La Ragazza che Saltava nel Tempo.

 

Un piccolo capolavoro d’animazione che rielabora il vecchio tema del viaggio nel tempo e delle sue conseguenze, ma lasciando la fantascienza come sottofondo ad una romantic comedy scolastica.

È possibile realizzare un gioiellino di fantascienza senza scenografie futuristiche, robot, alieni ed effetti speciali, ambientando la storia nella realtà di tutti i giorni e lasciando gli elementi fantastici “fuori campo”?
Negli anni ’90 il regista spagnolo Alejandro Amenabar c’era riuscito con Apri gli Occhi, il quale si guadagnò un remake hollywoodiano (Vanilla Sky con Tom Cruise). Ma ancor meglio ci sono riusciti i giapponesi con questo film animato datato 2006, ma con radici ben più antiche.
La Ragazza Che Saltava Nel Tempo è infatti tratto da una novella del 1967 di Yasutaka Tsutsui, che ha ispirato anche sceneggiati ed un film dal vivo nel 1983.
È diretto da Mamoru Hosoda, regista del film dei Digimon, il che non lascerebbe presagire niente di buono. Più rassicurante è il fatto che tra i produttori ci sia anche il buon Takashi Watanabe, regista di Slayers. Nel caso abbiate ancora dubbi se il film meriti la visione, sappiate che ha vinto numerosi premi alla fiera intenazionale dell’animazione di Tokyo, tra cui miglior animazione, miglior regia, miglior storia originale, miglior sceneggiatura, miglior direzione artistica, e miglior character design (disegno dei personaggi), quest’ultimo ad opera di Yoshiyuki Sadamoto (quello del celeberrimi Il Mistero Della Pietra Azzurra e Neon Genesis Evangelion).

011_2Makoto Konno è un’adolescente giapponese al primo anno delle superiori. Si sveglia tardi la mattina, il suo rendimento scolastico non è dei migliori, e non ha la minima idea di cosa fare in futuro. In compenso, sa bene come riempire il tempo libero nel presente: facendo quattro lanci a baseball, cantando nelle sale karaoke, o bighellonando in bicicletta, sempre insieme ai suoi due migliori amici, Kosuke, il tipico bravo ragazzo maturo e responsabile, e Chiaki, giunto da poco in città.
Un giorno, nel laboratorio di scienze, Makoto entra in contatto con un piccolo marchingegno a forma di noce che le conferisce uno strano potere. Più tardi, mentre percorre in bici una discesa, si accorge che i freni non funzionano. Sta per essere investita da un treno, quando all’improvviso si ritrova qualche metro prima, con gli orologi che sembrano tornati indietro di qualche minuto.
Subito Makoto si confida con la zia restauratrice, la quale sta lavorando ad un dipinto suggestivo e misterioso. Insieme giungono alla conclusione che, per quanto possa sembrare impossibile, Makoto ha viaggiato nel tempo. Dopo alcune prove, Makoto capisce di potersi spostare indietro nel tempo semplicemente saltando: più ampio è il balzo, maggiore è il lasso di tempo.
vlcsnap2011022012h25m08Da quel momento, la ragazza inizia ad usare il suo potere per correggere i propri sbagli, per divertirsi, e per svicolare da situazioni imbarazzanti. Quando, ad esempio, entrambi i suoi amici, in momenti diversi, rivelano d’essere innamorati di lei, Makoto salta indietro nel tempo per evitare di entrare in argomento e per spingere entrambi i giovani tra le braccia di altre fanciulle: Chiaki tra quelle di Yuki, una compagna di classe, e Kosuke tra quelle di Hana, una ragazza della cui nonna s’era preso cura facendo volontariato in una casa di riposo. Intanto Makoto s’accorge di avere tatuato sul braccio un conto alla rovescia che scandisce quanti salti temporali le sono ancora possibili.
Un giorno, quando Chiaki al telefono le domanda se lei può viaggiare nel tempo, Makoto spreca istintivamente l’ultimo salto a disposizione per evitare di rispondere al cellulare. Subito dopo però scopre che Kosuke ed Hana hanno preso in prestito la sua bici dai freni rotti e stanno per essere investiti da un treno proprio come era successo a lei giorni prima.
Ma, un attimo prima che la tragedia si compia, il tempo si congela e Makoto trova alle proprie spalle Chiaki con in mano il marchingegno a forma di noce. Il ragazzo le spiega allora come stanno le cose.makoto_zps5debea46
Chiaki in realtà proviene dal futuro: la sua missione consisteva nel cercare un prezioso quadro che nella sua epoca non esiste più. Non trovandolo, sarebbe dovuto tornare a casa. Ma, essendosi affezionato ai suoi nuovi amici, aveva deciso di trattenersi nel presente finché non aveva smarrito il marchingegno per i salti temporali nel laboratorio di scienze. Ora però deve per forza tornare nel futuro: primo perché ha a sua volta usato l’ultimo salto nel passato a sua disposizione per salvare Kosuke ed Hana dall’incidente, secondo perché ha rivelato la sua missione, cosa tassativamente vietata. Makoto disperata cerca di trattenerlo, ma Chiaki scompare tra la folla.
Qualche giorno dopo però la ragazza si accorge che il tatuaggio-countdown è riapparso sul suo braccio: Chiaki, in qualche modo, è riuscito a darle un’altra chance. Makoto ne approfitta per compiere un altro salto nel passato, prendere il marchingegno dal laboratorio e consegnarlo a Chiaki. Gli rivela inoltre che il quadro che lui cercava è proprio quello che sua zia sta restaurando. Ci penserà lei a custodirlo e a far sì che giunga intatto alla sua epoca. Chiaki, ormai più di un semplice amico, la saluta dicendo che la aspetterà nel futuro.


