Il comico triste e la dark lady

 

 

Se ne sono andati, ad un giorno di distanza, Robin Williams e Lauren Bacall.

 

È successo di nuovo. Groucho Marx ed Elvis. Freddie Mercury dei Queen ed Eric Carr dei Kiss. Papa Giovanni Paolo II e Ranieri di Monaco. Gigi Sabani e Luciano Pavarotti. Spesso la gente famosa muore nello stesso giorno o a 24-36 ore di distanza.

Questo mese se ne sono andati, rispettivamente l’ 11 e il 12 agosto due leggende del cinema, i premi oscar Robin Williams e Lauren Bacall.
Lei era un’icona della Hollywood dei tempi d’oro (quella degli Howard Hawks e dei John Houston), lui un nome di punta della Hollywood contemporanea (quella degli Spielberg, per intenderci).

 

 

 

Nato a Chicago nel 1951 da un direttore della Ford Motors e da una modella, Robin Williams studia scienze politiche, affiancando però una gavetta come comico a teatro e negli show televisivi.

Il successo arriva a fine anni ’70 col ruolo da protagonista nel telefilm Mork & Mindy. Williams vestì la tuta dello stralunato alieno anche in una puntata di Happy Days: indimenticabile il braccio di ferro tra il suo indice e il pollice di Fonzie!
A proposito di Braccio di Ferro, il suo debutto come protagonista sul grande schermo fu proprio con Popeye (1980) che malgrado la grossa coproduzione (Disney-Paramount) e un regista intellettuale (Robert Altman) è uno dei cine-fumetti meno ricordati di sempre.

 

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Pur essendo principalmente un comico, sono relativamente poche le commedie vere e proprie nella sua filmografia: Mrs Doubtfire (uno dei suoi ruoli più amati dal pubblico), Nine Months, Piume di Struzzo (remake de Il Vizietto con Ugo Tognazzi), Due Padri di Troppo, Vita da Camper.

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Memorabile anche la sua performance vocale per il Genio di Aladdin (sostituito in Italia da Gigi Proietti). Williams da piccolo aveva duemila soldatini, e ad ognuno dava una voce diversa. L’abilità come imitatore era uno dei suoi punti di forza. Ecco perché noi italiani, per via del doppiaggio, non abbiamo mai potuto apprezzare del tutto la sua arte.

Ma il vero successo Robin lo ha ottenuto interpretando ruoli da eterno bambino in film che mescolano abilmente divertimento e  commozione. Un titolo su tutti, L’Attimo Fuggente: il suo John  Keating è l’insegnante che tutti vorrebbero avere, in grado di trasmettere la passione per l’arte e conciliarla con le cose semplici e importanti della vita.

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Ma anche Good  Morning Vietnam, Risvegli, La Leggenda del Re Pescatore (uno dei film meno personali, ma più belli, di Terry Gilliam), i blockbuster Hook – Capitan Uncino e Jumanji, Jack (diretto da Francis Ford Coppola e tratto da una storia vera), e Patch Adams.

Nel 1998 l’oscar come attore non protagonista per Will Hunting – Genio Ribelle (ancora un ruolo da mentore). In seguito tenta anche ruoli differenti, addirittura da assassino in One Hour Photo e Insomnia.

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Questo però non salva Robin dal rimanere intrappolato nel cliché del gigione buonista e strappalacrime. I film proposti iniziano a farsi meno interessanti. L’ultimo successo degno di nota è la trilogia di Una Notte Al Museo, dove interpreta Theodore Roosevelt.

Costretto ad accettare ruoli che non gli piacciono (pare non volesse saperne di Mrs Doubtfire 2, ma qualche mese fa ha firmato lo stesso) per problemi economici, affetto da anni da depressione e alcolismo, a cui di recente si aggiunse anche un principio di morbo di Parkinson, Robin Williams si è tolto la vita nella sua casa in California. Le sue ceneri sono state disperse nella baia di San Francisco.

La Bacall (all’ anagrafe Betty Joan Perske) era nata a New York nel 1924 da genitori ebrei (pochi lo sanno, ma era cugina del politico israeliano Shimon Peres). Aspirante ballerina (ma coi piedi perfino più grandi di quelli di Greta Garbo, come lei stessa ammise) fu però da sempre amante del cinema: aveva una cotta per Leslie Howard  (Via Col Vento, La Primula Rossa) e idolatrava Bette Davis, di cui custodiva gelosamente un autografo.

Divenuta modella, fu notata dal grande regista Howard Hawks e da sua moglie Nancy. Fu proprio Nancy a farle ottenere un provino e ad insegnarle quello stile e quell’eleganza di cui la Bacall divenne icona, in contrasto con la sua voce particolarmente bassa e roca.Debuttò quindi da subito nel cinema di serie A con Acque del Sud (diretto da Hawks a partire da un romanzo di Hemingway). Sul set conobbe Humphrey Bogart.

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Malgrado lui avesse venticinque anni più lei, i due si innamorarono e si sposarono. Il duro Bogart, pur essendo al quarto matrimonio, al momento del “” si commosse e pianse, salvo poi riprendersi e salutare la consorte con un “Hello, baby!”.
Dal loro matrimonio nacquero due figli, Stephen e Leslie, che soffriranno per i due genitori innamoratissimi tra loro ma presi più dalla carriera che dalla famiglia.
Tra gli anni ’40 e ’50 la Bacall recitò infatti in capolavori come Il Grande Sonno (sempre al fianco di Bogart e per la regia di Hawks, dal capolavoro noir di Raymond Chandler), Come Sposare un Milionario, Oceano Rosso, Come le Foglie al Vento, La Donna del Destino.
Nel 1957 Bogart morì in seguito una lunga malattia.

Lauren, dopo una breve liason con Frank Sinatra (diviso tra lei e Ava Gardner), sposò Jason Robards (C’Era una Volta il West). I due ebbero un figlio, Sam, anch’ egli attore (American Beauty, A.I-Intelligenza Artificiale). Ma il matrimonio non durò a causa dell’alcolismo di Jason.
Divorziarono nel 1969.

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In quel periodo la Bacall apparve in due classici del giallo, Detective’s Story con Paul Newman e Assassinio sull’Orient-Express, dal libro di Agatha Christie.

Per nulla in pensione, tra gli anni ’80 fino ad oggi ha continuato a recitare, seppur in ruoli secondari, in vari film, tra i più celebri: Misery Non Deve Morire, Pret-à-Porter, L’Amore ha due facce (sua unica nomination all’oscar), Dogville, e Birth –Io Sono Sean.
Nel 2009 le viene conferito l’oscar alla carriera.

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Non si è più risposata, ma ha intrattenuto, dopo il divorzio da Robards, una bella relazione col collega Len Cariou (il padre di Tom Selleck nel telefilm Blue Bloods), conosciuto recitando a Broadway.
È morta a causa di un ictus il mese prima di compiere 90 anni.

Robin&Lauren

Giovanni.

Immagini prese da Google. © degli aventi diritto.

 

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