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Batman v Nietzsche: The Killing Joke

In occasione del film animato, rispolveriamo un capolavoro della mitologia supereroistica e del fumetto tout-court. Ma il film sarà all’altezza?

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Da alcuni giorni è uscito il film d’animazione della collana DC Animated Universe della Warner Bros tratto da Batman: The Killing Joke. Il film è visibile sottotitolato in italiano su itunes.
Scritta dal più grande sceneggiatore vivente, Alan Moore (V per Vendetta, Watchmen) e disegnata dall’iperrealistico e certosino Brian Bolland (ora perlopiù copertinista, per via della sua comprensibile lentezza), la graphic novel The Killing Joke (1988) è considerata una delle migliori storie di Batman mai realizzate.

Bolland (in primo piano) e Moore (il barbone dietro)

Bolland (in primo piano) e Moore (il barbone dietro)


Moore non l’ha mai amata particolarmente, eppure ha tutto ciò che si possa desid...

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IL CICLO DI ASTERIX

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Devo dire la verità: conoscevo poco o nulla di Asterix. Ricordo quando, nel lontano 1999, mio padre mi portò al cinema a vedere Asterix e Obelix contro Cesare, con Roberto Benigni nei panni di Lucius Detritus: il film ebbe così tanto successo che nel 2002 uscì Asterix e Obelix: Missione Cleopatra, che io e i miei compari andammo a vedere e rivedere. Poi, un po’ per pigrizia e un po’ perché stava diventando un franchise troppo commerciale, cominciai a perdere di vista il simpatico gallo e il suo grosso amico… o almeno finché il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport non mi proposero qualche mese fa la sua collana di fumetti. E fu vero amore.

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Asterix comparve per la prima volta sul numero 1 della rivista Pilote il 29 ottobre del 1959. La sua nascita è ben nota: a Renè Goscin...

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STUDI, ARTWORK E TAVOLE DEFINITIVE

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Come vi avevamo promesso nell’articolo sulle tavole di prova, oggi vi mostreremo il work in progress del nuovo fumetto che stiamo producendo.

All’inizio dovevamo scegliere tra due strade: o pubblicare una tavola ogni volta che ne avessimo completata una, come fanno la maggior parte degli autori di webcomics, oppure fare una cosa più seriale, a puntate, ma con almeno qualche pagina di autonomia. Abbiamo scelto la seconda opzione per vari motivi: la prima è che spezzettare le pagine a distanza di una settimana l’una dall’altra rovina la storia, rovina la narrazione e confonde i lettori...

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ZEROCALCARE CANDIDATO AL PREMIO STREGA 2015

Carissimi! La notizia più condivisa di settimana scorsa è sicuramente quella della candidatura di “Dimentica il Mio Nome” di Zerocalcare al Premio Strega 2015. Capiamo che la fama del fumettista di Rebibbia ha ormai raggiunto la scala nazionale quando certi nostri conoscenti si eccitano con frasi tipo “uhh Zerocalcare ha pubblicato una nuova storia!“, fenomeno di per sé curioso in quanto gli stessi individui ti chiedono poi se si deve leggere prima la vignetta a sinistra o quella a destra. In parole povere Zero è diventato una celebrità, e la candidatura del suo libro al premio letterario più prestigioso d’Italia ne è, oltre che una conferma, anche un traguardo artistico decisamente invidiabile.

La copertina di "Dimentica il Mio Nome".

La copertina di “Dimentica il Mio Nome”.

Se “Dimentica il Mio Nome” merita effettivamente la candidatura o se è solo una speculazione mediatica è argomento di fin troppi blog, forum e gruppi su facebook, e sinceramente preferiremmo evitarlo. Vorremmo però

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MODUS OPERANDI: LE TAVOLE DI PROVA

Buon lunedì gente!

Come vi avevamo vagamente accennato nell‘articolo sul nostro primo compleanno, stiamo per mettere in moto un progetto piuttosto serio che pubblicheremo in futuro sulle pagine di Pelapatatecomics. Al che sono sorte moltissime domande, tra cui: “Oh, ma quando lo pubblicate?”, “Dai dai che voglio leggere!”, “Si, ok, ma quanto ci mettete?” Calma, calma. Per chi mastica un poco il fumettese saprà sicuramente che scrivere e disegnare una storia non è semplice come disegnare un pisellino sul diario della nostra vicina di banco, ma che comporta studi, progetti, artwork, ricerca storica (dove ce ne fosse bisogno), e soprattutto qualche tavola di prova.

Le pagine che vedrete di seguito non centrano una beata fava con le storie che vi mostreremo. Per fare queste prove ho preso un vecchio soggetto che stava marcendo in un angolo della mia cameretta e ne ho estrapolato qualche pagina, giusto per scaldarci le mani e a mettere in moto il meccanismo. Il successo di questa fase ha dato il via ai lavori veri e propri, mentre i concept, gli studi eccetera ve li mostreremo più avanti in un altro articolo.

