Il primo coi canini: addio a Christopher Lee

Ci ha lasciati a 93 anni Christopher Lee, il Dracula più famoso e longevo. Per nulla dimenticato dalle nuove generazioni, continuava ancora oggi la sua carriera di villain di gran classe.

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Nessuno interpretò Dracula come lui. Forse perché era davvero un conte. Christopher Frank Carandini Lee discendeva dai conti Carandini di Sarzano (con radici fino a Carlo Magno), e (tanto per non farsi mancare nulla) era pure cugino acquisito di Ian Fleming, il “papà” di James Bond.

la-saga-star-wars_20061227_194208Era nato il 27 maggio 1922. Suo padre Geoffrey (ufficiale britannico) e sua madre Estelle (famosa modella per pittori e scultori) divorziarono quando lui era ancora giovane. La madre portò con sé lui e la sorella in Svizzera. Fu un periodo di ristrettezze economiche. Ciononostante, Christopher iniziò a recitare a teatro il ruolo di Tremotino, dalla fiaba dei Grimm.

Tornati a Londra, la madre sposò il banchiere Hartcourt Rose, zio di Ian Fleming, e Christopher vinse una borsa di studio al Wellington College. Durante la seconda guerra mondiale servì la Royal Air Force come ufficiale cifratore in Africa e Italia, ma militò anche nella S.O.E – Special Operations Executive, nota come l’esercito segreto di Churchill per missioni ad alto rischio.(“bondismo” acquisito? Mah…).

Nel 1948 ebbe un ruolo non accreditato nell’Amleto di Laurence Olivier, dove recitava anche colui che sarebbe divenuto suo grande amico, nonché il collega con cui avrebbe stabilito maggior empatia, Peter Cushing.

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tumblr_mrhwtxuYab1r6n9njo1_r1_500Lee e Cushing (insieme al regista Terence Fisher e allo sceneggiatore Jimmy Sangster) sarebbero divenuti le punte di diamante della Hammer Films, la casa di produzione britannica dei primi film horror a colori.
Il capostipite fu La Maschera di Frankenstein (1957). Per ragioni di copyright fu impossibile applicare a Lee lo stesso celebre make-up che Jack Pierce elaborò per Boris Karloff.

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Tuttavia il film fu un successo commerciale che spianò la strada al capolavoro Dracula il Vampiro (1958).

Con quel film Lee ridefinì l’immagine del Conte nell’immaginario collettivo. Il suo è un Dracula alto (195 cm), dallo sguardo magnetico e perverso, che digrigna i denti, si arrampica e lotta a mani nude: un autentico predatore, ben lontano dall’impomatato e flemmatico Bela Lugosi.

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Basti pensare che Lee non fu solo il primo Dracula a colori, ma anche il primo coi tradizionali canini finti, invenzione genuina del regista Fisher (Lugosi metteva semplicemente del rossetto).

trzej_muszkieterowie_1973_1Malgrado non volesse rimanere associato a quest’unico personaggio, Lee riprese il manto di Dracula in altri undici film, tra cui il remake spagnolo Il Conte Dracula (1971) di Jess Franco (dove per la prima volta il vampiro ha i baffi come nel romanzo) e nella parodia nostrana Tempi duri per i Vampiri (1959) di Steno con Renato Rascel e Sylva Koscina.

In realtà seppe ricoprire altri ruoli, ma sempre nell’horror o comunque nei panni del villain: La Mummia (sempre di Fisher per la Hammer), il supercriminale Dr. Fu Manchu (in cinque film degli anni ’60), il conte di Rochefort nei Tre Moschettieri (la versione del 1973, dove sfoggiò la sua abilità di schermidore professionista), il killer Francisco Scaramanga in 007 – L’Uomo dalla Pistola d’Oro (con Roger Moore).

