Le quotidiane (dis)avventure di un giustiziere metropolitano: City Hunter torna al cinema.

Il 2-3-4 settembre Dynit e Nexo Digital portano nelle sale italiane City Hunter: Private Eyes, il nuovo film animato tratto dal manga cult del maestro Tsukasa Hojo, che ci regala anche un inaspettato crossover col suo capolavoro precedente, Cat’s Eye – Occhi Di Gatto. Quale occasione migliore, quindi, per dare una ripassata a uno dei manga/anime più popolari di sempre?

 

City Hunter è realizzato a partire dal 1985 al 1992 come manga (sulla rivista Shonen Jump), e dal 1987 al 1991 come anime.
Per varie questioni, sia la versione cartacea sia quella animata sono giunte in Italia solo a partire dal ’96: Il manga è stato pubblicato dalla Star Comics in 39 numeri mensili, dal settembre di quell’anno al marzo del ’99. Partito un po’ in sordina, divenne in breve tempo un best seller grazie ai nuovi lettori portati dalla messa in onda della serie animata sulle frequenze regionali di Italia 7 Gold (Mediaset all’ultimo momento ci rinunciò).

LA TRAMA
Ryo Saeba, noto nell’ambiente della mala col soprannome di City Hunter, è uno sweeper (letteralmente “spazzino”), cioè un detective-bodyguard-giustiziere dalla mira infallibile che si occupa di tutti quei delinquenti che, per un motivo o per l’altro, riescono a sfuggire alla legge. Come si scoprirà più avanti nel corso della serie, lo stesso Ryo sa pochissimo riguardo le proprie origini: da piccolissimo fu l’unico sopravvissuto ad un incidente aereo in centro America e fu cresciuto da un esercito di guerriglieri nel cuore della giungla. Una volta adulto s’è trasferito prima a New York e poi a Tokyo.
Dal momento che il suo mestiere richiede modi spicci, sempre sul filo dell’illegalità, l’unico modo per contattarlo è recarsi alla stazione del quartiere di Shinjuku, scrivere “XYZ” sulla lavagna per annunci pubblici (le ultime lettere dell’alfabeto indicano l’ultima risorsa per uscire dai guai), e fissare un appuntamento. Attenzione, però: gli unici clienti per cui Ryo accetta di lavorare sono ragazze giovani, carine e single, che lui corteggia spudoratamente, arrivando a chiedere una notte d’amore al posto del pagamento in denaro.
Purtroppo per lui, a calmargli i bollenti spiriti ci pensa la fedele assistente Kaori, che non esita a picchiarlo con martelli giganti da 100 tonnellate (!!!).

Kaori è la sorella del primo socio giapponese di Ryo, Hideyuki Makimura, un ex-agente della narcotici ucciso da dei trafficanti. Malgrado il look androgino e i modi bruschi la facciano spesso scambiare per un uomo, Kaori è una ragazza sensibile e generosa. E, malgrado lei e Ryo litighino come cane e gatto, tra i due nascerà un complesso e delicato legame che occuperà gran parte della storia. Kaori in fondo vuol bene a Ryo, ma non vuole ammetterlo perché non sa se il sentimento è reciproco, e lui fa altrettanto, primo perché è un maiale, secondo perché non vuole che Kaori si senta legata per sempre al suo mondo di rischi e pericoli.

In molti episodi compare anche un amico e collega di Ryo, Umibozu (che in giapponese significa “mostro marino”) detto Falcon, un gigante pelato tanto minaccioso d’aspetto quanto timido con le donne. Lui e Ryo si sono conosciuti quand’erano ancora mercenari schierati su fronti opposti e, malgrado permanga una certa rivalità, nessuno dei due si tira indietro se l’altro è nei guai.

Altri coprotagonisti della serie sono Miki, la fidanzata di Falcon, con cui ha aperto un bar, la bella poliziotta Saeko Nogami, e sua sorella, l’investigatrice privata Reika. Queste ultime due, specialmente la prima, sono solite usare la loro avvenenza per convincere il povero Ryo ad aiutarle nei casi più spinosi, ma senza mai “saldare il conto”.

