Ripassando le fondamenta: Evil Dead – La Casa

Ormai la notizia ha fatto il giro del web: il prossimo halloween, sulla rete tv americana Starz, partirà Ash vs Evil Dead, serie tv sequel della trilogia (nota in Italia come La Casa, La Casa 2 e L’Armata delle Tenebre) che negli anni ’80 lanciò Sam Raimi (regista) e Bruce Campbell (attore). Per l’occasione abbiamo deciso di prepararci riguardandoci i tre film e proponendovi succose curiosità.

Sul finire degli anni ’70, Sam Raimi era un ventitreenne di Detroit appassionato di cinema sin da quando il padre gli regalò una piccola cinepresa Super8, e che durante l’adolescenza aveva girato svariati corti horror con l’amico Bruce Campbell.
Mentre studiava letteratura all’università, Sam conobbe i Racconti del Necronomicon di H.P. Lovecraft. L’idea del libro maledetto piacque a Raimi e Campbell che, fondata la Reinassance Pictures col compagno di stanza Robert G. Tapert, realizzarono un cortometraggio, Within the Woods.

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Il corto fu proiettato in alcuni cinema locali insieme al Rocky Horror Picture Show, suscitando l’entusiasmo della stampa che lo definì più spaventoso di tanti film ad alto budget come Amityville Horror, Prophecy e altri ancora. Non era poi una novità così sconvolgente: anche La Notte dei Morti Viventi, Non Aprite Quella Porta ed Halloween furono praticamente girati con due soldi e tuttavia hanno fatto la storia del cinema più di tante pellicole mainstream.
Fu così che i tre decisero di fare sul serio e, coi soldi scroccati ad amici e parenti, dopo un anno e mezzo di riprese, vide la luce La Casa.

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“Che ci sarà mai in cantina…”

 

Ash (Campbell), sua sorella Cheryl (Ellen Sandweiss), la sua ragazza Linda (Betsy Baker), e i fidanzatini Shelly (Teresa Seyferth) e Scott (Rich DeManincor), sono cinque ragazzi che decidono di passare il week-end in un cottage sperduto tra i boschi, ignorando che, proprio in quella baita, un archeologo si era ritirato a studiare il suo ultimo ritrovamento: il Necronomicon Ex Mortis (o Libro dei Morti), un antico testo sumero rilegato in pelle umana e scritto col sangue, le cui formule sono in grado di evocare i demoni.

necronomicon-page-1-2Beh, non è certo il ricettario di Nonna Papera…

 

Insieme al libro, i ragazzi trovano anche un nastro con registrata la voce dello studioso, che recita ad alta voce uno degli incantesimi del libro, scatenando le forze del Male.
Nel corso della notte, Ash si ritroverà a lottare contro tutti i suoi amici, trasformati in zombi/demoni che possono essere fermati solo facendoli a pezzi.

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Ecco, la trama è tutta qui, e non necessita d’altro. La storia infatti è semplicemente un pretesto per far sì che Raimi possa sfogare tutta la sua maestria tecnica e la sua voglia di sperimentare.

evildead1Ad esempio, dato che una vera steady-cam era troppo costosa, le carrellate vorticose attraverso gli alberi (che suggeriscono il muoversi del Male invisibile che sta per avventarsi sui protagonisti) furono ottenute semplicemente legando una cinepresa ad un manico di scopa e correndo con esso a perdifiato per il bosco (espediente soprannominato Sam O’Cam).

Anche gli effetti splatter (decomposizioni, mutilazioni ecc.) sono artigianali, ma efficaci e rivoltanti al punto giusto, e soprattutto abbondanti (c’è da nuotare nel sangue finto, letteralmente) tanto che alla fine di ogni giornata era un’impresa ripulire il set per renderlo nuovamente utilizzabile l’indomani.
Insomma, La Casa è un’ottovolante dell’horror, dove ogni scena è talmente urlata ed esagerata da essere ad un passo dall’autoparodia.

The-Evil-Dead-stop-motion-effectBollato X-Rated (come i porno) dalla censura americana, e quindi limitato nella distribuzione nelle sale, Evil Dead si rifece nel mercato in home video, in patria e soprattutto in Inghilterra, dove però fu inserito nella categoria dei famigerati video nasty, cioè quei film dal contenuto talmente osceno da scatenare azioni legali per reato di oscenità (lo stesso Raimi dovette volare in Inghilterra per deporre in un tribunale, dove peraltro non fu nemmeno ascoltato).
Questa persecuzione non fece che alimentare lo status di cult della pellicola che nel frattempo fu presentata ai festival di Stiges, a quello del cinema fantastico di Parigi e a quello di Londra.

