati di vecchi film horror, che se lo fanno tradurre da un anziano vicino di casa tedesco. Intuita la presenza dei mostri, e scoperto che la data del centenario è proprio l’indomani, i ragazzi decidono di formare una Squadra Antimostri per sottrarre l’amuleto ai cattivi ed affrontarli in uno duello finale degno del miglior western.

Malgrado la sua natura derivativa possa farlo sembrare un’imitazione semi-amatoriale, Monster Squad regala moltissime sorprese per quanto riguarda i nomi coinvolti.

Sorvolando sul cast di ragazzini (ce ne fosse uno che abbia fatto fortuna!), la madre di uno di loro è la stessa dei Goonies, Mary Ellen Trainor.

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Dracula è il futuro Zorro televisivo Duncan Regehr.

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Il mostro di Frankenstein è Tom Noonan, il serial killer del cultissimo Manhunter – Frammenti di un Omicidio, di Michael Mann. Pochi anni dopo sarebbe stato anche il signore della droga Cain in Robocop 2.

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L’Uomo Lupo (in forma umana) è Jon Gries, poi famoso negli anni ’90 per il ruolo di Broots nel telefilm Jarod il Camaleonte.

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Ma i veri nomi di punta non stanno tanto davanti alla cinepresa quanto dietro.

La regia è dello sfortunato Fred Dekker, di cui abbiamo già parlato a queste coordinate, supportato dai più celebri colleghi Peter Hyams (Il Presidio, Timecop) e Rob Cohen (Dragon: La Storia di Bruce Lee) nelle vesti di produttori esecutivi.

Fred Dekker

Fred Dekker

La fotografia (dai colori pimpanti, quasi fluo) è di Bradford May che, promosso regista, avrebbe sostituito Sam Raimi nei due sequel direct-to-video di Darkman.

Dracula in tinta Slimer

Dracula in tinta Slimer

Anche la colonna sonora è opera di un nostro vecchio amico.

I nomi iniziano a poi farsi grossi col comparto trucchi. Infatti il make – up dei mostri è del leggendario Stan Winston (Terminator, Aliens, Predator), mentre gli effetti visivi sono dell’altrettanto mastodontico Richard Edlund (Indiana Jones, Ghostbusters, Grosso Guaio a Chinatown).

E dovete vedere quando il licantropo si ricompone da solo dopo essere esploso.

E dovete vedere quando il licantropo si ricompone da solo dopo essere esploso.

 

Ma il nome probabilmente più eclatante è quello dello sceneggiatore: quello Shane Black (amico di vecchia data di Dekker) che a 22 anni aveva già venduto alla Warner il suo primo script, quello di Arma Letale (uscito in sala alcuni mesi prima di Moster Squad).
Lo stesso Shane Black che con L’Ultimo Boyscout, diverrà lo sceneggiatore più pagato di Hollywood (1,750,000 dollari).
Lo stesso Black che ha diretto Iron Man 3, che vabbé, ha diviso l’opinione pubblica più della riforma di Lutero, ma resta pur sempre il 10° maggiore incasso nella storia del cinema.
Insomma, QUEL Shane Black.

E non ho ancora finito di godermeli.

E non ho ancora finito di godermeli.

Ebbene, seppur imbrigliato in una trama che più semplice non si può, Black garantisce le gag e le battute che l’hanno reso il re dell’action comedy (vedere quella sulle gonadi del licantropo) con tutti gli stilemi del cinema d’avventura per ragazzi alla Spielberg: il ciccione che ha la sua rivalsa sui bulli, il fighetto che ci prova con la ragazza più grande, la tenera amicizia (tipo quella tra Sloth e Chunks ne I Goonies) tra il mostro di Frankenstein e la sorellina di un membro della Squad (modellata sulla Drew Barrymore di E.T.).

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C’è perfino l’espediente narrativo più 80’s che esista: il training montage alla Rocky in cui gli eroi si preparano alla battaglia, sulle note di Michael Sembello (quello che cantava Maniac in Flashdance).

Ma soprattutto ci sono i ragazzini che intuiscono la situazione e salvano il mondo, mentre gli adulti che li prendono sottogamba fanno la figura dei fessi.

Ecco, appunto.

Ecco, appunto.

È questa la magia di Scuola di Mostri. Se Indiana Jones era l’Avventura con la “A” maiuscola, film come I Goonies, E.T., Monster Squad, Explorers, Navigator erano l’avventura a misura di under 14, e ti facevano credere che anche per ragazzini normali era possibile imbattersi nella più incredibile delle avventure semplicemente frugando in un vecchio baule o girando in bici per le campagne.

Oggi storie simili sarebbero impossibili da realizzare, a meno che non le ambienti negli anni ’80 (come il telefilm Stranger Things) o ti inventi un paesello dove, nel 2017, i ragazzini non passano la giornata tra smartphone e videogame. Hmm, sto invecchiando…

PS

Shane Black e Fred Dekker hanno terminato la sceneggiatura del prossimo Predator. Vogliamo crederci?

Shane fece anche l'attore nel primo Predator. Gli autori lo volevano nei paraggi per inserire qualche battuta cool sul momento.

Shane fece anche l’attore nel primo Predator. I produttori lo volevano nei paraggi per inserire qualche battuta cool sul momento.

 

Giovanni

Immagini prese da Google. © degli aventi diritto.

 

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