Jake Scott, quel gran figlio di Ridley…

 

Plunkett & Macleane: l’esordio cinematografico di Jake Scott ha spianato la strada a blockbuster che avrebbero fatto tesoro della sua lezione. E l’avrebbero portata avanti nel modo sbagliato.

Tremotino, Arwen e Sherlock Holmes. Se me l'avessero detto negli anni '90...

Tremotino, Arwen e Sherlock Holmes. Se me l’avessero detto negli anni ’90…

 

Prima di Jack Sparrow c’erano Plunkett & MacLeane. Come li conosco? È una lunga storia.
moveengbymovie1996-‘97. Sono in seconda liceo. La prof. di inglese e il don che ci insegna religione, in una joint-venture tra scuola e oratorio, organizzano un cineforum in inglese. Nei successivi quattro anni, un pomeriggio al mese, io e i miei compari ci spariamo, a prezzo modico, un film in lingua originale.
Qualche tamarrata (Independence Day, Men In Black, Arma Letale 4…), qualche film d’intrattenimento un po’ più “impegnativo” (Braveheart, Michael Collins…) e una massiccia dose di film storico-letterari, giusto per ricordare che è un’iniziativa scolastica. Ecco allora La Pazzia di Re Giorgio, Ragione e Sentimento, Ritratto di Signora, Un Marito Ideale, Elizabeth, Onegin, HamletRiccardo III: Un Uomo, Un Re

plunkett&macleaneAprile 1999. Ho diciassette anni. Il cineforum è ancora in piena attività. Io sono nel mezzo di un completo trip per l’action movie di Hong Kong, grazie ai capolavori di John Woo con Chow Yun Fat (A Better Tomorrow, The Killer, Hard Boiled…) che ho scoperto da poco grazie ai primi passaggi televisivi nella seconda serata di Italia 1.

Un pomeriggio mi appare in tv un trailer che si apre con le scritte in sovrimpressione:

“Immagina un film in costume.
La Pazzia di Re Giorgio
L’Età dell’Innocenza

Ragione e Sentimento

…Non se ne può più!!!”

Dopodiché si susseguono, con rapidità quasi subliminale:

A) due tizi vestiti come nel ‘700 che rapinano una diligenza come nel far west

B) uno dei ceffi di cui sopra che cammina su un tavolo con due pistole spianate alla Chow Yun Fat sbraitando :
“Sono il bandito gentiluomo, il delinquente più ricercato d’Inghilterra!”

C) due cicisbei parrucconi che commentano:
“Intrattenimento realistico”
“Maledettamente”

D) la scritta:
Rubano ai ricchi…

E)  la scritta
…e basta!

F) l’inquadratura dal basso di uno issato per il collo

G) un mucchio di esplosioni ed inseguimenti a cavallo

H) lo slogan finale:
Plunkett & MacLeane. Ti diverte e ti tira su l’adrenalina. Al Cinema.

Non ho mai più rivisto quel trailer in italiano, ma quello inglese è abbastanza simile. Solo che, al posto di “Non se ne può più”, recita addirittura un “Bollocks to all that!” (traducetevelo da voi).

Il film non lo vidi al cinema, anche perché la settimana dopo saremmo partiti per la gita scolastica Vienna-Salisburgo, e il passaggio nella sale italiane fu rapido e inosservato.

plunkett_e_macleane_robert_carlyle_jake_scott_012_jpg_vwurAttesi finché non passò in prima tv su Rai Due qualche anno dopo, e l’attesa fu pienamente ripagata.
Insomma, tutta quest’interminabile introduzione autobiografica solo per dire che, a volte, un piccolo e sconosciuto film può diventare un vostro cult personale solo perché è il film giusto nel momento giusto.
Per un diciassettenne che aveva sempre amato i fantasy e le avventure ambientate nel passato, che aveva ereditato in famiglia la passione per i western, che era stato da poco folgorato sulla via dell’action hongkonghese, e che si stava scartavetrando l’apparato urogenitale a suon di Ragione e Sentimento e Ritratto di Signora (spesso in lingua originale senza sottotitoli), un trailer del genere era una specie di dono mandato in terra da Dio per qualcosa di buono che non sapevo d’aver fatto.

Sì, ma trailer a parte, di cosa parla Plunkett & MacLeane?

È la storia di due banditi realmente esistiti nell’Inghilterra del ‘700 e che hanno ispirato varie ballate.
Nel film sono interpretati da due attori che avevano da poco lavorato insieme in Trainspotting, Robert Carlyle (ora Tremotino nel telefilm Once Upon A Time – C’Era una Volta) e Jonny Lee Miller (ora Sherlock Holmes nel telefilm Elementary).

Visto come ti riduce la droga?

Visto come ti riduce la droga?


MacLeane (Miller) è un giovane povero, ma ben educato, che sogna di far parte dell’alta società. Plunkett (Carlyle) è uno speziale (praticamente un farmacista) che, rimasto vedovo, sogna di racimolare abbastanza per trasferirsi nelle Americhe e rifarsi una vita.
I due stringono un patto da gaglioffi galantuomini: il primo s’infiltra tra i nobili per apprendere il tragitto delle loro carrozze, il secondo passa all’azione.