Dagli anni ’80 in poi molti nuovi registi hollywoodiani lo vollero come guest star nei loro film:
Steven Spielberg, con 1941: Allarme a Hollywood, o Joe Dante con Gremlins 2: La Nuova Stirpe, dove interpreta un genetista pazzo (regalandogli uno dei pochi ruoli autoironici della sua vasta carriera).

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christopher-lee-as-sarumanPer non parlare di Tim Burton, che non si è mai scordato di riservargli dei cameo in molte pellicole (come il giudice in Il Mistero di Sleepy Hollow, o il padre dentista di Willy Wonka ne La Fabbrica di Cioccolato).
Ma i più giovani lo conosceranno sicuramente per i ruoli del conte Dooku in Star Wars Episodio II e di Saruman il Bianco nelle trilogie del Signore degli Anelli e Lo Hobbit.

Christopher Lee è morto domenica 7 giugno, a causa di problemi cardiaci e respiratori, lascia la moglie e una figlia.

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Un tempo, prima di Michael Myers (Halloween), Faccia di Cuoio (Non Aprite Quella Porta), Jason Voohrees (Venerdì 13), Freddy Krueger (Nightmare) e altri mostri nascosti da maschere e make-up, anche l’horror, come il western, il poliziesco ecc., aveva i suoi volti caratteristici.
Lee era l’ultimo di questi.

Vogliamo dirgli addio così:

 

ALCUNE CURIOSITA’ :

– Ian Fleming modellò sul cuginetto Christopher il personaggio del Dr. No di 007: Licenza di Uccidere, capostipite della saga. Fu però interpretato da Joseph Wiseman.

– Christopher Lee è stato probabilmente l’unico attore ad interpretare sia Sherlock Holmes, sia suo fratello Mycroft, sia lord Henry Baskerville, rispettivamente in Sherlock Holmes: la Valle del Terrore (1962) , La Vita Privata di Sherlock Holmes (1970) e La Furia dei Baskerville (1959).

– Lee nacque il 27 maggio, lo stesso giorno del suo rivale, l’icona horror statunitense Vincent Price (altro idolo di Tim Burton). Peter Cushing era nato il 26.

– Se Vincent Price aveva prestato la sua ristata diabolica al videoclip di Thriller di Michael Jackson, Lee è stato la voce narrante in un album della band metal Rhapsody of Fire.

– È entrato nel Guinness dei primati come l’attore vivente più citato sullo schermo.

– Nell’Amleto di Olivier, Lee interpretava un alabardiere, Cushing il cortigiano Osric.

– Ha sempre odiato l’idea d’essere identificato sempre e solo con Dracula. Riteneva che il ruolo più importante della sua carriera sia stato Jinnah (1998), biografia del padre fondatore del Pakistan.

– È stato l’unico attore dei film di Peter Jackson ad aver conosciuto personalmente J.R.R. Tolkien.

– Alla luce della sua esperienza nella S.O.E. durante la guerra, si spiega perché nel backstage del Signore degli Anelli lo si veda dire a Peter Jackson:
Peter, tu lo sai che rumore emette un uomo quando viene accoltellato? Io sì.

– Nel 1939 fu presente all’esecuzione di Eugene Weidmann, l’ultimo caso in Francia prima che il Paese abolisse la pena di morte.

– Malgrado siano considerati dei classici, i film della Hammer hanno sempre sofferto di una sostanziale invisibilità nel panorama home-video italiano, con pochi titoli pubblicati, perlopiù qualitativamente minori.
Lo stesso Dracula il Vampiro, considerato il capolavoro della Hammer, non viene trasmesso dalla tv italiana (non in chiaro, almeno) dalla metà degli anni ’90 e non è MAI nemmeno uscito in vhs.
A porre rimedio ci ha pensato, solo un anno fa, la Sinister – Cecchi Gori, pubblicando contemporaneamente i tre capolavori di Terence Fisher col duo Lee/Cushing: Dracula il Vampiro, La Maschera di Frankenstein e La Mummia.

 

 

Giovanni

Immagini prese da Google. © degli aventi diritto.

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