Sogno di B-movie tamarri in una notte di fine estate: Gunmen (1993)

Ferragosto è passato, ma l’estate non è ancora finita. E cosa c’è di meglio per le serate estive di un bell’action movie di serie B con ambientazione esotica? Beh, molte cose probabilmente. Ma Gunmen (1993) di Deran Sarafian ne è uno degli esempi più spassosi.

Il film perfetto per le notti estive. O per il venerdì in prima serata su Italia 1, o per una qualsiasi seconda serata su Rete 4.

Gunmen – Banditi”, titola il Dvd Cecchi Gori. “Gunmen – Doppia Azione”, circola sulle reti tv.
Io preferisco chiamarlo “Il meglio del peggio della carriera di Christopher Lambert e Mario Van Peebles”. Ma capisco che sia un po’ lungo…

Christopher Lambert, come l’Uomo Ragno o come Paperino, è simpatico perché sfortunato, quel che si dice: “un magnifico avvenire dietro le spalle”. Infatti, dopo essere stato lanciato da Greystoke – La Leggenda di Tarzan e consacrato star da Highlander, sembrava destinato a lavorare sempre in film di un certo livello, proprio come altri divi e belloni anni ’80 (Mel Gibson, Kevin Costner, Harrison Ford, Tom Cruise, Richard Gere…).
Invece i suoi primi successi sono rimasti i più grandi, dato che ha trascorso il resto della sua carriera nel tentativo (nobile, ma fallimentare) di diventare un nuovo Jean-Paul Belmondo, cioè uno specialista in ruoli da eroe un po’ moschettiere e un po’ simpatica canaglia buono per tutte le salse, restando inguaiato in film fanta-avventurosi alquanto modesti.

“Pure in Ghost Rider 2, ma speravo che così conciato non mi sgamassero”.

 

Più o meno la stessa sorte del suo amico, l’attore-regista afroamericano Mario Van Peebles. Si fece notare recitando ne Lo Squalo 4 e in Gunny di Clint Eastwood. Lo stesso Clint convinse la Warner a produrgli il primo film da regista, il potente poliziesco New Jack City (una sorta di Scarface per neri). Un successo sfumato già dalla seconda regia, il fiacco western Posse – La Leggenda di Jesse Lee. Dopodiché si ritrovò a vivacchiare con progetti modesti tra cinema e tv.

 

Sì, “Django Unchained”. E io, allora?!

 

Nel 1992, mentre le loro carriere iniziavano a scivolare verso il girone infernale dei B-movies (e prima di ritrovarsi in Highlander 3), i due amiconi decisero di girare Gunmen, diretto da Deran Sarafian (regista di Colpi Proibiti con Van Damme, e futuro produttore di CSI: NY), su una sceneggiatura del giovane Stephen Sommers, che sarebbe divenuto il regista de La Mummia 1 & 2, Van Helsing, e il primo G.I.Joe.

Lambert interpreta Dani Servigo, un contrabbandiere bulgaro in trasferta in sudamerica per raggiungere il fratello Carl, il quale ha fregato 400 milioni di dollari allo spietato narcotrafficante Loomis (Patrick Stewart, con due baffetti per farlo sembrare cattivo).

“Avete presente Hitler, Stalin, D’Alema? Ecco.”

Purtroppo, appena giunto, Dani viene subito arrestato, e il film si apre con lui che viene fatto evadere da Cole Parker (Van Peebles) un ex-teppista newyorkese passato al soldo della narcotici dopo che degli spacciatori gli hanno ucciso il padre poliziotto.

I due arrivano al campo base della DEA (l’antidroga statunitense), dove scoprono che anche il fratello di Dani è stato assassinato. La DEA ha però scoperto il nome della barca su cui Carl ha nascosto i 400 milioni, ma non ha idea di dove si trovi.

Dani, al contrario, è l’unico a sapere nel porto di quale città la barca è ormeggiata, ma non sa come chiama.

Ergo, Dani e Cole sono costretti ad allearsi per sfuggire agli scagnozzi di Loomis e raggiungere il tesoro prima di loro. Il problema è che a Cole preme solo colpire il narcotraffico, mentre Dani vorrebbe anche godersi il malloppo. E così i due non possono fidarsi completamente l’uno dell’altro, un po’ come gli inarrivabili Nick Nolte e Eddie Murphy in 48 Ore.

E intanto Stewart incontra la sua futura partner in X-Men: la sedia a rotelle.

 

La trama, sostanzialmente, è tutta qui. Per il resto è il solito action truzzo e fracassone anni ’90, con alcuni rapper neri (Big Daddy Kane, Dr.Dré, Ed Lover…) che fanno una comparsata e cantano canzoni nella colonna sonora, e pallottole che volano come coriandoli senza centrare il bersaglio.

Se non altro, Lambert la butta sul ridere, e fa il finto tonto più nel necessario, mentre Van Peebles se la tira da Bruce Willis della situazione con tanto di battutine.

E il film scivola via più liscio e più divertente di come sarebbe stato se l’avessero interpretato i soliti musoni action tipo Dolph Lundgren o Steven Seagal.

Anche se, probabilmente, la battuta più geniale l’ha inventata il doppiaggio italiano:

Van Peebles: “Perché non cominci a mettere un giubbotto antiproiettile?
Lambert: “No, non mi serve.
Van Peebles: “Mettilo, guarda che non immortale.”.

Giovanni

PS
Lambert lo ritorveremo nel revival de La Dottoressa Giò con Barbara D’Urso.
No, Gunmen non era affatto male.

Immagini prese da Google © degli aventi diritto.

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