Le cose si complicano quando MacLeane s’innamora di lady Rebecca (Liv Tyler, non ancora Arwen nel Signore Degli Anelli, la classica bella & ribelle figlia del magistrato lord Gibson (Michael Gambon, meglio noto come Albus Silente) che ha il compito di catturarli. Menzione speciale per il cattivissimo generale Chance, vice di Gibson e spasimante di Rebecca, che ha il volto di Ken Stott, visto di recente nel ruolo di lord Balin in Lo Hobbitt: Un Viaggio Inaspettato.

Quindi Balin corteggia Arwen che è figlia di Albus Silente?

Quindi Balin corteggia Arwen che è figlia di Albus Silente?


Ma al di là degli attori, è il regista a fare la parte del leone.
Plunkett & MacLeane è il primo film di Jake Scott, figlio del celeberrimo Ridley (Alien, Blade Runner, Thelma & Louise, Il Gladiatore, Prometheus…).
Anche l’illustre genitore aveva esordito con un film d’ambientazione settecentesca, I Duellanti (1977).
1677576,YLP7zQLz6ZSLuWzmze0PW+cnYRhdXbprbGh7njsvg0iMHY6n9UFdx_F1sfhwcUnP_6c6uuIOt37+Um3E6fWHFg==La differenza è che, mentre Scott senior, regista proveniente dalla pubblicità, creò un film fatto tutto di immagini raffinate e pittoriche (che riscattavano un ritmo lento), Scott junior, formatosi nel mondo dei videoclip (lavorando con Smashing Pumpkins, Tori Amos, Radiohead, Oasis, R.E.M., U2), mostra la stessa cura nella ricostruzione d’epoca (con Londra ricostruita a Praga strizzando l’occhio ai dipinti di William Hogarth), ma senza alcun intento estetizzante. Al contrario, quello di Plunkett & MacLeane è probabilmente il XVIII secolo più buio (pur essendo detto “il secolo dei lumi”), sporco, cinico e lascivo mai visto al cinema.

Quando un nano corteggia un'elfa.

Quando un nano corteggia un’elfa.

Non pago di ciò, quella peste di Jake decide di completare lo sberleffo al capolavoro paterno raccontando il suo film col proprio stile videoclipparo: montaggio frenetico, acrobazie, esplosioni, inquadrature sbilenche…

armstrIl tutto supportato ad hoc da una colonna sonora di Craig Armstrong, autore formatosi nella musica classica ma che ha poi collaborato anche con U2, Madonna e Pet Shop Boys. All’epoca era fresco del successo della colonna sonora composta per il Romeo+Giulietta con Leonardo Di Caprio.
Proprio in Plunkett & MacLeane è contenuto il brano più famoso di Armstrong, Escape, riutilizzato in numerosi trailer, da Daredevil a Spider-Man 2, oltre che nel pilot del telefilm Dark Angel con Jessica Alba.


Tornando al film, probabilmente fu rifiutato da pubblico e critica proprio perché troppo avanti per il periodo in cui uscì.
Film d’avventura che rileggevano i classici con ritmo, ironia, e con personaggi che parlano e agiscono come al giorno d’oggi, ce n’erano già stati nel corso degli anni ’90 (basti pensare a Robin Hood Principe dei Ladri, o ai Tre Moschettieri con Charlie Sheen e Kiefer Sutherland), ma nessuno di questi era stato messo in scena con la regia fracassona e beffarda degli action alla Die Hard.
All’epoca non esisteva nulla di simile.
plunkett-macleane-873802lIn seguito sarebbero arrivati i vari Pirati dei Caraibi, i nuovi Tre Moschettieri (quelli con Milla Jovovich che sembra sia stata prelevata di peso da Resident Evil), e gli Sherlock Holmes di Guy Ritchie (con Holmes e Watson riletti in chiave Bud Spencer – Terence Hill).
Ma, a differenza di questi epigoni più fortunati, Plunkett & MacLeane NON sfoggia kung-fu surreale alla Matrix, derive fantastiche-steampunk per bambini, o personaggi dalle smorfie cartoonesche alla Jack Sparrow.

Eh già, rivisto alla luce di quanto passa oggi il convento, Plunkett & MacLeane può essere visto come un precursore, non tanto dei film di cui sopra, bensì di operazioni più raffinate, come Il Moulin Rouge di Baz Luhrmann o il Marie Antoinette di Sofia Coppola.

Ed è quindi un film che può accontentare benissimo anche chi ha gusti più “sobri”.

Insomma, Jake Scott sarà stato pure un tamarro in confronto al grande papà Ridley, ma un tamarro con classe e intelligenza, proprio come la buonanima di zio Tony (Top Gun, L’Ultimo Boyscout…).
Jake, se sei in ascolto in questo momento e capisci la mia lingua, ricorda: quando vuoi fare un altro film, io prenoto già il biglietto.

Giovanni

Immagini prese da Google. © degli aventi diritto.

PS
Come non detto, un secondo film l’ha già fatto, Welcome to the Rileys (2010), con Kristen Stewart, James Gandolfini, Melissa Leo e Ally Sheedy. Rimedierò col noleggio.

Jake Scott riesce anche a far sorridere Kristen Stewart!

Jake Scott riesce anche a far sorridere Kristen Stewart!

 

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