Stephen King, a Cannes per presentare Creepshow di George Romero (di cui aveva scritto la sceneggiatura), dichiarò:

La Casa mi ha semplicemente lasciato senza fiato. Mi ha per così dire scagliato fuori dall’ingresso posteriore, fuori dall’atrio fin sulla strada; è stato come un fulmine che manda in frantumi una bottiglia.”

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Sam, Bruce e Robert ce l’avevano fatta. Tre amici che si divertivano a fare filmini per divertirsi avevano praticamente conquistato il mondo.
Raimi in particolare sembrava essere il nuovo genio dell’horror. Invece, a sorpresa, decise di non coltivare il successo e di non restare ghettizzato nel genere.
Il suo secondo film fu infatti la commedia noir Crimewave – I Due Criminali Più Pazzi del Mondo (1985), scritta dai fratelli Joel e Ethan Coen (suoi grandi amici e coinquilini ai tempi dell’università).

Solo dopo il flop di quest’ultima, Sam avrebbe ricominciato a bazzicare le case sperdute nei boschi, sotto l’egida di De Laurentiis. Ma questa gita la faremo la prossima volta.

 

TRIVIA

–  Il titolo di lavorazione era Book of the Dead, ma i distributori decisero di cambiarlo in Evil Dead poiché convinti che nessuno sarebbe andato a vedere un film con la parola “libro” nel titolo.

–  In Italia invece di tradurre letteralmente il titolo (con Il Male Morto o Il Morto Malvagio), si optò per La Casa dato il gran proliferare in quegli anni di horror con la parola “casa” nel titolo.

–  Famosa la locandina italiana, con la “C” a mo di falce insanguinata. Peccato che quella raffigurata non sia la baita del film, bensì la casa di Psycho di Hitchcock.

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– L’auto dei ragazzi, una Oldsmobile Delta 88 del 1974, è di proprietà dello stesso Raimi, compare in praticamente tutti i suoi film, e tornerà nella serie tv.

– La cantina che si vede nel film è quella della casa di Raimi, mentre la macchina da cucire è della madre di Rob Tapert.

– Sempre nella sequenza in cantina, si può notare di sfuggita la locandina de Le Colline Hanno Gli Occhi, di Wes Craven.
Craven ricambiò l’omaggio in Nightmare, nella scena in cui Nancy (Heather Langekamp) guarda La Casa in tv per non addormentarsi.

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– Raimi amava riprendere ogni scena da più angolazioni, con conseguente spreco di soldi e fase di montaggio che si trasformava puntualmente in un incubo.

– I fratelli Coen, non accreditati, contribuirono al montaggio del film insieme alla montatrice di spot Edna Ruth Paul.

– Rich DeManincor e Teresa Seyferth, che all’epoca erano gli unici attori professionisti del cast, furono costretti a nascondersi dietro gli pseudonimi di Hal Delrich e Sarah York, poiché il sindacato degli attori non permetteva agli iscritti di lavorare per meno di di 100 dollari a settimana, cifra che la Reinassance non poteva permettersi.

–  Book of the Dead fu presentato in anteprima il 15 ottobre 1981 in un cinema di Detroit. Il pubblico dei teenagers impazzì, ma nessuna casa di produzione era interessata a distribuire la pellicola (a parte la New Line, intenzionata a pagare poco).

–  Fu il pubblicista Irvin Shapiro (lo stesso che suggerì il cambio di titolo) a puntare sulla pellicola, pensando bene di sfruttare le dichiarazioni entusiaste di Stephen King. Non solo fece conoscere King a Raimi, ma fece scattare a Bruce Campbell delle foto promozionali con la modella in babydoll Bridget Hoffman.

"Gimme some sugar, baby."

“Gimme some sugar, baby.”

–  La baita in cui fu girato il film era praticamente a pezzi a fine riprese. Raimi, Campbell e Tapert si improvvisarono carpentieri per rimetterla a nuovo come l’avevano trovata. Sforzi inutili: fu colpita da un fulmine ed incenerita alcuni mesi dopo la fine delle riprese.

 

Giovanni

 

Immagini prese da Google. © degli aventi diritto.

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