James Garner, il cowboy discreto che le suonò a Eastwood.

 

 

Star del piccolo, schermo, James Garner (1928-2014) faticò ad imporsi al cinema. Ma un passo alla volta riuscì a farsi apprezzare e a conquistare una stella sulla Walk of Fame.

Non ha avuto una bella infanzia, James Garner, all’anagrafe James Scott Bumgarner (1928-2014).
Nasce in Oklahoma, ultimo di tre fratelli. Sua madre (di origini cherokee) muore quando lui ha solo quattro anni. La matrigna lo picchia spesso, anche in pubblico, motivo per cui il padre divorzia quando lui ha quattordici anni.
Arruolatosi una volta adulto, viene ferito un paio di volte nella Guerra di Corea, guadagnandosi delle onorificenze.
Tornato in patria, viene convinto da un amico a lavorare come comparsa a Broadway.
Approdato in tv, dopo una breve gavetta ottiene il ruolo da protagonista nel telefilm Maverick (1957-1961) della Warner Bros. Garner diviene una star del piccolo schermo nei panni di Bret Maverick, giocatore d’azzardo ed avventuriero del selvaggio west. In un episodio compare anche un giovane e sconosciuto Clint Eastwood.

Un incontro non dei più amichevoli…

500px-James_Garner_Bret_Maverick_Jack_Kelly_Bart_MaverickNelle prime stagioni Bret è il protagonista assoluto, poi gli viene affiancato il fratello Bart (Jack Kelly) . Nella quarta ed ultima stagione, James abbandona lo show ed è sostituito da Roger Moore, nel ruolo del cugino inglese Beauregarde.

L’altro grande successo televisivo con cui bissa il successo di Maverick è Agenzia Rockford (The Rockford Files, 1974-1980) telefilm creato da Stephen J. Cannell (A-Team, Renegade), nel quale veste i panni di uno scalcinato detective privato. La serie chiude i battenti a causa dell’affaticamento fisico di Garner, dovuto alle vecchie ferite di guerra.

Al cinema ricomincia dal basso con piccole parti, fino a ricoprire ruoli in grosse produzioni come Sayonara (1957) con Marlon Brando e La Grande Fuga (1963) con Steve McQueen e Charles Bronson.

Sempre sul versante del western, ma stavolta sul grande schermo, interpreta due volte il leggendario sceriffo Wyatt Earp. La prima volta in L’Ora delle Pistole – Vendetta all’O.K. Corral (1967), per la regia di John Sturges (che l’aveva già diretto ne La Grande Fuga).

La seconda, molto tempo dopo, in Sunset – Intrigo a Hollywood (1988) di Blake Edwards (Colazione da Tiffany, La Pantera Rosa). La pellicola di Edwards parte da un fatto reale, l’amicizia tra l’ormai pensionato Earp e il divo western Tom Mix (interpretato nel film da Bruce Willis), e immagina che i due risolvano un caso poliziesco nella Hollywood degli Anni Venti.

10511702_galSempre con Edwards dietro la macchina da presa, Garner interpreta il gangster innamorato King Marchand nel capolavoro Victor Victoria con Julie Andrews. Nel 1985 ha la sua unica nomination all’oscar con L’Amore di Murphy, di Martin Ritt. Nel corso del decennio appare anche in alcuni spot pubblicitari della Polaroid.

Nel 1994 Maverick diventa un film diretto dal grande Richard Donner (Superman, Ladyhawke, I Goonies, Arma Letale). James Garner cede il ruolo che l’ha reso celebre a Mel Gibson, riservandosi la parte dello sceriffo Zane Cooper, co-protagonista insieme ad un’inedita Jodie Foster, bionda, sexy e molto furba.

 Nel 2000 è uno degli Space Cowboys dell’omonimo film di Clint Eastwood (che, evidentemente, non se l’è presa per i cazzotti), insieme a Tommy Lee Jones e Donald Sutherland.


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Lavora anche con John Ritter (Tre Cuori in Affitto, It, Piccola Peste) e Kaley Cuoco (The Big Bang Theory) nella sitcom 8 Semplici Regole (2002-2005). Nel 2003 il povero Ritter muore d’infarto sul set a 54 anni. Garner lo sostituisce come capofamiglia nei panni di suo suocero, portando a termine la terza ed ultima stagione.

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Nel 2004, nel romantico Le Pagine della Nostra Vita, James è un marito che ricorda alla moglie affetta da Alzheimer (Gena Rowlands) la loro giovinezza (nei flashback i due sono interpretati da Ryan Gosling e Rachel McAdams). 

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Sposato con Lois Clarke dal 1956, ha avuto due figlie, Kimberly (adottiva, nata dal precedente matrimonio della moglie) e Greta, scrittrice e cantautrice. Se n’è andato lo scorso 19 luglio per cause naturali.

Nella sua autobiografia, The Garner Files, a proposito del mestiere dell’attore scriveva:

Io sono un metodista, ma non come attore (…) Appartengo alla scuola di Spencer Tracy: essere puntuale, sapere le battute, mettersi sul set nel punto giusto e dire la verità. Non ho nessuna teoria sulla recitazione e non penso di sapere come farlo, ma credo che un attore non dovrebbe prendersi troppo sul serio e non dovrebbe far sembrare la recitazione qualcosa che non è” .

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Giovanni.

Immagini prese da Google. © degli aventi diritto.

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