Il nostro Tarzan preferito: ricordando Joe Lara

Ci ha lasciati il Tarzan degli anni ’90. Tra i più sottovalutati, ma anche tra i più fedeli.

È recentemente scomparso in un incidente aereo l’attore 58enne William Joseph “Joe” Lara. Il nome a molti non dirà nulla. E in effetti la sua carriera è stata piuttosto modesta, limitata per lo più a piccoli film action o di fantascienza di quelli che negli anni ’90 trovavi in VHS a poche lire nei cestoni degli ipermercati, titoli come Bersaglio di Mezzanotte, Il Guerriero D’Acciaio, Final Equinox, Operazione Delta Force 4

Tuttavia merita di essere ricordato per aver interpretato Tarzan negli anni ’90, dopo che il film Greystoke (1984) con Christopher Lambert aveva re-inventato la storia del personaggio in chiave realistica, e prima che il bel film animato Disney (1999) lo riconsegnasse alla sua dimensione eroica.
In realtà sono stati due i Tarzan degli anni ’90. L’altro è stato il biondo Wolf Larson, in una serie franco-canadese (75 episodi da mezz’ora dal 1991 al ’95) che però era un semplice telefilm d’avventura per ragazzi molto lontano dal materiale d’origine.

Joe Lara invece vestì il gonnellino in pelle dell’uomo-scimmia in due progetti completamente scollegati tra loro.

Il primo fu Tarzan a Manhattan, un tv-movie CBS del 1989 ambientato ai gironi nostri, in cui Tarzan si reca a New York per salvare la fida scimmietta Cheetah, rapita da dei bracconieri capeggiati da un filantropo (Jan-Michael Vincent, Un Mercoledì da Leoni) che conduce esperimenti illeciti sugli animali.

Tarzan verrà aiutato da Jane Porter (Kim Corsby), che in questa versione è una tassista, e da suo padre, l’ex-poliziotto Archie, interpretato da una guest-star di lusso come Tony Curtis (Spartacus, A Qualcuno Piace Caldo).

La seconda fu quando il grande regista horror Bryan Yuzna (Society, Re-Animator 2, Il Ritorno dei Morti Viventi 3) decise di seguire l’esempio del collega Sam Raimi e produrre, sulla scia di Hercules e Xena, la serie Tarzan – The Epic Adventures (da noi Tarzan – La Grande Avventura).

22 episodi prodotti tra il 1996 e il ’97 in cui Tarzan, ormai tornato alla civiltà, lascia la Londra vittoriana e torna in Africa per fermare il malvagio conte Nikolai Rokoff, interpretato da Andrew Divoff (Caccia a Ottobre Rosso, Wishmaster, Lost). Il quale, grazie a un amuleto magico, cerca di conquistare il mondo alleandosi con Mora, regina dei cannibali Mahari. Dopo questo episodio pilota in due parti (diretto personalmente da Yuzna), Tarzan si riunisce al suo amico Themba e nel corso della serie cercheranno di scoprire il mistero della scomparsa della sua tribù.

Malgrado una linea di giocattoli e un romanzo spin-off scritto dall’autore fantasy R.A. Salvatore (Forgotten Realms), la serie non ebbe il successo sperato e la seconda stagione, dove Lara sarebbe stato sostituito da Xander DeClie, non fu mai realizzata.
Ricordo che in Italia venne trasmessa in prima tv le domeniche pomeriggio d’estate (!!!), una garanzia di successo insomma.

Peccato, perché non solo era una delle poche trasposizioni di Tarzan ad essere veramente girata in Africa, ma anche perché era piuttosto fedele ai romanzi originali di Edgar Rice Burroghs, con la città perduta di Opar, la regina La, gli Uomini Leopardo, e un sacco di altri elementi fantastici che non si potevano realizzare con gli effetti speciali dei film di una volta.

In seguito Lara accantonò parzialmente la carriera d’attore per concentrarsi dal 2009 su quella di cantante country. Nel 2018 convolò a nozze con Gwen Shamblin, scrittrice, nutrizionista, e testimone della Chiesa di Cristo.


Lo scorso sabato 29 maggio, un piccolo velivolo con a bordo Joe e Gwen, diretto dal Tennesee alla Florida, si è schiantato poco dopo il decollo nei pressi di Nashville. Purtroppo, tra le sette persone a bordo non ci sono stati sopravvissuti. Joe lascia la figlia Liana, avuta da una precedente relazione con Natasha Pavlovich (Alias, Nip & Tuck).

Tarzan a Manhattan è visibile in italiano su Dailymotion.

Tarzan la Grande Avventura è disponibile su Amazon Prime Video, purtroppo non per l’Italia.

Vi lasciamo col nostro omaggio.

Giovanni

 

Immagini prese da Google (c) degli aventi diritto.

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