The Chronicles of Shannara: il trailer

È stato presentato in anteprima al San Diego Comicon il trailer della serie tv di Mtv tratta dai libri di Terry Brooks, l’autore più amato-odiato della narrativa fantasy.

 

TerryBrooks_A_plusNato a Chicago nel 1944, Terry Brooks è uno degli autori fantasy più venduti al mondo.
Nel 1977, quando il genere era ancora “di nicchia”, la sua opera prima, La Spada di Shannara, rimase per cinque mesi in vetta alla classifica bestsellers del New York Times.
Da allora Shannara è diventata una saga arrivata finora a 24 libri, ma Brooks ha trovato il tempo per inventarsi altri cicli, come quello del Regno di Landover e quello de Il Verbo e il Vuoto.
Si è guadagnato anche anche dei fan illustri come Steven Spielberg e George Lucas, che gli hanno affidato la novelization (cioè la trasformazione di una sceneggiatura in romanzo) di Hook e Star Wars Episodio I.

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La Spada di Shannara, dicevamo, fu una partenza col botto, ma si attirò anche strali di polemiche a causa delle numerose similitudini (i detrattori parlano di plagio spudorato) col Signore degli Anelli, sia per la trama sia per la caratterizzazione dei personaggi: Shea Ohmsford e suo fratello adottivo Flick ricordano Frodo e Sam, Allanon è un Gandalf un po’ più dark, Hendel è Gimli sputato, Menion Leah è un Legolas più spensierato e fanfarone, mentre Balinor Buckhannah è un Aragorn più defilato.

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I fan non hanno mai negato l’evidenza, ma hanno fatto notare che:
A) Prologo e ambientazione sono farina del sacco di Brooks: le Quattro Terre non sono altro che il nostro pianeta nel futuro, radicalmente mutato da guerre chimiche e calamità.

B) Terry Brooks ha una scrittura molto più scorrevole e coinvolgente rispetto a J.R.R. Tolkien. Questo perché Tolkien ambiva al poema epico (da Omero ad Ariosto), mentre Brooks guarda più al classico romanzo d’avventura per ragazzi alla Robert Louis Stevenson, andando cioè al sodo senza perdere tempo a inventare lingue immaginarie, alberi genealogici di dinastie regnanti e altre nerdate.

Per intenderci, se Il Signore degli Anelli è un’opera lirica di Wagner o di Verdi, un romanzo di Brooks è il perfetto singolo radiofonico: un rock-pop commerciale quanto vogliamo, ma innegabilmente fresco ed accattivante.

Tolkien

Brooks

Brooks seppe poi mostrare tutte le sue carte quando, sotto la guida del tirannico ed esigente editor Lester Del Rey (una vera e propria istituzione nell’ambito della narrativa fantastica), scrisse il suo secondo (e, a detta di tutti, miglior) romanzo, Le Pietre Magiche di Shannara.

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Una generazione dopo gli eventi narrati nella Spada, l’Eterea, l’albero sacro degli elfi, inizia a deperire. Una volto morto, la barriera del Divieto cadrà, e i demoni invaderanno le Quattro Terre. La giovane sacerdotessa elfa Amberle dovrà bagnare un seme dell’Eterea nella fontana del Fuoco di Sangue (sorgente della magia della terra) in modo da farlo germogliare.
Ma alcuni demoni hanno già oltrepassato il divieto e sono a caccia della giovane. Il druido Allanon incarica allora l’apprendista guaritore Wil Ohmsford (figlio di Shea) di scortare Amberle nella sua missione, poiché Wil, in quanto discendente del leggendario re Jerle Shannara, è il solo in grado di utilizzare delle pietre magiche in grado di ferire i demoni.
Lungo il viaggio ai nostri eroi si aggiungerà anche Eretria, bellissima nomade che s’innamorerà di Wil.

Le Pietre Magiche è il romanzo perfetto per chi volesse approcciarsi al genere o per chi volesse leggere un solo libro dell’autore.

