Nell’84 c’era anche Hill: Strade di Fuoco.

Prima che finisca il 2014, festeggiamo il 30° anniversario del cult sconosciuto di Walter Hill.
Questo capodanno “is what it means to be young”

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Strade di Fuoco (Streets of Fire, 1984). Per la critica ufficiale, un costoso flop dimenticabile (e difatti dimenticato).

Per chi ha avuto la fortuna di vederlo, uno dei grandi classici degli anni ’80.

337894_largeAvete presente, no? Quei film là di quegli anni là, che ridendo e scherzando, nulla sul serio ma tutto per bene, hanno edificato il 90% dell’immaginario contemporaneo (ragazzini che oggi vanno al cinema a vedere Twilight o Hunger Games? Soooca !!!)
Basti pensare che, nel solo 1984, uscirono anche Indiana Jones e il Tempio Maledetto, Terminator, GhostbustersLadyhawke, I Goonies e Gremlins, mica pizza e fichi.

Quindi, prima che ne scada il 30° anniversario (1984-2014), noi ve lo rispolveriamo, e così magari vi fate anche un capodanno rock, OK?
Bene. Sigla:

Prima un po’ di storia. Strade di Fuoco è un film di quella vecchia roccia di Walter Hill, un self-made man vecchio stampo: muratore, operaio nei pozzi petroliferi, e infine sceneggiatore.
the-getawayLa svolta avviene nel 1971, quando adatta il romanzo Getaway di Jim Thompson nel copione dell’omonimo film con Steve McQueen. La pellicola è diretta dal grande  Sam Peckinpah, ultimo maestro western e padre dell’odierno action-movie (sì, lo so che Sergio Leone è più idolatrato, ma credetemi se dico che è Peckinpah il più bravo). Sam intuisce il potenziale del ragazzo e lo prende sotto la sua ala, insegnandogli come essere sia un autore con un proprio stile (di forma e contenuti) sia un solido confezionatore di film d’intrattenimento.

Uno dei pochi che può insegnare a Bruce Willis come fare il duro.

Walter Hill: uno dei pochi che può insegnare a Bruce Willis come fare il duro.

 

Purtroppo è dura la vita per i vecchi cowboy nella nuova Hollywood della fantascienza e degli effetti speciali, e la carriera da regista regala a Hill solo tre successi commerciali: il cultissmo I Guerrieri della Notte, e le commedie poliziesche 48 Ore, con Eddie Murphy e Nick Nolte, e Danko, con Schwarzenegger e Jim Belushi. Per il resto, tutta una sfilza di flop e semi-meteore, che però sono capolavori da riscoprire.
Qualche titolo?

 

I Cavalieri dalle Lunge Ombre (1980)
sugli ultimi giorni di Jesse James e la sua banda

 

I Guerrieri della Palude Silenziosa (1981)
una via di mezzo tra Rambo e Un Tranquillo Week-End di Paura

 

Ricercati Ufficialmente Morti (1987)
con Nick Nolte texas ranger che fa sembrare Chuck Norris un ricchione

 

Johnny il Bello (1989)
con Mickey Rourke in uno dei suoi ruoli più intensi

 

Geronimo (1994)
con Wes Studi, fresco cattivo de L’Ultimo dei Mohicani

 

Wild Bill (1995)
con Jeff Bridges nei panni del grande pistolero Wild Bill Hickock

 

Ancora Vivo (1996)
con Bruce Willis che rifà Per Un Pugno di Dollari nell’epoca dei gangster anni ‘30

 

E veniamo finalmente a Strade di Fuoco.

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Nel 1984 Walter Hill, dopo gli ottimi risultati al botteghino di 48 Ore, riuscì a convincere Joel Silver (futuro produttore di Arma Letale, Die Hard e Matrix) a finanziare un vecchio progetto, un sogno che gli frullava in testa da quando aveva sedici anni.

