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Il grande dimenticato: “Il Mucchio Selvaggio” 50 anni dopo.

Nel giugno di 50 anni fa, usciva nelle sale Il Mucchio Selvaggio, l’ultimo grande western classico, nonché il film con cui il (cattivo) maestro Sam Peckinpah si rimboccò le maniche e mise in riga tutti i registi di questo mondo su come si girano le scene d’azione. Oggi, che si vocifera di un remake affidato a Mel Gibson, ripercorriamo la storia dell’originale e del suo regista.

Ultimamente, proprio nel cinquantennale del film (1969-2019) si parla di un remake de Il Mucchio Selvaggio. La regia dovrebbe essere di Mel Gibson e tra gli interpreti dovrebbero figurare Michael Fassbender, Jamie “Django”Foxx, e Peter “Lannister” Dinklage.

Come? Non avete mai sentito nominare Il Mucchio Selvaggio?!?

Beh, non mi stupisce...

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Goodnight For Justice: l’altro Luke Perry

Ad un mese dalla scomparsa, vogliamo ricordare l’attore idolo di Beverly Hills 902010 per una sua creazione meno nota ma più personale, la trilogia western di Goodnight For Justice.

Lo sapete tutti, lo scorso 4 marzo, a causa di un ictus, ci ha lasciati a 52 anni Luke Perry.
E lo so, da figlio degli anni ’80 e ’90 dovrei star qui a ricordare quanto era figo il suo personaggio, Dylan McKay, quanto lo adorassero le ragazzine e quanto i maschietti lo invidiassero.

Ma la verità è che io di Beverly Hills 90210 ho visto poche puntate, e quelle poche che ho visto le ho dimenticate.
Si vede che già alle elementari/medie ero nerd nell’anima. Preferivo vedere la serie tv di Flash, quella di Robocop, o (volendo proprio toccare il genere adolescenziale) Willy il principe di Bel-Air, che almeno f...

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Omero e Conrad tra mandrie e cowboy: Lonesome Dove.

Torna in libreria, a 30 anni dal premio Pulitzer, il romanzo di Larry McMurtry che ha dato origine a una delle saghe letterarie e televisive più affascinanti del nostro tempo.

Spesso le avventure più grandi nascono dagli spunti più banali.
L’Odissea è la più famosa avventura di tutti i tempi, e narra di un tizio che s’è perso in mare per vent’anni tra mostri marini e giganti con un occhio solo.
Nel Signore degli Anelli c’è da gettare un anello in un vulcano.

In Lonesome Dove c’è da spostare delle vacche verso nord. Eppure nel mezzo ci sta tutto: l’amicizia virile, il conflitto tra dovere e sentimenti, l’amore non corrisposto eccetera.

IL ROMANZO

Nel 1977 Larry McMurtry era un romanziere/sceneggiatore abbastanza quotato...

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Gli Spietati in 4K per il 25mo anniversario

Masterizzato in Blu-Ray 4K per il suo 25mo anniversario (attualmente nei negozi), il capolavoro di Clint Eastwood, che ne ha segnato la consacrazione come regista e autore, rimane un malinconico e sarcastico addio al genere western. Ma è davvero così pessimista come sembra?

Negli anni ’70, lo sceneggiatore David Webb Peoples (poi noto per Blade Runner), scrisse una sceneggiatura intitolata The William Munny Killings. Inizialmente opzionata da Francis Ford Coppola (che voleva John Malkovich come interprete principale), lo script fu poi acquistato da Clint Eastwood che lo tenne nel cassetto fino a quando non avesse avuto l’età giusta per interpretare il protagonista.

Finalmente, nel 1992, uscì Gli Spietati, in originale Unforgiven, cioè “Colui” o “Coloro che non sono stati perdonat...

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R.I.P. Powers Boothe

Domenica 14 maggio 2017 ci ha lasciati quello che era forse il duro più sottovalutato di Hollywood.

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Voce profonda, mandibola importante, Powers Boothe non era particolarmente noto al grande pubblico. Non era un divo, ma nemmeno uno di quei caratteristi specializzati un ruoli da duri e/o cattivi il cui nome non dice nulla, ma che vengono subito riconosciuti dalla faccia (tipo un Danny Trejo, un Michael Ironside, o un Lance Henricksen).

