Non invecchia proprio: i 30 anni di Highlander.

Tre decadi fa, nel mese di marzo del 1986, usciva nelle sale un film destinato non solo a entrare nell’immaginario collettivo, ma anche nei vocabolari, trasformando il significato della parola “highlander” da “abitante degli altipiani” a “immortale”. Come già fatto per Robocop e Evil Dead/La Casa, cogliamo l’occasione per dare una ripassata all’intero franchise. Cominciamo col capostipite.

Sigla:

Highlander è il caso (più unico che raro) di film prodotto a budget medio-basso ma realizzato da tanti grandi professionisti al meglio delle loro potenzialità. E che, malgrado gli incassi non esaltanti, è diventato (tra film e serie tv) uno dei titoli più “spremuti” della storia del cinema, ben oltre pellicole più costose e osannate come Indiana Jones o Ritorno al Futuro.

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La trama parte dall’idea fantastica che, in incognito tra noi, esistano nel mondo un certo numero di immortali. Nascono ed invecchiano come persone normali, finché non viene inflitta loro una morte violenta. La quale però è solo apparente, dal momento che poco dopo si risvegliano miracolosamente guariti, cessano d’invecchiare e possono morire solo se privati della testa. E quando un immortale decapita un suo simile con un colpo di spada, non solo l’uccide, ma conquista la sua “reminiscenza”, cioè tutto il potere, la conoscenza e l’abilità che lo sconfitto ha acquisito nella sua lunga vita. Solo sulla terra consacrata (chiese, cimiteri ecc.) gli immortali hanno giurato di non incrociare mai le lame. Queste sono e saranno le regole del ‘gioco’ fino al tempo dell’adunanza, quando gli ultimi due immortali si affronteranno e, come dice il loro motto, “alla fine ne resterà soltanto uno“.
Nella New York dei giorni nostri l’immortale scozzese Connor McLeod (Christopher Lambert) deve sconfiggere l’eterno nemico Kurgan (Clancy Brown) e vendicare così l’amico/maestro Ramirez (Sean Connery) che nella Scozia del 1500 gli aveva insegnato le regole dell’immortalità e dell’arte della spada.

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Il soggetto nacque come tesi di laurea dell’esordiente sceneggiatore Gregory Widen, (che all’epoca si manteneva come pompiere), che poi contribuì alla stesura definitiva della sceneggiatura insieme ai già affermati Peter Bellwoood e Larry Ferguson.

 

Gregory "colpo di genio" Widen

Gregory “colpo di genio” Widen


L’idea piacque ai produttori Peter Davis e William Panzer, che ne affidarono la regia all’australiano Russell Mulcahy, uno degli autori che più hanno contribuito a trasformare il videoclip in una forma d’arte (vedi Wild Boys dei Duran Duran o Video Killed the Radio Star dei Buggles, o ancora Total Eclipse of the Heart di Bonnie Tyler).

 

Russell "talento sprecato" Mulcahy

Russell “talento sprecato” Mulcahy



Con Highlander, Mulcahy ha il suo unico successo cinematografico, raggiungendo soluzioni visive ancora oggi sorprendenti, come nel primo flashback, dove, da un parcheggio sotterraneo, la cinepresa s’innalza e attraversa il terreno per riemergere nella Scozia del ‘500.
Tra i suoi aiutanti per questo film c’è anche Stephen Hopkins, che firmerà poi come regista Nightmare 5, Predator 2, Spiriti nelle Tenebre e Under Suspicion.

Scorcio che manco in una vignetta di Jim Lee…


Un ottimo lavoro sotto il profilo dell’immagine è stato svolto anche dal costumista James Acheson (futuro oscar per L’ultimo Imperatore e Le Relazioni Pericolose)

 

TUTTI i cattivi dovrebbero andare in giro così

TUTTI i cattivi dovrebbero andare in giro così

 

e dal direttore della fotografia Gerry Fisher, in grado di rendere suggestivi sia i paesaggi naturali della vecchia Scozia (senza cadere in un effetto lezioso da depliant turistico) sia una New York notturna e fiammeggiante alla Blade Runner, con le luci al neon che si riflettono nel cristallo dei grattacieli e nelle pozzanghere, mentre il fumo della metropolitana fuoriesce dai tombini e i graffiti imbrattano i vicoli bui.