 

10300588_tmlIl film inizia con la rockstar emergente Ellen Aim (una diciannovenne e già splendida Diane Lane) che, nel bel mezzo di un concento di beneficienza, viene rapita dai Bombers, una banda di moto-teppisti capeggiati dal sadico Raven Shaddock (uno sconosciuto Willem Dafoe che iniziava ad affilare quel suo volto meravigliosamente ossuto e malefico).
8bclnke0f10j8jcfReva (Deborah Van Valkeburgh), proprietaria di una tavola calda del posto, informa della cosa suo fratello Tom Cody (Michael Paré), un mercenario giramondo ex-fidanzato di Ellen.
Cody torna in città, ma sembra poco interessato alla sorte della sua ex. Presto però cambia idea, apparentemente allettato dalla ricompensa offerta dal manager di lei, Billy Fish (Rick Moranis, che per una volta fa lo st@#o invece di far ridere).
E così, insieme al suo braccio destro, la rude soldatessa McCoy (Amy Madigan) e allo stesso Fish, Cody si lancia al salvataggio. Ma davvero lo fa solo per i soldi?

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Strade di Fuoco, dicevo all’inizio, si rivelò un flop: presentato fuori concorso a Venezia e distribuito in sala durante l’estate, incassò 8 milioni di dollari a fronte dei 14,5 spesi.

Curiosamente, pare che abbia spopolato solo in Giappone, ispirando numerosissimi manga/anime come Bubblegum Crisis.

Il principale motivo di stroncatura da parte della critica fu l’eccessiva banalità della trama: il cattivo rapisce la bella e l’eroe viene a salvarla, punto. Ma la banalità fa parte del gioco. Hill dichiarò apertamente che il suo intento era di ricordare al pubblico qualcosa di antico ed eternamente valido, piuttosto che proporre qualcosa nuovo ed originale a tutti i costi.
Streets of Fire4Del resto, la tagline del film parla chiaro: “A Rock & Roll Fable”. E, proprio per creare un alone fiabesco, Hill e il grande direttore della fotografia Andrew Laszlo (Rambo) hanno mescolato elementi anni ’50 (come moto, giubbotti di pelle e ciuffi alla Elvis) con altri anni ’80 (montaggio da videoclip della neonata Mtv, vicoli bui rischiarati da insegne al neon multicolori come in Blade Runner).

 

E questo mix di epoche si rispecchia anche nella formidabile colonna sonora, che va dal bluesaccio Hold That Snake di Ry Cooder (fido collaboratore di Hill) al rockabilly anni ’50 di Blue Shadows e One Bad Stud dei Blasters, dal pop-rock di Sorcerer (scritta da Stevie Nicks dei Fletwood Mac) e Never Be You (scritta da Tom Petty), fino al soul di I Can Dream About You di Dan Hartman (il brano più venduto dell’intera soundtrack).

Ma la parte del leone spetta ai brani di apertura e chiusura, Nowehere Fast (che avete udito durante il trailer qui sopra)

e Tonight is What it Means to Be Young. Entrambe le canzoni sono eseguite dai Fire Inc. (band creata appositamente per il film) e firmate da Jim Steinman.

 

Jim Steinman. Gira così perché può permetterselo.

Jim Steinman. Gira così perché può permetterselo.

 

Steinman, per chi non lo sapesse, è uno dei migliori compositori di Broadway, autore di brani così eleganti e pomposi da aver fatto coniare dalla critica il termine “wagnerian-rock”. È stato lui a comporre tutti i successi di Meat Loaf  e gli unici due di Bonnie Tyler, Total Eclipse of the Heart e Holding Out For A Hero.

Al che, apro una parentesi: non ho mai capito come mai un brano FOTTUTAMENTE EPICO come Holding Out For A Hero, invece che in un film FOTTUTAMENTE EPICO come Streets of Fire, sia finito in Footloose, commediola sulla falsariga di Grease (con tutto il rispetto per Kevin Bacon…). Chiusa parentesi.

Tornando al film di Hill, l’altra grande accusa della critica fu che Strade di Fuoco, nel suo mix di modelli (praticamente è West Side Story che incontra I Guerrieri della Notte che incontra Flashdance) appare fasullo e diseguale.

