Tornando tra i boschi: Evil Dead II – La Casa 2

Mentre la prima puntata di Ash Vs Evil Dead è stata proiettata in anteprima al New York Comicon, prosegue come promesso il nostro viaggio nella trilogia originale.

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Dicevamo, l’altra volta, che dopo il flop della sua opera seconda, Crimewave – I Due Criminali Più Pazzi del Mondo (1985), Sam Raimi tornò al suo primo successo, confezionando Evil Dead 2: Dead by Dawn (1987).
Il film però non è il classico sequel-fotocopia delle saghe horror: al contrario, è un vero e proprio remake che però differisce dall’originale sotto parecchi aspetti. Insomma, anche se all’epoca il termine non si usava, La Casa 2 è a tutti gli effetti ciò che oggi si definisce un reboot.

Ash (ancora Bruce Campbell) porta la sua ragazza, Linda (Denise Bixler), in una baita sperduta tra i boschi, ignorando che proprio lì un archeologo s’era ritirato a studiare il Necronomicon Ex Mortis, un libro sumero maledetto in grado di evocare le forze del Male. I demoni si scatenano e il povero Ash si ritrova a combattere contro Linda, trasformata in zombie, contro la sua stessa mano (tipo La Famiglia Addams, ma più cattiva), e contro gli oggetti stessi della casa.
L’arrivo della figlia dello studioso, Annie (Sarah Berry), del suo assistente Ed (Richard Domeyer), e di Jackie e Bobby Jo (Dan Hicks e Kassie Wesley), due bifolchi che hanno fatto loro da guida, complicherà ulteriormente le cose.

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Prendi un uomo comune, mandalo all’inferno, fallo tornare, e avrai creato un eroe da immaginario collettivo. È questo in un certo senso il succo del successo di Evil Dead.
Non a caso Ash, ragazzotto che si trasforma in ammazzamostri spavaldo e pasticcione, è l’unica icona horror degli anni ’80 ad essere un “buono” e non un mostruoso serial killer come Jason Voohrees (Venerdì 13) o Freddy Krueger (Nightmare).

"Rambo, Mad Max e Callaghan rolati in uno!" (Daily Mirror)

“Rambo, Mad Max e Callaghan rollati in uno!” (Daily Mirror)

Un successo che, per gli horrormaniaci, ha lo stesso sapore della saga di Rocky: il “sogno americano” dell’umile che raggiunge il successo grazie a un’idea e al fegato di realizzarla.
Ebbene, se il primo Evil Dead era l’esemplificazione del sogno americano, il secondo è il coronamento del sogno d’ogni regista: rifare il proprio capolavoro con tutti i soldi e la libertà necessari. E questo grazie ai fondi di Dino De Laurentiis e agli effetti speciali della premiata ditta Kurtzman, Nicotero & Berger, che diverrà una delle società più richieste (vedi Dal Tramonto all’Alba, Vampires ecc.).

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Ma Evil Dead 2 non è solo un remake/reboot in grande stile. La trama è più approfondita e il ritmo inarrivabile: dopo i primi cinque minuti è già stato tutto spiegato e siamo nel vivo dell’azione.
Ash diventa protagonista assoluto e Campbell sfoggia la sua grandezza come mimo e stuntman, regalandoci una risata anche nella performance più dolorosa. Anche se sono molto più famosi, il Jim Carrey prima maniera ed il pirata Johnny Depp devono al vecchio Bruce molto più di un aperitivo.
Raimi dal canto suo travolge lo spettatore con carrellate che faranno scuola (stavolta può permettersi una vera steady-cam) ed inanellando gag geniali, tipo l’occhio del mostro che schizza in bocca alla ragazza urlante.

