R.I.P. Michael Cimino

Questo maledetto 2016 colpisce ancora. È deceduto a 77 anni, per cause ancora da accertare, il grande regista de Il Cacciatore. Nome di spicco della New Hollywood degli anni ’70 (come i vari Coppola, Spielberg, De Palma…), ma dallo stile classico e dalle ambizioni fraintese.

502429225

Michael Cimino nasce a New York nel 1939, da una famiglia di origini italiane. Ma la sua italianità non era forte come quella di Coppola o Scorsese. Il suo è un cinema che più americano non si può, nel solco di John Ford: il grande amore per l’avventura epica che si manifesta nella maestosità degli immensi paesaggi naturali dei canyon e delle praterie

E non è nemmeno uno di quei registi provenienti da produzioni low budget alla Roger Corman, ma dal mondo patinato e costoso delle pubblicità, un tratto che lo accomuna a Ridley Scott, Hugh Hudson, David Fincher e altri.

Inizia a farsi le ossa con la sceneggiatura del secondo Callaghan, grazie al quale conosce Clint Eastwood. Insieme scrivono il primo film da regista di Michael, Una Calibro 20 per lo Specialista (1974), protagonisti Clint e un giovane Jeff Bridges.

Il successo arriva con Il Cacciatore (1978), la vicenda di cinque amici prima, durante e dopo la guerra in Vietnam. Indimenticabili sequenze di roulette russa, magnifica fotografia di Vilmos Zsigmond, straordinari Robert De Niro e soprattutto Christopher Walken .

Il Cacciatore non è un film DI guerra, o sulla guerra, bensì un film sul come si possa amare ancora la propria patria malgrado tutti il male sofferto per essa. Ciononostante il film viene linciato dai pacifisti ed accusato di elogiare l’intervento americano in Vietnam. Celebre la stroncatura di quella vecchia strega di Jane Fonda: “Con questo film Cimino si pone alla destra (politica) di John Wayne”.

0-qwtJnNspTvH4dPTd

Alla faccia dei detrattori, Il Cacciatore vince comunque 5 oscar: film, regia, attore non protagonista (Walken), montaggio, sonoro, . Gli studios concedono carta bianca a Michael per il film successivo.

I Cancelli del Cielo esce nel 1979, protagonisti ancora Walken con Kris Kristofferson, John Hurt, Isabelle Huppert ( e un sacco di camei illustri come Jeff Bridges, Mickey Rourke, Brad Dourif, Sam Waterston, Geoffrey Lewis).

Ambientato nel Wyoming nel 1890, narra la lotta tra una comunità di poveri immigrati russi e dei grossi latifondisti con dei bounty killer al loro servizio. Un western maestoso, curatissimo, che celebra la grandezza dell’America (i paesaggi sono ancora ripresi da Zsigmnd), ma che ha anche il coraggio di raccontare che il “sogno americano”, purtroppo, non si avverava per tutti.

heavens-gate-1980-pic-1109-editing

Alla voce "cinema bigger than life"

Alla voce “cinema bigger than life”

 

Se Il Cacciatore fu accusato d’essere troppo patriottico, I Cancelli viene rifiutato da pubblico e critica per il motivo opposto.

Costato 44 milioni di dollari (il quadruplo del previsto) ne incassò meno di tre, causando il fallimento della United Artist, casa di produzione fondata da Chaplin, che sopravvisse solo fondendosi con la MGM. In realtà navigava già in cattive acque, ma Michael, da gran signore, si accollò ogni colpa.

In Italia il film è circolato in versione ridotta (149 minuti) e solo di recente è circolata in tv la versione integrale (219 minuti) con le scene inedite sottotitolate.

Cimino torna alla regia nel 1985 con L’Anno del Dragone (1985), sceneggiatura di Oliver Stone (dal romanzo di Robert Daley) e stuntmen coordinati da Buddy Van Horn (controfigura storica di Clint Eastwood).

Mickey Rourke è un poliziotto reduce del Vietnam (e quindi poco tenero coi musi gialli) che intraprende una lotta senza quartiere con un giovane e ambizioso boss della mala cinese (John Lone).

Nell’epoca in cui iniziano a fiorire le tamarrate alla Stallone-Schwarzenegger e le action-comedy alla Arma Letale/Die Hard, Year of the Dragon è uno di quei rari gioielli che hanno traghettato negli anni ’80-’90 il poliziesco drammatico e dolente degli anni ’70 (insieme a Vivere e Morire a Los Angeles di William Friedkin e Strade Violente di Michael Mann).

Purtroppo viene accusato di razzismo verso la comunità cino-americana: ormai la moda “linciamo Cimino” aveva attecchito.

Razzista o no, un film che inquadra New York come fosse la Monument Valley è un capolavoro a prescindere.

Razzista o no, un film che inquadra New York come fosse la Monument Valley è un capolavoro a prescindere.

 

Nel 1987, su sceneggiatura di Mario Puzo (Il Padrino), Cimino gira Il Siciliano, in cui il bandito Salvatore Giuliano viene dipinto come un Robin Hood ingannato dalla mafia e coinvolto involontariamente nella strage di Portella della Ginestra.

Forse il film più ingiustamente odiato della storia: la critica lo schiacciò come superficiale e romanzesco, specie per via del paragone col Salvatore Giuliano (1954) di Francesco Rosi, preciso e documentaristico. Eppure preso per quel che è, il film di Cimino resta un bel melodramma con echi western dove, se Christopher Lambert/Giuliano sembra sonnambulo, John Turturro/Pisciotta è UGUALE.

john-turturro-christopher-lambert-the-sicilian-1987-BW8574

Come per I Cancelli del Cielo, anche la versione integrale del Siciliano (unanimemente considerata migliore) è giunta in Italia solo in anni recenti (prima su Studio Universal, poi su Rai Movie).

Dopo gli ennesimi pesci in faccia, Cimino si riprende in parte con Ore Disperate (1990) remake dell’omonimo film con Humphrey Bogart, dove ritrova Mickey Rourke, affiancato da Anthony Hopkins.

Nel ’96 il suo ultimo film, Verso il Sole, storia di un medico presuntuoso (Woody Harrelson) che ritrova la propria umanità dopo essere stato sequestrato da un giovane paziente malato terminale. Stavolta l’amore per i paesaggi della vecchia America fa da cornice ad un road-movie che è anche un percorso di trasformazione morale.

Verso-il-sole

In seguito Michael scriverà tre romanzi, di cui solo uno pubblicato in Italia, Big Jane (2002).

Negli ultimi anni si parlerà di lui solo per i pettegolezzi su di un suo possibile cambio di sesso, dati i numerosi interventi di chirurgia estetica che ne avevano cambiato i connotati.

Nel 2015 ha ricevuto il Pardo d’Onore al Festival di Locarno.

173423848-5e2b2852-c362-410d-9014-2bde127ba65b

Giovanni

Immagini prese da Google. © degli aventi diritto.

Leave a reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>