Può darsi, ma qui le singole parti valgono più della somma totale.
Già, perché un western metropolitano orchestrato da Walter Hill resta pur sempre un cazzutissmo western metropolitano orchestrato da Walter Hill, non s’ammoscia al livello del Maresciallo Rocca solo perché ci infili qualche ballata pop-rock qua e là.

willemdafoe_streetsoffirePrendiamo, ad esempio, la scena in cui Willem Dafoe si avvicina dicendo qualcosa tipo:
Vedo che ti piace giocare duro come a me. (…) La prima volta sono venuto per lei, la prossima verrò per te
senza curarsi minimamente del fatto che il suo covo e metà della sua gang gli stanno andando a fuoco tutto intorno.
Michael Paré risponde:
Certo che lo farai. E io ti aspetterò
e lo dice con la massima calma, pur trovandosi nella tana le lupo, da solo e con un semplice fucile in spalla (manco fosse un lanciagranate…).

Sarà pure una scena paradossale, stilizzata, trita e ritrita quanto volete, ma girata da Hill è più epica di tutta la trilogia del Signore degli Anelli, vedere per credere.

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Duello finale a suon di mazze. Praticamente un Highlander working class…

 

 

E, al tempo stesso, un finale sulle note di Tonight is What it Means to Be Young sta al genere musical come il finale de Il Mucchio Selvaggio del già citato Peckinpah sta al western, o come quello di A Better Tomorrow 2 di John Woo sta all’action-noir: uno tsunami di adrenalina e sentimento che scioglie tanta virile durezza precedente e ti esalta pure la centesima volta che lo vedi.

L’insieme (forse) stride, ma come cantavano i Van Halen molto prima di Hannah Montana, alla fine hai il “best of both worlds”.

 

Concludendo, Strade di Fuoco non sarà il capolavoro di Walter Hill, ma è certamente il suo film più personale, l’omaggio di un fuoriclasse d’altri tempi a ciò che ama nel cinema: eroi, malvagi, motori rombanti, luci nella notte, musica, battute sprezzanti da fumetto, questioni d’onore da regolare in strada come nei western, baci sotto la pioggia… chi non lo ama si merita High School Musical  !!!

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Giovanni.

 

 

PS
Diane Lane fu doppiata da due vocalist differenti (Holly Sherwood e Laurie Sargent).
All’epoca usciva con Jon Bon Jovi, ma gli metteva un canestro di corna con Christopher Lambert (che poi avrebbe sposato). Il bel Bon, pensando a lei, scrisse la famosissima You Give Love A Bad Name. Insomma, pur non avendo cantato personalmente, ha comunque contribuito alla storia del rock. Grazie, zoccola!

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La mamma adottiva di Superman in Man of Steel. Vola il tempo, eh?

 

PS 2 – ATTENZIONE SPOILER !!!-
Alla fine, Cody ed Ellen si lasciano. Si amano ancora, ma Cody sa che lei deve concentrarsi sulla carriera, e lui è un tipo troppo avventuroso per fare il principe consorte che l’aspetta in camerino.
Al che, mi rivolgo a te. Sì, a te, critico cinematografico medio, che hai sempre liquidato Streets of Fire come pellicola banale e prevedibile.
Come fai a considerare banale Walter Hill? Uno che ti racconta la fiaba d’amore che ha nel cuore da quand’era ragazzo, e la fa finire con la ragione che prevale sui sentimenti e l’eroe che rimane solo come John Wayne alla fine di Sentieri Selvaggi?
Non rispondi, eh? Vergognati.

 

Immagini prese da Google © degli aventi diritto.

One comment to Nell’84 c’era anche Hill: Strade di Fuoco.

  • […] Letale) ROBERT ZEMECKIS (Ritorno al Futuro, Roger Rabbitt, Forrest Gump) WALTER HILL ( di cui ho già detto tutto), più DAVID GILER (sceneggiatore di Alien) e JOEL SILVER (produttore di Arma Letale, Die Hard e […]

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