PARTE UNO: DALLA SCENEGGIATURA ALLO STORYBOARD

Saprete benissimo che i fumetti prima si scrivono, poi si disegnano. Non a caso nella quasi totalità delle pubblicazioni troviamo “Sceneggiatura di Tarquinio Prisco, disegni di Plinio il Vecchio.” Questo perché sono due professioni distinte e con compiti complessi e molto differenti tra di loro, anche se tanti si cimentano in entrambe le arti. Una volta letta bene, ma molto bene la sceneggiatura e ciò che descrive per ogni singola vignetta, il disegnatore deve cominciare a imbastire la tavola. Questo processo viene chiamato Storyboard, o Layout. Non è necessario che siano bei disegni, anzi, spesso e volentieri sono scarabocchi con frecce, cancellature e altre monnezze, ma il vero compito dello storyboard è quello di definire “a grandi linee” quello che andremo a disegnare poi in dettaglio. Nel nostro caso, abbiamo una panoramica di una città egizia e una scena col Faraone.

 

Storyboard fatto al computer, tanto per non buttare via pagine e pagine e pagine...

Storyboard fatto al computer, tanto per non buttare via pagine e pagine e pagine…

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IL NUOVO LIBRO DI GAME OF THRONES NON SARA’ PUBBLICATO NEMMENO NEL 2016

Per chi segue da un pezzo non solo la serie tv di Game of Thrones, ma anche i libri, saprà che il nostro ciccio Giorgio Martino è una lumaca cosmica. Sarà forse perché è lento di suo a scrivere e perché continuare 3000miliardi di sotto-trame è un poco complesso? Vabbè, oltre a quello, anche e soprattutto perché, come Del Toro, porta avanti un sacco di progetti contemporaneamente. Tra altri romanzi spin off sul trono di spade (ma prima finisci la trama principale, o’ rimbambito), tra le sceneggiature e soggetti della serie tv, il nostro amico sforna libri con la velocità di un cavallo morto.

Al che i fans hanno urlato a gran voce: “MA OHHH MARTIN, SVEGLIATI!”. A difesa di Giorgino, Jane Johnson della HarperCollins ha dichiarato al The Guardian: “Non ho alcuna informazione su una probabile consegna. Questi sono romanzi con una complessità crescente e richiedono un’immensa quantità di concentrazione per essere scritti. I fan dovrebbero apprezzare che la lunghezza di questi mostri è equivalente o due o tre romanzi di altri scrittori”.

“Ma andate a cagare” sarebbe la risposta ideale, però, siccome siamo originali, ci abbiamo fatto una bella vignetta.

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IL RITORNO DI BALDO MCRAPTOR

Chi ci segue da un po’ ricorderà sicuramente Baldo Mcraptor, il velociraptor morboso e depresso, e il suo migliore amico Billy Taurus, il triceratopo sempliciotto e con la fissa del successo. Dopo un po’ di vignette il povero Mcraptor era passato in secondo piano, eclissato da Kim Jong Un de “Il Glande Dittatole“, alle piccole avventure di “Leo e i Procompsognathus” e da una ricerca stilistica e narrativa seria come “Il portale dei morti“. Eppure ogni tanto qualcuno mi chiedeva “ma che fine ha fatto Mcraptor?”, “Quello si che mi piaceva!”, ecc ecc. Volete sapere la verità? Mancava molto anche a me. Perché nonostante Il Dittatole e i tre Procompsognathus possedessero un umorismo più immediato e divertente, non avevano però la forza di andare oltre le semplici battute...

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Due chiacchiere su Dylan Dog – Mai più, ispettore Bloch

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Mai più, ispettore Bloch” è il secondo albo del nuovo corso di Dylan Dog gestito da Roberto Recchioni. È un fumetto importante, lo spartiacque, il ponte crollato alle spalle, insomma, il giro di boa che cerca di dare una rispolverata alla vita del nostro indagatore preferito.
Come avevo accennato nella recensione di “Spazio Profondo”, molti beoti si erano scandalizzati nel trovare il bello di Craven Road nello spazio su una nave infestata. “Ridateci Dylan Dog!”, “Recchioni ma che c@#*o stai facendo?!” urlavano queste persone, credendo seriamente che @rrobe avesse stravolto così tanto la serie da mutarla in un Buffy-Alien spaziale...

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IL PORTALE DEI MORTI

Oltre alla demenzialità di Leo e i Procompsognathus, sentivo il bisogno di creare un racconto serio. “Il portale dei morti” è un esperimento mio personale, dove ho cercato di realizzare una storia funzionale e interessante in poche pagine, ma soprattutto al meglio del mio attuale livello grafico. Il risultato, positivo o negativo che sia, lo trovate qua sotto. Buona lettura!

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LEO E I PROCOMPSOGNATHUS – LA VACANZA A RODI

Bentornati a un nuovo appuntamento di Leo e i Procompsognathus! Prima di cominciare la storia delirante di oggi, vorrei dirvi due cose: la prima è che, oltre la pagina facebook di PelapatateComics, ho deciso di crearmi un piccolo spazio mio personale. La pagina si chiama, guardate che originalità, “Leo e i procompsognathus”, pubblicherò varie notizie sul cinema, fumetti, eccetera eccetera, e la trovate cliccando qui!
La seconda cosa è che, nel caso vogliate proprio, ma proprio farvi male, potete seguirmi anche tu twitter, cliccando qui!
Comunque, ciancio alle bande, buona lettura!

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