movies-evil-dead-ii-bruce-campbell_1I personaggi diventano pupazzi da sbattere qua e là e fare a pezzi, e la paura cede al ridicolo, tanto che sembra di assistere ad uno di quei cartoni di Grattachecca e Fighetto che si vedono ne I Simpson realizzato in carne ed ossa.
Il risultato -attenzione bene- non è una commedia con effetti speciali horror (come era Ghostbusters di Ivan Reitman), ma un horror in piena regola reso sorprendente dall’ironia. In questo modo Raimi riesce ad esplorare i confini dell’horror, e la sua capacità di contaminarsi con altri generi, più di quanto abbia fatto John Landis col suo più osannato (e sopravvalutato) Un Lupo Mannaro Americano a Londra.
Gran finale beffardo ed imprevedibile che farà da collante per il terzo capitolo, L’Armata delle Tenebre (1992), dove Raimi abbandonerà l’horror per il fantastico, producendo poi serie tv come Hercules e Xena.
Tornando a La Casa 2 , non avrà conquistato gli horrormaniaci più integralisti o i critici più bacchettoni, ma resta il capolavoro (imitato ma mai superato) su cui si sono formati un nuovo genere, lo “splatterstick” (fusione tra “splatter”, truculento, e “slapstick”, cioè la comicità dei cartoons e delle comiche del muto) e tutta una nuova generazione di registi. Primo fra tutti Peter Jackson, il quale, prima di darsi al Signore degli Anelli, ha confezionato gioielli come Bad Taste e Splatters: Gli Schizzacervelli.
Un’esperienza cinematografica unica, da vedere e rivedere. Se, in quello stesso periodo, Slippery When Wet dei Bon Jovi è stato definito la quintessenza del “party rock”, ossia il disco perfetto per le feste, Evil Dead 2 è il “party movie” per eccellenza. Un urlo, una risata.

Giovanni

TRIVIA

Dino De Laurentiis propose a Sam Raimi di dirigere un adattamento del romanzo Thinner, di Stephen King. Raimi rifiutò, ma King, in contatto con De Laurentiis poiché questo gli stava producendo Brivido (unica esperienza del Re come regista), convinse il produttore a finanziare il progetto Evil Dead 2.
Thinner (in italiano L’Occhio del Male) fu poi adattato per lo schermo dal bravissimo Tom Holland di Ammazzavampiri e La Bambola Assassina.

La sceneggiatura è stata scritta da Raimi insieme a Scott Spiegel, vecchio compagno di scuola suo e di Bruce. Spiegel ha poi diretto Intruder (un classico dello splatter) e Dal Tramonto All’Alba 2.
Suo anche lo script de La Recluta di Clint Eastwood con Charlie Sheen.

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Denise Bixler ereditò il ruolo di Linda poiché Betsy Baker, la Linda del primo film era incinta.

Sopra la porta del capanno degli attrezzi si può scorgere il guanto di Freddy Krueger.

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Quando Henrietta, la madre indemoniata di Annie rinchiusa in cantina, si trasforma in una vera e propria strega-demone, non è più interpretata da Lou Hancock ma da Ted Raimi, fratello di Sam, celebre per il ruolo di Corilo in Xena.
Ted, coperto da tutto quel make-up, non riusciva a vedere e respirare bene. Sam, da fratellone affettuoso, lo incoraggiava con frasi tipo: “Non fare il bambino o sei licenziato”.

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L’effetto degli occhi bianchi degli indemoniati (o “deadties”, come li chiamano i fan) fu ottenuto con lenti a contatto riempite di latte. Gli attori recitavano ciechi.

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Dopo essersi amputato la mano, Ash la blocca sotto a un secchio con sopra dei libri. Uno di questi è Farewell to Arms di Ernest Hemingway. Il titolo tradotto in italiano è “Addio alle Armi”, ma in originale si può intendere anche “Addio alle Braccia”.

Sam Raimi appare alla fine del film, nei panni del cavaliere che saluta Ash come salvatore caduto dal cielo.

Nel 2015 la Space Goat Productions ha realizzato una miniserie a fumetti, Evil Dead II: the official sequel before the other sequel. Se nel terzo capitolo cinematografico (L’Armata delle Tenebre) seguiamo Ash catapultato nel medioevo, nel fumetto scopriamo che il personaggio di Annie non è morto come sembrerebbe nella pellicola: si è salvata grazie ad un incantesimo, ma si ritrova comunque intrappolata in un’altra dimensione simile all’inferno dantesco.

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