Lo rincontreremo nei nostri incubi: R.I.P. Wes Craven

È scomparso il regista di Nightmare e Scream. Tra flop e capolavori, un autore spesso in bilico tra paura, ironia e riflessioni non banali.

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Il 30 agosto 2015 se n’è andato Wes Craven, uno dei registi di punta che, dagli anni ’70 hanno svecchiato il genere, passando dai classici vampiri e lupi mannari a “mostri della porta accanto”, creati dalla società contemporanea. Lui, John Carpenter, Tobe Hooper, Bryan Yuzna, Stuart Gordon, Clive Barker, Tom Holland… tutti autori che hanno plasmato gli incubi di più di una generazione e che continuano a farlo in quanto saccheggiati dalla moda dei remake.

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Craven fu educato secondo i severi principi della Chiesa Battista: niente rock, niente ragazze, e niente cinema.
Il-buio-oltre-la-siepe-dvdPoi, un giorno, entrato in una sala, vide Il Buio Oltre La Siepe, e scoccò la scintilla.
Da grande, pur ottenendo un posto da insegnante alla sua università, inizia come factotum in una piccola casa di produzione in cambio di uno stipendio da fame (ed era già sposato e con due figli!). Là incontra Sean S. Cunningham, esperto in horror trucidi e softocre, nonché futuro autore della saga di Venerdì 13, con quel simpaticone di Jason Voohrees (che nel 2002 si scontrerà con la più celebre creatura di Craven, ma senza che i due “papà” vengano coinvolti direttamente).

I due, rispettivamente regista e produttore, esordiscono nel lungometraggio horror con L’Ultima Casa a Sinistra (1972), variante splatter de La Fontana della Vergine di Ingmar Bergman. Due evasi stuprano e uccidono una ragazza, rifugiandosi poi in casa di quelli che, a loro insaputa, sono i genitori della vittima. Mammina e papino di dimostreranno ben più feroci dei delinquenti, tanto che è questo (e non Non Aprite Quella Porta) il primo horror dove si usa una motosega come arma.

Il film inaugura un nuovo genere, il cosiddetto “Rape & Revenge”, e spiana la strada a Le Colline Hanno Gli Occhi (1977). Una famigliola in viaggio in camper si perde in una zona desertica e viene attaccata da una tribù di mutanti cannibali creati dalle radiazioni atomiche di alcuni esperimenti condotti dall’esercito in quella zona. Per sopravvivere, i cittadini civilizzati dovranno rispolverare il loro lato più feroce ed animalesco.

hillshave_eyes_posterSeppur stroncati dalla critica come rozzi e malati, i due film rivisti oggi hanno anche un significato “sociale”. Erano gli anni del Vietnam, del Watergate, della polizia che malmenava manifestanti pacifisti. Sembrava che quell’idilliaca America alla Happy Days stesse impazzendo e che dietro la situazione più tranquilla fosse in agguato l’incubo.
Dopo alcuni film minori come Summer of Fear con Linda Blair (L’Esorcista), Benedizione Mortale con una giovane Sharon Stone, e Swamp Thing (dal fumetto cult di Len Wein e Bernie Wrightson), Craven torna ai massimi livelli con una di quelle idee geniali che, per intelligenza e originalità, capitano una sola volta nella vita.

Traendo spunto da alcuni articoli di giornali su dei ragazzi morti di paura nel sonno, e incrociando il ricordo del bullo che lo terrorizzava a scuola (un certo Fred Krueger) con quello della provincia forcaiola de Il Buio Oltre La Siepe, Craven sforna Nightmare – Dal Profondo della Notte (1984).

Il film presenta il personaggio di Freddy Krueger, pedofilo infanticida che, linciato e ucciso dai concittadini inferociti, torna negli incubi dei figli dei suoi carnefici per ucciderli.
Volto ustionato, cappellaccio a tesa larga, maglione a righe, e guanto con lame a mo di artigli, Kruger (magistralmente interpretato da Robert Englund) popolerà gli incubi dei ragazzini anni ’80, al pari di Leatherface (Non Aprite Quella Porta), Michael Myers (Halloween), Pinhead (Hellraiser) e il già citato Jason. Ma in più, grazie al suo spiccato humor nero da super-villain dei fumetti, diverrà celebre anche presso chi patito dell’horror non è.

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Grazie a Nightmare, la New Line, da casa di produzione di documentari per le scuole, diverrà la major che produrrà Il Signore degli Anelli, tanto per rendere l’idea. Ma, se New Line si arricchirà, lo stesso non vale per Craven che, estromesso dai numerosi sequel (eccezion fatta per la sceneggiatura del terzo capitolo), torna a lavorare in tv.

