Sentinel: ricordando Paul De Meo

Addio, Paul. Grazie a te e a Bill per aver mostrato al mondo che è possibile portare i fumetti al cinema e in tv senza zavorrarli con subplot da telenovela alla Smallville…

È scomparso improvvisamente, a 64 anni, lo sceneggiatore e produttore Paul De Meo, che insieme al collega e amico Danny Bilson (figlio del regista televisivo Bruce, e a sua volta padre di Rachel, la Summer del serial cult OC – Orange County) ha creato una formidabile accoppiata che ha attraversato gli anni ’80 e ’90 regalandoci poche ma preziose perle.

Paul De Meo (sinistra) e Danny Bilson (destra)

La carriera dei due iniziò nell’85 con il film sci-fi Trancers: Corsa nel tempo, diretto dal mago dei B-Movies Charles Band, patrono della Full Moon Entertainment.

Nel 1990, proposero alla Warner il copione del pilot di un progetto chiamato Unlimited Powers, una specie di telefilm di Watchmen recitato dai personaggi classici della DC Comics: in un futuro in cui tutti i supereroi sono costretti a rendere pubblica la propria identità, solo Flash sfida la legge, ritrovandosi ibernato. Risvegliatosi nel futuro, guida una nuova generazione di eroi in lotta contro il Sistema. L’idea piacque, ma il progetto fu considerato troppo costoso per il piccolo schermo.
Convinse però la Warner ad affidare a Paul e Bill una serie tv con Flash unico protagonista.
Nacque così il telefilm di cui abbiamo parlato abbondantemente a queste coordinate.

Subito dopo aiutarono il grande Dave Stevens alla stesura dello script del film Disney tratto dal suo fumetto cult Rocketeer (ne parlammo qua).

Dopo l’immeritato flop di Rocketeer, i due tornarono al piccolo schermo, realizzando Viper, una sorta di Supercar ancor più fantascientifico ma totalmente snobbato in Italia: arrivò solo la prima delle quattro stagioni complessive, e con sei anni di ritardo (1994-2000).

Ma il lavoro probabilmente più popolare e longevo della coppia è stato sicuramente Sentinel, accattivante cocktail di 90% di poliziesco d’azione e 10% di fumetto supereroistico, prodotto dal canale UPN dal 1996 al ’99. In Italia fu trasmesso in prima tv e replicato più volte sempre da Rai Due nella fascia preserale, finché qualche anno fa non è stato acquistato da Mediaset come tappabuchi per il palinsesto mattutino.

Jim Ellison (Richard Burgi) è un detective della polizia con trascorsi militari, durante i quali ha trascorso 18 mesi disperso nella giungla peruviana, distaccato dal suo plotone.
Quest’avventura ha risvegliato in lui un dono che è innato in alcune persone, ma che si attiva solo in caso (come è successo a lui) di un lungo periodo di isolamento combinato con la lotta per la sopravvivenza: i suoi cinque sensi si ritrovano amplificati all’inverosimile, trasformandolo in quello che gli indios da quelle parti chiamano una “sentinella”.

Tornato a casa, nell’immaginaria città di Cascade, nello stato di Washington (in realtà è Vancouver), Jim decide di sfruttare questo dono nella lotta al crimine. Gli unici però a conoscere questo suo vantaggio sono il suo capitano, il roccioso afroamericano Simon Banks (Bruce A. Young), e Blair Sandburg (l’attore Garrett Maggart, fratellastro della cantante Fiona Apple), un giovane antropologo capellone che lavora come assistente universitario e l’aiuta a controllare e sfruttare questi poteri nella speranza di trarne un giorno una tesi sulle sentinelle.

Cancellata dopo la terza stagione (che si concludeva con un grosso cliffhanger sulla sorte di Sandburg), la serie fu “resuscitata” con la petizione dei fan “SOS – Save Our Sentinel”, grazie alla quale fu prodotta una breve, quarta stagione che diede un finale almeno soddisfacente (SPOILER ALERT): la tesi di Blair viene pubblicata per sbaglio, Jim si ritrova vip suo malgrado, Blair allora dichiara di aver inventato tutto (perdendo il lavoro all’università), ma trovando un posto assicurato all’accademia di polizia per poter continuare ad affiancare Jim non come consulente esterno, bensì come collega. (FINE SPOILER)

La cosa che colpisce positivamente di Sentinel è che, malgrado sia costruita quasi esclusivamente su trame verticali, e quindi manchi una vera e propria continuity tra gli episodi, ciò non comporta una certa ripetitività di fondo che era invece il tallone d’Achille dei telefilm action anni ’80 come A-Team, MacGyver, Magnum P.I. eccetera.

Le trame sono semplici, ma robuste e ben differenziate tra loro, e inoltre il ritmo è sempre alto, senza i tempi morti dati da quelle sottotrame da soap che distinguono i telefilm d’oggi. A questo va aggiunto il fatto che i tre protagonisti sono affiatati, e che il livello di action spettacolare è di tutto rispetto (considerando i mezzi e i budget della tv anni ’90, nettamente inferiori a quelli odierni).

Dopo Sentinel, Bilson & DeMeo scrissero il tv-movie Red Fraction: Origins (2011), parecchi videogame (tra cui 007:Agent Under Fire e Goldeneye: Rogue Agent).

Approdarono anche ai fumetti: tornarono a Flash con una run a fumetti Flash: un anno dopo (tredici numeri nel 2006), e scrissero la miniserie Red Menace per la Wildstorm (scrivendola insieme all’attore Adam Brody, all’epoca partner di Rachel Bilson sia in OC sia nella vita reale).

Di recente, De Meo aveva lavorato come docente di sceneggiatura alla USC School of Cinematic Arts. La sua scomparsa è stata comunicata tramite twitter da Bilson. Non sono ancora note le cause del decesso. Gli sopravvivono la moglie, Lauren Glassman, e le figlie Miranda e Annabella.

John Wesley Shipp e Mark Hamill, interpreti di Flash e Trickster nella sua serie tv, hanno twittato rispettivamente:

I’m shocked and terribly sad to learn of Paul’s passing. DannyBilson and Paul DeMeo changed the course of my life 28 years ago by trusting me with their Barry Allen, and I am forever grateful. My heart goes out to family and friends.
(John Wesley Shipp)

Crushed to hear we lost Paul De Meo – I owe him & Danny Bilson SO much! It was their outside-the-box creative courage that game me the opportunity to play my 1st super-villain: The Trickster – YEARS BEFORE The Joker!
(Mark Hamill)

Paul De Meo (1953-2018)

 

Giovanni

Immagini prese da Google. © degli aventi diritto.

 

One comment to Sentinel: ricordando Paul De Meo

  • Baydaq  says:

    La dieron en el 2012 por Disney XD que es el destino que tendría que haber tenido Rocketeer. La trama era un puente entre las dos películas- Estuvo muy buena pero fue un desastre con el ráting porque los pibes no se engancharon y la tuvieron que cancelar. Fue una temporada corta de 18 capítulos. custom writings

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