Grazie Google: l’anniversario di Lucy Maud Montgomery

Cogliamo l’assist offerto da Google per parlare dell’autrice di “Anna dai Capelli Rossi”, celebrandola con quattro chiacchiere, due sigle, e una nostra  fan-art.

 

 

Se ci avete fatto caso aprendo il browser, oggi il doodle di Google celebra il 141° anniversario della nascita di Lucy Maud Montgomery.

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Una scrittrice poco nota in Italia, ma decisamente da riscoprire, in grado di  raccontare il passaggio dall’infanzia all’età adulta come una Louisa May Alcott, con quel mix di ironia e saggezza degno di un Mark Twain, il tutto attraverso gli occhi di ragazzine romantiche e sognatrici che sarebbero piaciute a Jane Austen.
Il popolo nerd la conosce per la trasposizione animata giapponese del suo libro più famoso, Anna dai Capelli Rossi, diretto da Isao Takahata (Heidi, Una Tomba per le Lucciole) col contributo di Hayao Miyazaki (che abbandonò la serie per dirigere il film Lupin III: Il Castello di Cagliostro).

Fu proprio grazie al successo dell’anime che negli anni ’80 l’editore Ugo Mursia pubblicò il romanzo anche in Italia (alla buon’ora, il libro è del 1908!).
Anna dai Capelli Rossi (in realtà sarebbe Anne of Green Gables, Anna dei Verdi Abbaini) è però solo il primo di ben otto romanzi che raccontano la vita della protagonista, Anne Shirley, da orfanella a donna sposata e madre di sei figli.
I primi furono pubblicati dalla Mursia coi titoli:

Anna dai Capelli Rossi
L’Età Meravigliosa
Il Baule dei Sogni
La Casa dei Salici al Vento
La Baia della Felicità
La Grande Casa

Gli ultimi due, con protagonista Rilla, una delle figlie di Anna, sono stati tradotti solo nel 2014, quando l’editrice Il Gatto e la Luna ha ripubblicato l’intera saga in e-book coi titoli

Anna dei Tetti Verdi
Anna di Avonlea
Anna dell’Isola
Anna dei Pioppi Fruscianti
Anna di Ingleside
La Valle dell’Arcobaleno
Rilla di Ingleside

Nel 2007 la Tokyo Movie Shinsha ha trasposto in anime un altro capolavoro della Montgomery, il più autobiografico Emily della Luna Nuova, il quale a sua volta ha avuto due seguiti, Emily Cresce ed Emily’s Quest (purtroppo mai tradotto).

Oggi, nell’epoca di Game of Thrones, romanzi come quelli della Montgomery possono sembrare una brodaglia educativa-moralista aromatizzata alla muffa. Eppure, con la loro dolcezza e il loro humor, riescono a restituirci un mondo che non esiste più.
Quando si studiava per il piacere di conoscere e per migliorare la propria vita, e la cultura non era un’alibi e un’arma per sfottere chi la pensa diversamente.
Quando si viveva secondo i vecchi, semplici valori della Bibbia e del buonsenso.
Quando il sale della vita erano la famiglia, gli amici, il lavoro dei campi, il contatto con la natura, il passare delle stagioni, i piccoli riti quotidiani, la buona volontà e soprattutto l’immaginazione, vista come il modo migliore per cogliere il bello che ci circonda e stringere legami con le altre persone.
Il fascino grandioso che solo le cose semplici e profonde sanno avere.
I giapponesi l’hanno sempre colto, amando profondamente la Montgomery, e regalandoci a loro volta delle perle.
Sta a noi non esser porci.

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Giovanni

 

Immagini prese da Google © degli aventi diritto.

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