MEDIEVIL

 

La-Prima-Schermata

“…Le sue gesta inaugurarono un periodo di pace che sarebbe durato cent’anni. Fino a quando lo Stregone tornò”…

 

L’altro giorno ho deciso di “ripassare” alcuni titoli usciti per la cara, prima PlayStation (perché ne ho una ancora in buono stato e che volevo provare). Nel far passare i vari videogiochi, quelle “vecchie glorie” che hanno contribuito alla consacrazione di questa console (che per noi nati nel 90 era la rivale del Sega Saturn e del Nintendo 64), mi sono ritrovato fra le mani un piccolo capolavoro, che parla di un buffo scheletro maldestro.

MediEvil.

Un mito, da piccolo ci buttavo via le giornate; quanti bei ricordi, quanto tempo..!

MediEvil, dal gioco di parole Medieval (medievale) e Evil (malvagio) è un videogame di genere platform con una leggera influenza dal genere hack ‘n’ slash (o hack and slay, per indicare quel genere di giochi in cui si enfatizza il combattimento – è un termine utilizzato anche in Dungeons&Dragons per indicare le campagne violente e con la scarsa presenza di trama) e con alcuni elementi di genere RPG, ben utilizzati anche se davvero scarsi.

Prodotto nel 1998 dalla SCE Studio Cambridge (ora Guerrilla Cambridge, sviluppatori di giochi come Primal, la versione portable di LittleBigPlanet e che ha contribuito alla realizzazione di Heavenly Sword) e pubblicato in Europa dalla Sony Computer Entertainment il 1° ottobre 1998, per il suo grande successo e la quantità di copie vendute è entrato a far parte dei titoli di serie Platinum, ha goduto di una ripubblicazione nel 2003 insieme a C-12: Final Resistance (sempre di SCE Studio Cambridge) e dal 2007 è stato reso disponibile all’acquisto tramite PlayStation Network su PlayStation 3.

È tuttora considerato un classico della piattaforma PlayStation.

Di questo gioco è stato realizzato un sequel, pubblicato nel 2000 e intitolato MediEvil 2; è stato realizzato anche un remake per PSP, pubblicato nel 2005 e intitolato MediEvil Resurrection: molto interessante, ma (naturalmente) non gode dello stesso fascino dell’originale. Entrambi i giochi, proprio come il primo, sono stati realizzati da SCE Studio Cambridge e pubblicati da Sony Computer Entertainment in esclusiva PlayStation.

 

La-Schermata

La mitica schermata principale, con lo scheletro che ridacchia malignamente quando scegli una delle due opzioni…

 

L’idea e la prima bozza di MediEvil nascono nel 1995 da Chris Sorrel. Lui e il direttore artistico Jason Wilson intendevano accoppiare lo stile dell’arcade Ghosts ‘n Goblins con quello dei film di Tim Burton, in particolare The Nightmare Before Christmas, arrivando poi ad una revisione del gioco che si distaccava parecchio dall’idea di partenza e dell’atmosfera che avrebbe dovuto avere, molto più divertente e con elementi alla Zelda, ma con l’introduzione di un personaggio memorabile, un tizio che dopo un clamoroso fallimento nella sua vita passata avrebbe cercato la redenzione nella nuova.

Ed è qui che nasce il concept di Sir Daniel Fortesque, il protagonista di MediEvil, un cavaliere scheletrico che cerca di dimostrare a tutti (eroi del passato, gargoyle che lo prendono in giro, libri di storia fuorvianti e perfino la sua nemesi che conosce la verità) di potersi guadagnare il titolo di vero eroe e sconfiggere il cattivo che non aveva ucciso cento anni prima. In sostanza questa è anche la trama del gioco: Sir Daniel Fortesque è il più celebre cavaliere della corte del Re Pellegrino, il signore di Gallowmere. Quando un giorno il diabolico stregone Zarok, esiliato proprio a causa di Sir Daniel, decide di tornare dal suo luogo di esilio con un esercito di demoni, il Re manda le sue truppe, e con esse Sir Daniel, per fermarlo. Tuttavia il prode cavaliere cade in battaglia per primo (come ci mostra il simpatico filmato introduttivo). Zarok viene comunque sconfitto e si ritira. Cento anni dopo lo stregone ritorna e con un potente sortilegio riporta in vita ogni morto del regno, incluso Sir Daniel. Zarok però non sa di questa gaffe, così Daniel ha un’occasione per redimersi e rimettere tutto a posto. Oltre ai risvolti comici e la caratterizzazione dei suoi personaggi, la trama gode di un doppio finale, uno canonico e uno sbloccabile dopo aver portato a termine un particolare obiettivo nel gioco. Un’ulteriore curiosità: Sir Daniel Fortesque non ha la mascella (l’ha persa, o meglio “è caduta” come dirà lui stesso) e si esprime mugugnando cose incomprensibili, che noi capiamo per mezzo dei sottotitoli; a prestare la propria voce per il personaggio è Jason Wilson, suo principale ideatore, e la sua voce è stata mantenuta per Sir Daniel in tutte le versioni del gioco.

