ROBOCOP: quel telefilm che, in fondo…

 

Nel 1993, poco prima dell’uscita del terzo film nelle sale, l’emittente canadese CTV iniziò a trasmettere Robocop – The Series, versione televisiva del nostro cyber-eroe composta da un film pilota più ventuno episodi da un’ora.



All’epoca i telefilm erano ben lontani dalle efferatezze e dalla pornografia di Spartacus, Game of Thrones et similia, senza contare che in questo caso il target di riferimento era chiaramente quello dei ragazzini, ragion per cui la serie si dimostrò da subito lontana dalla crudezza delle pellicole da cui era tratta.
E, paradossalmente, proprio per questo suo tentare di essere adatta al più vasto pubblico possibile, la serie fece flop, o perlomeno non riscosse un successo sufficiente da far commissionare altre stagioni.
series-pic12Il pubblico, evidentemente, era meno ingenuo di quanto credevano i produttori:
molti avevano capito che l’iperviolenza trucida e sardonica che permeava i film erano parte inscindibile dello spirito di Robocop, tanto quanto il personaggio stesso.
Tuttavia, il telefilm non fu nemmeno un completo insuccesso commerciale, e inoltre, presa senza far paragoni col resto del franchise, tutto era tranne che un brutto telefilm. Gli autori, tra cui Jay Firestone (futuro produttore di La Regina di Spade e Relic Hunter) non si limitarono ad ammorbidire il mondo di Robocop come avevano fatto gli autori  del terzo film, ma seppero anche re-inventarlo ed espanderlo, creando un universo narrativo in cui lo spettatore potesse ambientarsi ed affezionarsi ai personaggi vecchi e nuovi.
Passiamo dunque in rassegna il cast:

ROBOCOP/ALEX MURPHYRobocop-Eden
Lo interpreta Richard Eden, celebre soprattutto per Santa Barbara, micidiale soap opera seguita per qualche tempo anche dalla madre del sottoscritto.
Il personaggio è stato chiaramente ammorbidito (non usa quasi mai metodi letali), ma il suo aspetto tragico viene mantenuto (osserva sua moglie e suo figlio “a distanza” e cerca di proteggerli quando serve). Inoltre le sue origini, evocate tramite fugaci flashback, sono perfettamente in linea col film, a differenza del recente reboot, dove sono state decisamente edulcorate.

AMY MADIGANMadigan
Interpretata da Yvette Nipar, è la poliziotta partner di Robocop da quando era ancora Alex Murphy. Insomma è il corrispettivo tv della cinematografica Ann Lewis (Nancy Allen). Meno truzza del prototipo, ma non per questo meno tosta.

IL SERGENTE STAN PARKS E GADGETParks-e-Gadget
Parks (Blu Mankuma) è il superiore di Robocop e Madigan, un capo deciso ma affabile e compassato, ben diverso dal cazzutissimo Warren Reen interpretato nel film da Robert DoQui.
Un po’ come passare dall’ispettore Callaghan al Bloch di Dylan Dog.
Ma poco male: ammansire il personaggio era necessario per far sì che nel primo episodio adottasse Gadget (Sarah Campbell), un’orfanella abilissima coi computer. Insomma, la tipica piccola peste che sa tenere a bada i cattivi. Erano i primi anni ’90: i tempi de I Goonies e Mamma, Ho Perso L’Aereo non erano così lontani…

IL PRESIDENTE DELLA OCPPresidente-OCP
Quello che nel film era soprannominato “il vecchio”. Qui ha il volto di David Gardner.
Anche qua i dirigenti della OCP sono ritratti come avidi e cinici uomini d’affari, ma soprattutto sono dipinti come… dei perfetti imbecilli. Già, perché se nei film si rendevano conto delle conseguenze delle loro macchinazioni, ma se ne fregavano in nome del profitto, qui sono semplicemente degli idioti che non riescono proprio a prevederle! Questo li rende più divertenti, ma toglie all’atmosfera generale un’ambiguità che l’avrebbe resa più adulta.

BUBBLE MORGANBubble-Morgan
Un’idea non nuovissima, ma simpatica, da parte degli autori. William Ray “Bubble” Morgan era un gangster che per sfuggire a Robocop si ritrovò sfigurato dall’acido (al Joker fischieranno le orecchie…). Da allora, oltre a continuare a delinquere, cerca sempre un modo per eliminare il nostro eroe.
Bubble Morgan è il classico villain esagerato e sopra le righe, il che, in un prodotto fumettistico come Robocop ha il suo perché.
Ha il volto (truccato) di James Kidnie.

IL COMANDANTE CASH $UPER -HEROCash
Non è un vero e proprio protagonista, ma val la pena di ricordarlo perché è la dimostrazione che, se l’iperviolenza dei film è sparita dalla serie tv, perlomeno lo spirito irriverente e sarcastico nei confronti dei media e del consumismo è rimasto intatto.
Il Comandante Cash $uper Hero è infatti un personaggio animato che compare negli spot televisivi della OCP per invogliare il pubblico ad usare caldaie termonucleari, mangiare cibo riciclato ed altre meraviglie del progresso.

DIANADiana
Ho lasciato questo personaggio per ultimo perché rappresenta la trovata più intelligente ed originale della serie. Diana Powers (interpretata da Andrea Roth) è una segretaria della OCP che nel pilot viene uccisa da uno scienziato pazzo per portare a termine un esperimento. La personalità della donna viene trasferita in Metronet, la rete informatica che controlla tutta Detroit. In questo modo Diana può aiutare Robocop (unico a conoscerne l’esistenza) durante le sue missioni, apparendo nella sua forma umana come ologramma.
Lyla 2099Apro una parentesi. Un paio d’anni prima la Marvel varò la collana futuristica Spider-Man 2099 di Peter David (testi) e Rick Leonardi (disegni). Miguel O’Hara, l’Uomo Ragno del futuro, aveva un’aiutante olografica di nome Lyla, vagamente modellata su Marilyn Monroe.
Le analogie tra Lyla e Diana sono più d’una: entrambe sono ologrammi, entrambe aiutano l’eroe protagonista, ed entrambe hanno l’aspetto di una giovane donna bionda in un abito da sera elegante ma senza fronzoli.
Peter David e la Marvel, in ogni caso, non denunciarono nessuno.

Personaggi a parte, non trovo molto da aggiungere. Gli episodi erano semplici e privi di una rigida continuity, ma abbastanza movimentati da risultare divertenti, e la confezione (fotografia, effetti speciali, montaggio ecc.) era di ottimo livello per gli standard televisivi di allora.
La sigla di testa rielaborava il main theme di Basil Poledouris in chiave più solare e meno aggressiva, mentre i titoli di coda scorrevano sulle note di Future To This Life, un brano originale  firmato nientemeno che da Joe Walsh (The Eagles) e Lita Ford (The Runaways).



In conclusione: adattare Robocop in un telefilm per ragazzini sarà stata pure un’impresa concettualmente sbagliata, e quindi persa in partenza, ma gli autori hanno comunque svolto il loro compito nel miglior modo possibiledando vita ad un prodotto, nel suo genere, molto più che dignitoso. Meglio di così non si poteva fare.

 

Giovanni

Immagini prese da Google. © degli aventi diritto.

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