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Ma gran parte della forza e del fascino del film è sicuramente nella colonna sonora, con le musiche di sottofondo di Michael Kamen (Robin Hood -Principe dei Ladri, Arma Letale) e le canzoni dei Queen, contenute nell’album A Kind of Magic: si va dall’energica Princes of the Universe, a Who Wants to Live Forever, una delle canzoni più belle e struggenti della storia della musica.



L’unico neo sono (forse) gli effetti speciali, un po’ poveri anche per gli standard di allora (1986), ma pienamente riscattati dai duelli di spada, coreografati alla perfezione e che hanno davvero fatto scuola.

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Tutto questo per dire che un’opera simile, entrata nell’immaginario collettivo e (come i suoi protagonisti) mai invecchiata, non nasce per caso: Mulcahy, Widen e tutto il resto della crew avevano davvero creatività e stile da vendere.
Purtroppo, però, un fulmine non colpisce mai due volte nello stesso punto. E se Widen qualche colpo l’ha messo ancora a segno (scrivendo Fuoco Assassino per Ron Howard e dirigendo il piccolo cult L’Ultima Profezia con Christopher Walken), Mulcahy si è sprecato in flop (Talos-L’ombra del Faraone, Il Re Scorpione 2) o semi-meteore (L’Uomo ombra, Resident Evil 3: Extinction), non trovando mai più un’altra sceneggiatura altrettanto epica, fantastica, adrenalinica e fumettistica con cui sfoggiare tutte le sue carte.

Pazienza, la gloria passata non si cancella, e se voi Highlander non l’avete ancora visto, guardatelo in poltrona, al buio, con la massima attenzione: non sprecate un simile spettacolo in una serata sonnacchiosa senza troppe pretese. Questi erano film da perdere la testa.

TRIVIA

Widen ideò il soggetto di Highlander ispirandosi al film I Duellanti (1977), esordio di Ridley Scott, e a un’armatura vista in un museo di Edimburgo.

Nella prima stesura del copione gli immortali potevano procreare e MacLeod incontrava i suoi discendenti.

Kurgan doveva essere molti più malinconico e depresso. Fu la performance di Clancy Brown a trasformarlo in un villain sopra le righe.

Clancy Brown ha doppiato Lex Luthor nelle serie animate DC Comics di Paul Dini e Bruce Timm. Ma anche Mr. Skrabs in Spongebob. Di recente ha interpretato il generale Eiling nella serie tv di Flash.

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Virginia Madsen (sorella del tarantiniano Michael) fu scartata per il ruolo di Heather, moglie di MacLeod. Fu riciclata in Highlander 2.

Angus, il cugino buono di MacLeod, è James Cosmo, attore che ha interpretato anche Campbell in Braveheart, Babbo Natale in Narnia, e Jeor Mormont (padre di ser Jorah) nel Trono di Spade.

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La scena iniziale avrebbe dovuto riprendere una partita di hockey. La produzione non ebbe il permesso e ripiegò sul wrestilng. Si può ancora udire il rumore del mini-elicottero che riprese la sequenza dall’alto.

Il parcheggio del Madison Square Garden era in realtà un mercato frutticolo inglese riempito di auto.

Le scintille delle spade furono ottenute collegando le lame a delle batterie d’auto con cariche opposte.

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Lambert nel film indossa un impermeabile di Armani per nascondere la spada. Donò tale soprabito a Roger Taylor, il batterista dei Queen, quando girò con loro il video di Princes of the Universe. Taylor stesso racconta la cosa nel commento audio del Dvd Queen: Greatest Video Hits.

 

Giovanni

Immagini prese da Google. © degli aventi diritto.

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