La trama non pone riflessioni sui massimi sistemi e non brilla per innovazioni, ma lo svolgersi degli eventi non è così prevedibile. La lettura è come sempre coinvolgente, grazie ad un senso del ritmo da fare invidia ai manga giapponesi. Originali poi i toni horror più presenti che in altre opere di Brooks, l’accenno di un triangolo amoroso fra i protagonisti, ed un finale non poi così lieto che conferisce un tocco di maturità in più.

Per molti anni si è pensato di trarne un film. L’ultimo regista interpellato a proposito dalla Warner Bros era Mike Newell (Donnie Brasco, Mona Lisa Smile, Prince of Persia). I diritti della Warner sono però scaduti nel 2010 risolvendosi in un nulla di fatto.

Nel 2012 ecco l’annuncio di questa serie prodotta da Sony Entertainment e MTV.

Gli autori saranno Alfred Gough & Miles Millar (Smallville) e Jon Favreau (regista di Iron Man), mentre i primi due episodi saranno diretti da Jonathan Liebesman (quelle dell’ultimo film delle Tartarughe Ninja).
Quattro nomi da cui si intuisce che il telefilm sarà un prodotto più teen-oriented o comunque per famiglie rispetto a Game of Thrones. Decisione valida, dato che i romanzi hanno un tono più avventuroso che epico-drammatico. Senza contare che il trio di protagonisti Eretria-Wil-Amberle (interpretati da Ivana Baquero, Austin Butler e Poppy Drayton) sono effettivamente poco più che adolescenti.

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A rendere tutto ancor più vivace, una fotografia dai colori caldi e accesi che dipingono una Nuova Zelanda ben diversa da quella seriosa e opaca della trilogia del Signore degli Anelli.
Ma la vera sorpresa è la scelta di John Rhys-Davies (Gimli in LOTR e Sallah in Indiana Jones) nella parte del re elfo Eventine Elessedil, e del nerboruto Manu Bennett (Crixius in Spartacus e Deathstroke in Arrow) in quella di Allanon.
Se la prima lascia spiazzati in senso negativo (Davies ha ben poco dell’elfo), la seconda può essere una buona mossa per differenziare ancora di più Allanon da Gandalf.

eventine

“Embé? Ho le orecchie a punta, che altro occorre?”

sosia

Mi sa che ci siamo persi qualche passaggio…

La cosa che però ci lascia più perplessi è proprio il format serie tv: Le Pietre Magiche è un romanzo autoconclusivo, con pochi personaggi, e piuttosto slegato dal libro precedente e dai successivi, quindi perfetto per un film più che per una serie.
Per un prodotto a puntate si sarebbe prestata molto di più la successiva tetralogia degli Eredi: un primo volume (Gli Eredi di Shannara) in cui i protagonisti si incontrano e intraprendono la loro strada, un secondo e un terzo (Il Druido di Shannara e La Regina degli Elfi di Shannara) in cui seguiamo ciascuno nella propria missione, e un quarto (I Talismani di Shannara) con la resa dei conti con le forze del male.

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A meno che (come sembra suggerire la parola “chronicles” nel titolo) non si voglia sintetizzare un libro diverso in ogni stagione (il che però vorrebbe dire cambiare continuamente il cast come in True Detective).

Che destino avrà questa serie? Manterrà la fedeltà al testo accalappiando al tempo stesso il pubblico giovane, o la trama sarà tanto re-inventata da attirarsi le ire dei fan e ritrovarsi soppressa prima del tempo (come accaduto, purtroppo, con La Spada della Verità) ?

 

Giovanni

Immagini prese da Google. © degli aventi diritto.

PS.

Come mai nessuno si è mai accorto prima di come Ivana Baquero/Eretria, da Il Labirinto del Fauno (2006) di Guillermo del Toro ad oggi, sia cresciuta così bene?

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"E non guardarmi così, porco. Mi hai vista crescere..."

“E non guardarmi così, porco. Mi hai vista crescere…”

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