Il gameplay è semplice e facile da apprendere fin dai primi minuti di gioco (il primo livello è praticamente un tutorial); ad ogni azione corrisponde un tasto, ci sono principalmente cinque comandi: correre, saltare, difendersi, colpire con l’arma, colpire caricando l’arma.
Ci si sposta attraverso i vari livelli in tre dimensioni, saltando burroni e maciullando un’incredibile varietà di mostri orrendi, con bel repertorio di armi faticosamente guadagnate, ma che sono una più bella dell’altra.
Guardandolo ora che sente il peso dei suoi anni, MediEvil sembra semplice, eppure ai tempi la sua realizzazione ha rappresentato una bella sfida per gli sviluppatori, alle prime armi con il 3D; questo però gli ha permesso di piazzarsi tra i primi ad aver introdotto un sistema per ruotare la telecamera all’interno del gioco (con i tasti L2 ed R2), grazie non solo agli scenari sviluppati interamente in 3D, ma anche alla compatibilità con il controller analogico DualShock (una novità, all’epoca) che hanno saputo sfruttare per dare al gioco un approccio ancora più intuitivo: MediEvil è stato uno dei primi titoli PlayStation a introdurre le due levette analogiche nella funzione comandi, e a utilizzare la vibrazione del controller per rendere più realistico ogni urto del protagonista contro una componente della scenografia del gioco, come un atterraggio sul pavimento da un punto molto alto. MediEvil non ha nulla da invidiare ad altri “pilastri” videoludici come Crash Bandicoot (Naughty Dog) o il capostipite dei platform 3D, Super Mario 64; in MediEvil si può camminare o correre attraverso degli scenari suggestivi, si è apparentemente liberi di esplorarli, ma di fondo c’è un percorso preciso da seguire e degli enigmi da risolvere, non sempre facili.

Sir Daniel ha a disposizione il proprio braccio, che può lanciare come un boomerang, più un vasto repertorio di armi da mischia e da fuoco, come spadino, bastone, lancia, spadone, balestra, arco, pugnali, saette, cosce di pollo, la bellissima ascia che si può menare o scagliare (tornerà in mano a Daniel) o il fantastico martello, più grosso di Daniel che lo impugna, o la più cattiva di tutte: la spada incantata, dalla lama blu elettrico, che butta giù la maggior parte dei nemici in pochi colpi. Proseguendo nel gioco Daniel raccoglierà anche una corazza di drago che gli permetterà di sputare fuoco ed essere immune alle fiamme.

Sir Daniel dispone inoltre di tre tipi di scudo, che offrono più protezione a seconda del materiale (rame, argento e oro) e una barra della salute che diminuirà quando si subiranno danni, ma ricaricabile presso una sorta di “fontana della resurrezione”. Delle “bottiglie”, reperibili girovagando per Gallowmere, piene dello stesso fluido verde della fontana che ricarica la vita di Daniel, svolgono la funzione di vite extra; una volta morto, se Daniel possiede una di queste bottiglie, si rialza “consumando” il contenuto, e può tornare a combattere. Sarà possibile ricaricare la bottiglia vuota presso la fontana da cui si ricarica la salute dello stesso Daniel. Di fatto questo può portare a rigiocarsi determinati livelli per riempire al massimo le bottiglie a disposizione, così che ci si possa preparare prima di affrontare una nuova sfida. I nemici sono molti, più o meno terribili, dagli zombie dei primi livelli ai demoni nei livelli più avanzati, agli spaventapasseri, zucche mutanti, matti in camicia di forza, scheletrici pirati fantasma, goblin (chiamati folletti o diavoletti), un drago, e altre creature ideate esclusivamente per questo gioco, mischiando varie leggende.

 

Gallowmere-Scenario

Il Regno di Gallowmere: 22 livelli, uno più surreale dell’altro.

 

I punti forti di questo gioco, oltre al già citato gameplay semplice ed intuitivo, sono sicuramente le ambientazioni che si possono ammirare, inquietanti o surreali, rese molto bene non solo dalle immagini o dai colori, quanto dalle musiche. MediEvil ha una colonna sonora fantastica che si accosta perfettamente all’atmosfera che si respira lungo il corso del gioco: a tratti medievale, a tratti gotica, ma sempre d’ispirazione fantasy, ma non un fantasy tolkieniano con elfi e nani, sembra invece ispirarsi di più a leggende e romanzi inglesi (compaiono perfino Stonehenge e un mostro chiamato Jabberwocky, il Ciciarampa di Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò).

La colonna sonora fu composta dal duo Paul Arnold e Andrew Barnabas: non avendo a disposizione una vera e propria orchestra, i due musicisti si attrezzarono di sintetizzatori e campionatori di suoni, che gli permisero di riprodurre gli effetti orchestrali che cercavano. La colonna sonora di MediEvil fu composta su richiesta di Chris Sorrell che aveva espresso le sue preferenze per una serie di musiche in uno stile molto simile a quello adottato dal compositore Danny Elfman per realizzare le musiche dei film del regista Tim Burton.

Non ho trovato dei veri e propri “punti deboli” in MediEvil, anche rigiocandolo (è pur sempre un gioco di sedici anni fa!), lo trovo ben equilibrato e ben curato, non si rischia nemmeno di cadere nella ripetitività, almeno non se lo si sta giocando per la prima volta e non si conosce lo svolgimento della trama o degli enigmi nei vari livelli.

È un gioco godibile, che richiede quel poco di attenzione sufficiente a superare i vari rebus, offre la giusta dose di azione che grazie al set di armi non annoia mai, e intrattiene più che egregiamente tra gag e battute divertenti, dialoghi interessanti e un cast di personaggi davvero bizzarri, ma che vale la pena di scoprire, a partire dal protagonista. 

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