Malgrado si sia ormai conclusa da anni, City Hunter resta una delle serie giapponesi più amate al mondo, specie in Francia, dove il suo protagonista, Ryo Saeba, è stato ribattezzato Nicky Larson (?!?).
Il motivo di tanto successo non è solo nel disegno preciso e realistico (con sfondi ed oggetti quasi fotografici e figure femminili sempre affascinanti e mai volgari, autentico marchio di fabbrica dell’autore), o nella simpatia e umanità dei personaggi, ma anche nell’abilità con cui Hojo riprende tutti gli ingredienti dei polizieschi noir occidentali (killer professionisti, gangster, donne fatali) ma ne ribalta le atmosfere cupe e pessimiste con massicce dosi di sentimento e di comicità demenziale giapponese che irrompe nei momenti più inaspettati, creando un mix unico ed imprevedibile.

LA SERIE TV
La serie animata di City Hunter è composta da quattro stagioni, prodotte rispettivamente nel 1987, nell’88, nel ’90 e nel ’91. Le prime due sono fuse in un’unica maxiserie di oltre cento episodi con due peculiarità. La prima è che Ryo ha un look fisso: scarpe e pantaloni neri, T-Shirt rossa e giacca azzurra tipicamente anni’80 (ampie spalline e maniche rimboccate sotto il gomito) che cela la 357 magnum nella fondina sottoascellare. La seconda è che il doppiaggio italiano ha occidentalizzato molti nomi: Hunter e Falcon vengono sempre chiamati così, come fossero i loro nomi di battesimo, Kaori e suo fratello Hideyuki diventano Kreta e Jeff, mentre Saeko è stata ribattezzata Selene.

La terza e la quarta stagione contano solo tredici episodi ciascuna, le tonalità cromatiche variano, ma in compenso i nomi restano quelli originali giapponesi.
Purtroppo la versione animata non racconta la vera fine della storia, dato che il manga si è concluso nel ’92, con Ryo e Kaori che ammettono i loro sentimenti in occasione del matrimonio di Falcon e Miki.
Tuttavia la serie tv resta un prodotto che merita sicuramente la visione, grazie ad animazioni ancora di buon livello, ad un magistrale uso dei colori (specie nelle suggestive vedute notturne della città, col blu della notte arricchito dalle mille luci delle insegne al neon) e una formidabile colonna sonora che alterna brani romantici (Mr. Private Eye), energici (Get Wild, l’ottima sigla di chiusura dei TM Network) e, cosa più unica che rara nell’animazione nipponica, la traccia audio di una hit occidentale già esistente, la bellissima The Way It Is di Bruce Hornsby.

 

I FILM
Prima di Private Eyes sono stati realizzati sei film animati dedicati a City Hunter. In Italia furono pubblicati in Vhs (e poi ristampati in Dvd) dalla Dynit (all’epoca Dynamic Italia), quando la serie era in prima tv su 7 Gold.

  • Amore, Destino e una 357 Magnum (1989)
  • Guerra al Bay City Hotel (1990)
  • Un Complotto Da Un Milione Di Dollari (1990)
  •  Servizi Segreti (1996)
  • La Rosa Nera (1997) 
  • Arrestate Ryo Saeba! (1999)

Nel 1993 fu girato anche un film live action made in Hong Kong interpretato da Jackie Chan. Il nostro eroe esce un po’ imbruttito dal faccione simpatico del re del kung-fu comico, ma il progetto resta apprezzabile. In Italia è uscito in Dvd nel 2007.

Non sono mai stati doppiati nella nostra lingua né la serie tv coreana del 2011, né il recentissimo film francese Nicky Larson et le Parfum de Cupidon, diretto e interpretato da Philippe Lacheau.

 

Giovanni

Immagini prese da Google. © degli aventi diritto.

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