Forse non sarà un capolavoro assoluto, ma è sicuramente un buon film per tutte le età, dove eventuali pecche si fanno tranquillamente perdonare.
Ad esempio, il fatto che la domanda fondamentale (e cioè perché quel quadro sarà tanto importante per il mondo del futuro) non trovi risposta lascia campo libero all’immaginazione degli spettatori.

Ed il ritmo lento, che rischia di annoiare alcuni, consente, tra pause e silenzi, di indugiare su fondali (edifici, alberi eccetera) tratteggiati con cura fotografica e dipinti con tonalità pastello, il che conferisce al film un’atmosfera quotidiana e vagamente fiabesca al tempo stesso (i cieli azzurri con nuvoloni bianchi sono un vero spettacolo).
Da notare in colonna sonora alcuni brani dalle Variazioni di Goldberg e di Bach, come a sottolineare gli eventi che si susseguono sempre simili ma mai uguali.

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La morale è semplice ma ricca di significato: giocare ad aggiustare il passato significa congelare il futuro. Questo non porterà a catastrofi alla Terminator, ma impedisce il normale dispiegarsi del destino, precludendoci la possibilità di sorprese piacevoli, senza contare che si rischia di danneggiare gli altri (“Se tu ci guadagnerai, qualcun altro ci rimetterà” avverte la zia restauratrice). Perché vivere appieno significa affrontare le situazioni spiacevoli, non rimandarle o cercare di evitarle.
Chi ama la commedia romantica a sfondo scolastico con una venatura fantastica, un filone creato dai giapponesi e col quale nessuno sa cimentarsi bene quanto loro (vedi, tanto per fare un esempio celebre, Orange Road- è quasi magia, Johnny), non potrà non apprezzare questo gioiellino.

In Italia il film è stato pubblicato in Dvd dalla Kaze, un’etichetta francese che l’ha distribuito in due versioni, la “Collector’s Edition”, con solo il film, e la ricchissima “Special Edition” (in soli mille esemplari), con due dischi di extra (interviste, presentazioni, trailers, un videoclip, e un reportage in occasione del Festival Internazionale dei Film di Animazione di Annecy 2007), un booklet illustrato, un volumetto di ben 472 pagine con tutto lo storyboard e un fotogramma della pellicola originale. Purtroppo non so se siano entrambe ancora in commercio.

 

Giovanni

Immagini prese da Google. © degli aventi diritto.

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