Nel 1986 gira Dovevi Essere Morta, variante di Frankenstein in cui un giovane genio riporta in vita un’amica uccisa impiantandole un chip nel cervello con esiti imprevedibili.

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Nel 1988 torna a fare scintille con Il Serpente e L’Arcobaleno, ispirato alla vera storia dell’antropologo Wade Davis (interpretato da Bill Pullman). Nei primi anni ’80 Davis fu inviato ad Haiti per indagare su casi di “zombi”. Scoprì che gli oppositori del regime locale venivano avvelenati col veleno del pesce palla e, caduti in uno stato di morte apparente, venivano sepolti vivi.
Per quanto originale nello spunto, e coraggioso nel messaggio politico (a volte il vero mostro è chi esercita il potere), il film non ottiene il successo sperato.

Craven cerca allora di replicare la ricetta di Nightmare con Sotto Shock (1991), dove un serial killer condannato alla sedia elettrica si trasforma in una scarica di corrente in grado di uccidere entrando in telefoni, elettrodomestici eccetera. Un film ricordato solo perché il cattivo ha il volto di Mitch Pileggi, il futuro vicedirettore Skinner di X-Files.

Segue un piccolo thriller per la tv, Delitti in Forma di Stella (1990), dove un detective è in contatto telepatico con il killer a cui dà la caccia. Un’idea ripresa nel ’96 dal creatore di X-Files, Chris Carter, col telefilm Millenium.

Wes torna nuovamente all’horror “sociale” con La Casa Nera (1992), presentato in anteprima mondiale al Dylan Dog Horror Fest. Una coppia di sposini pazzi (Everett McGill e Wendy Robie, ripescati da David Lynch per Twin Peaks) rapiscono dei bambini per poi farli vivere come schiavi tra le intercapedini della loro villetta: il marcio dietro il perbenismo, tanto che i due orchi della middle class vengono sconfitti da un pollicino nero dei bassifondi.

Nel ’94 Craven si ricongiunge al suo figlio più celebre con Nightmare 7: Nuovo Incubo. Freddy vuole entrare nel mondo reale, e si insinua nelle vite dei protagonisti del primo film (e di Craven stesso), che qui interpretano loro stessi in un geniale cortocircuito tra realtà e finzione che verrà ripreso in molte altre pellicole. Basti pensare a quel capolavoro de Il Seme della Follia di John Carpenter, o lo spassoso La Bambola Assassina 5: Il Figlio di Chucky, di Don Mancini.

Nel 1995 esce Vampiro a Brooklyn, tentativo poco riuscito di fondere l’horror vampiresco con la comicità di Eddie Murphy.

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Nel 1996 Craven, su sceneggiatura di Kevin Williamson (creatore di Dawson’s Creek),

il VERO incubo...

il VERO incubo…

gira Scream, omaggio-parodia di quei cliché dello slasher anni ’70-’80 che lui stesso aveva contribuito a creare.
Scream cattura sia i vecchi aficionados del genere sia la nuova generazione, segnando l’inizio di un nuovo filone: l’horror thriller adolescenziale, ricco di citazioni e humor, ma povero di veri e propri momenti splatter.

Wes chiude gli anni ’90 con La Musica del Cuore, suo unico film al di fuori del genere horror-thriller e il solo ad ottenere una candidatura all’oscar per la performance di Meryl Streep. Nel film compare anche Gloria Estefan, al debutto come attrice.

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Nel nuovo millennio, Craven rimane un po’ “prigioniero” del trend di Scream. Mentre alcuni giovani registi come Alexandre Aja e Dennis Iliadis si fanno un nome con remake dei suoi classici, sempre più estremi e sanguinolenti, Wes continua a confezionare thriller “anemici” e pensati soprattutto per i giovani, come Cursed: Il Maleficio, con Christina Ricci, o Red Eye con Cillian Murphy (lo Spaventapasseri di Batman Begins).

RACHEL McADAMS and CILLIAN MURPHY star in DreamWorks Pictures' suspense thriller at 30,000 feet, RED EYE, directed by Wes Craven.

L’ultima pellicola da lui diretta è Scream 4 (2011) di cui aveva iniziato a curare la serie tv per Mtv.
Se n’è andato a 76 anni per un tumore al cervello di cui soffriva da tempo.

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WES CRAVEN
(1939-2015)

Giovanni

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