Eppure ha attraversato il cinema action anni ’80, è divenuto una delle ultime icone del genere western, e ha bazzicato il mondo dei fumetti. Potevamo non onorarlo?

Nato nel ’48 in un ranch di Snyder (contea di Scurry, Texas), e con antenati pellerossa, Boothe inizia a lavorare nel cinema nel ’77.
Vince un Emmy (battendo Henry Fonda e Jason Robards) app...

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R.I.P Robert Vaughn (1932-2016)

L’11 novembre se n’è andato Robert Vaughn, l’ultimo dei Magnifici Sette ancora in vita.

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Originario di New York, ma cresciuto dai nonni a Minneapolis dopo il divorzio dei suoi, studia giornalismo per un anno per poi trasferirsi a Los Angeles e conseguire un master in teatro.

Debutta in tv nel ’55 in un episodio del telefilm Medic.

Raggiunge la fama con la serie tv The Man Form U.N.C.L.E. (1964-1968), interpretando Napoleon Solo, agente segreto americano che lavora in coppia col collega russo Ilya Kuryakin, interpretato da Dave McCallum (il Dr. Donald “Ducky” Mallard di NCIS).
Il ruolo di Vaughn verrà ripreso da Henry Cavill nel film di Guy Ritchie uscito l’anno scorso.

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Nel ’59 è candidato all’oscar come non protagonista per I Misteri di Philadelfia, ma entra nella leggenda l’an...

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R.I.P. Michael Cimino

Questo maledetto 2016 colpisce ancora. È deceduto a 77 anni, per cause ancora da accertare, il grande regista de Il Cacciatore. Nome di spicco della New Hollywood degli anni ’70 (come i vari Coppola, Spielberg, De Palma…), ma dallo stile classico e dalle ambizioni fraintese.

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Michael Cimino nasce a New York nel 1939, da una famiglia di origini italiane. Ma la sua italianità non era forte come quella di Coppola o Scorsese. Il suo è un cinema che più americano non si può, nel solco di John Ford: il grande amore per l’avventura epica che si manifesta nella maestosità degli immensi paesaggi naturali dei canyon e delle praterie

E non è nemmeno uno di quei registi provenienti da produzioni low budget alla Roger Corman, ma dal mondo patinato e costoso delle pubblicità, un tratto che lo ac...

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James Garner, il cowboy discreto che le suonò a Eastwood.

Star del piccolo, schermo, James Garner (1928-2014) faticò ad imporsi al cinema. Ma un passo alla volta riuscì a farsi apprezzare e a conquistare una stella sulla Walk of Fame.

Non ha avuto una bella infanzia, James Garner, all’anagrafe James Scott Bumgarner (1928-2014).
Nasce in Oklahoma, ultimo di tre fratelli. Sua madre (di origini cherokee) muore quando lui ha solo quattro anni. La matrigna lo picchia spesso, anche in pubblico, motivo per cui il padre divorzia quando lui ha quattordici anni.
Arruolatosi una volta adulto, viene ferito un paio di volte nella Guerra di Corea, guadagnandosi delle onorificenze.
Tornato in patria, viene convinto da un amico a lavorare come comparsa a Broadway.
Approdato in tv, dopo una breve gavetta ottiene il...

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R.I.P Eli “Il Brutto” Wallach

Lo scorso 24 giugno ci ha lasciati a 98 anni Eli Herschel Wallach, attore noto soprattutto per il ruolo di Tuco Ramirez, detto “il Brutto”, nel classico western Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo (1966) di Sergio Leone.
Nato nel 1915 a Brooklyn da una famiglia di ebrei polacchi, Wallach prestò servizio come sergente durante la seconda guerra mondiale.
Formatosi come attore nel mitico Actor’s Studio di Elia Kazan, risocsse i primi successi a teatro nel 1951 con La Rosa Tatuata di Tennessee Williams.
Altri western celebri nel suo curriculum furono I Magnifici Sette (dove interpretava Calvera, il capo dei briganti messicani), La Conquista del West, L’Oro di MacKenna, e gli italiani Viva la Muerte…Tua!, e I Quattro dell’Ave Maria. Sempre in Italia, partecipò allo sceneggiato Rai

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