Il centesimo (+1) anniversario di Stewart Granger.

 

 

Al cinema, il più amato spadaccino di Hollywood, attorniato da dive bellissime. Una vita privata meno felice ma piena. Ripercorriamone carriera e vita a ventuno anni dalla scomparsa.

 

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Esattamente un anno fa, il 16 agosto 2013, ricorrevano sia il centenario della nascita di Stewart Granger sia il ventennale della sua morte (1913-1993).
Ma dal momento che nessuno si ricorda chi fosse Stewart Granger, nessuno s’è ricordato del doppio anniversario.

 

Ci pensiamo quindi noi Pelapatate a celebrare il centenario (più uno) di quello che per molti anni fu considerato lo spadaccino più amato di Hollywood quando il genere era nel suo periodo d’oro.

 

Sì, lo sappiamo, un centounesimo anniversario è una ricorrenza un po’ insolita, ma d’altro canto Stewart Granger è sempre stato un tipo particolare.
Particolari le sue origini: era il nipote di Luigi Lablache, celebre cantante lirico di origini francesi e irlandesi ma vissuto a Napoli.

 

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Particolare il suo nome: in realtà si chiamava James Lablache Stewart. Quando si trasferì dall’Inghilterra a Hollywood, per evitare che l’omonimia con l’altro James Stewart (quello de La Finestra Sul Cortile e altri capolavori) creasse confusione, scelse il nome d’arte di Stewart Granger (Granger era il cognome della nonna scozzese).

 

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Particolare, ovviamente, la sua carriera: il teatro inglese, il cinema hollywoodiano e la deriva europea.

 

grangerstewartbioIniziò calcando i palcoscenici londinesi insieme al collega James Mason (quello di Lolita di Kubrick, che ritrovò sul set de Il Prigioniero di Zenda, sul quale torneremo più avanti). Passato al cinema, divenne uno dei sei attori che più garantivano alti incassi alle pellicole britanniche.
All’inizio degli anni ’50 si trasferì a Hollywood, dove la sua alta statura (1 metro e 91), i suoi modi eleganti, e il suo volto nobile e buono gli garantirono ruoli da eroe in drammi storici, film di cappa e spada e d’avventura in generale, ritrovandosi a recitare fianco a fianco con le dive più belle di quel tempo.

 

SET-GRANGER

 

Con Deborah Kerr ne Le Miniere di Re Salomone (1950), dove interpretò Allan Quatermain (personaggio ripreso da Sean Connery ne La Leggenda Degli Uomini Straordinari).



Con Rita Hayworth (la mitica Gildain Salomè (1953).



Con Liz Taylor in Lord Brummel l (1954), biografia romanzata di un avventuriero vittoriano, tra le sue migliori interpretazioni.



Con la futura principessa di Monaco Grace Kelly iFuoco Verde (1954).



Con Ava Gardner nel drammone turgido Sangue Misto (1956).

Con Jean Simmons lavorò ne La Regina Vergine (1953): lei interpretava Elisabetta I, lui il suo spasimante, l’ammiraglio Tom Seymour.



Granger aveva 40 anni e un divorzio alle spalle (con l’attrice Elspeth March). La Simmons sedici meno di lui.
Ciononostante
si sposarono e vissero felicemente per dieci anni in un ranch a Tucson (Arizona). Ebbero una figlia, Tracy, così chiamata in onore del grande Spencer Tracy, amico della coppia e padrino della piccola.

matrimonio

Malgrado il gossip, quello tra Stewart e Jean fu un matrimonio felice e  fedele. Lui, sul set di Sangue Misto, resistette al fascino della Gardner aiutandosi con cinque docce gelate al giorno.  A tal proposito, ricordava:

Con la Gardner tornammo insieme l’anno dopo, per girare La capannina su uno scoglio deserto del Pacifico. Ma lì non ebbi più bisogno di docce ghiacciate: le attenzioni della mia splendida compagna di scena erano tutte per uno spilungone che nel film recitava la parte di un cuoco italiano naufrago come noi su uno yacht, il buffo e simpaticissimo Walter Chiari. Era lui, quell’anno, il suo grande amore: io e David Niven (altro interprete del film) fummo spettatori, divertiti e compiaciuti, delle loro follie in spiaggia. Ava, quando amava (nella vita e sul set), era una donna deliziosa; ma, senza amore, diventava acida, ispida, intrattabile. Grazie a Walter, il film fu per noi una vacanza serena, piacevolissima, indimenticabile, su quello scoglio deserto del Pacifico”.

 

Nel frattempo Jean  respinse la corte di pezzi grossi come il futuro presidente John F. Kennedy (che la copriva di fiori e bussava al suo camerino ad ogni ora: una volta tentò di sfondare la porta a spallate!) e il miliardario Howard Hughes (quello interpretato da Leonardo Di Caprio in The Aviator), che arrivò a investire un milione di dollari per portarla nella sua casa cinematografica (e nella sua alcova).
Saputa la cosa, Stewart disse a Jean di invitare Hughes a casa loro facendogli credere che fosse sola in casa. Non si arrivò a una rissa, ma Hughes non si accontentò della restituzione dell’assegno e chiese anche la penale per l’affare sfumato. Granger, da gentiluomo, pagò senza batter ciglio.

 

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(Continua…qui)

 

 

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