Gargoyles: 20 anni scolpiti nel mito

Un capolavoro (ormai) vintage per nulla invecchiato, ma soprattutto la dimostrazione che anche la Disney, quando vuole, sa giocare duro. Peccato se ne sia subito scordata…

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Sebbene siano passati ormai vent’anni, Gargoyles (da noi Gargoyles: Il Risveglio degli Eroi) rimane la più ambiziosa, matura e spettacolare serie animata mai prodotta dalla Disney.
La serie vide la luce nel 1994, non a caso il periodo più florido per la “casa del topo” per quanto riguarda gli ultimi decenni. Gli incassi stratosferici de Il Re Leone avevano portato a compimento quel processo di rinascita, di ritorno agli antichi splendori, che era iniziato con La Sirenetta (1988) e proseguito con La Bella e la Bestia (1991) e Aladdin (1992), mentre di lì a poco Toy Story (1995) avrebbe mostrato al mondo le meraviglie dell’animazione digitale.
Anche in tv la Disney stava tornando alla carica, con serie a cartoni adventure-comedy che spopolavano i sabato pomeriggio: I Gummi, DuckTales, Cip & Ciop Agenti Speciali, Tale Spin, Darkwing Duck
Era quindi il momento propizio per tentare nuove strade, anche lontano da ciò che la gente intende comunemente per disneyano, inteso come infantile e divertente. E quel qualcosa fu Gargoyles.

disneyteamLa serie fu realizzata da un dream team di talenti che comprendeva il suo vero e proprio ideatore Greg Weisman (poi responsabile di serie supereroistiche come Spectacular Spider-Man e Young Justice), e i produttori/registi Frank Paur e Michael Reaves. Questi due provenivano dall’allora recente e fortunatissima serie animata di Batman della Warner Bros, e Reaves aveva anche contribuito al telefilm di Flash.

Greg Weisman

Greg Weisman

Essendo la prima (e tuttora unica) serie disneyana pensata più per un pubblico di adolescenti e adulti che di piccolissimi (non solo per la presenza di lotte e situazioni drammatiche, ma anche per la stessa intelligenza e complessità della trama), Gargoyles  viene poco ricordata in casa Disney, malgrado l’ottimo successo di pubblico e critica riscosso fino all’ultima stagione (1997).

La gente però non l’ha dimenticata e ad oggi Gargoyles vanta un fandom superiore a quello di tutti gli altri show televisivi Disney sommati assieme, con tanto di conventions come quelle dei fan di Star Trek.

... e tutto quel che ne deriva.

… e tutto quel che ne deriva.

 

La parola “gargoyle” (in italiano “gargolla” o “doccione”) deriva dal latino “gargulio”, cioè “gorgoglio dell’acqua”, e indica quei mostri di pietra posti all’esterno delle cattedrali gotiche a rappresentare l’orrore del peccato e, al tempo stesso, far defluire la pioggia.

Weisman parte dall’idea fantastica che tali statue siano state ispirate a creature un tempo realmente esistite che, durante il giorno, erano anch’esse di pietra, ma di notte prendevano vita fino all’alba successiva.

 

XanatosAnno Domini 994: un clan di gargoyles difende il castello scozzese di Wyvern dagli assalti dei vichinghi invasori, ricevendo dagli umani che vi abitano ingratitudine e disprezzo per via della paura che il loro aspetto mostruoso incute.
Traditi dal capitano delle guardie, l’unico umano che sembrava essere loro amico, i gargoyles vengono sterminati durante il giorno. Si salvano solo in sei, che però rimangono vittime di un sortilegio: dormiranno il loro sonno di pietra anche durante la notte, finché il castello non svetterà al di sopra delle nubi.

Gargoyles-61994: il miliardario David Xanathos, appresa questa leggenda, acquista il castello e, pietra su pietra, lo fa ricostruire in cima al suo grattacielo nel centro di Manhattan, spezzando così, l’incantesimo.
I sei Gargoyles, scioccati e disorientati, decidono per prima cosa di darsi un nome (prima solo il loro leader, Golia, ne aveva uno). Si battezzano come i luoghi tipici di New York: l’anziano Hudson, gli adolescenti Brooklyn, Lexington e Broadway, e il cane Bronx.
Xanatos vorrebbe usare i gargoyles per i suoi sporchi affari, ma questi aiutati dalla coraggiosa Elisa, giovane detective del NYPD, decidono di continuare la loro missione di difensori, proteggendo stavolta la città di New York e i suoi abitanti dal crimine.

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Non hai vissuto fino in fondo i 90s se non hai la vhs coi primi episodi fusi in formato film.

E questo è solo l’inizio dell’avventura.

Le ambientazioni e il meccanismo narrativo sono gli stessi del buon vecchio Highlander:  Scozia medioevale e New York contemporanea che s’intrecciano in un andirivieni di flashback che rivelano la storia man mano, creando suspense, mistero e colpi di scena a gogò.

Gargoyles-TheMirror03Ma Weisman, appassionato di lingua e letteratura inglese (oltre che di cultura pop), garantisce un impasto più ricco (e più colto di quanto si creda).
Si va dalle mitologie nordiche (compaiono Re Artù e Odino, sovrano degli dèi vichinghi) fino a Shakespeare (con Macbeth e le creature del Sogno di una notte di mezza estate), dalle atmosfere superoistiche di Batman e degli X-Men a quelle metropolitane-poliziesche di telefilm come Hill Street o Law & Order, fino a toccare la fantascienza cyberpunk alla Blade Runner/Terminator (con scienziati pazzi, cloni, mutanti, cyborg, armature robotiche ecc.).

 

obe02Ma Gargoyles è stata anche la prima serie (insieme -forse- a X-Files) a portare in tv la struttura “ad archi narrativi” tipica dei fumetti supereroistici: ogni episodio è un’avventura autoconclusiva, ma al tempo stesso è rigidamente collegato agli altri in modo da formare un ordine cronologico (o continuity) e quindi un’unica, grande storia.
Una lezione mutuata principalmente dalla gestione degli X-Men da parte del grande Chris Claremont nel corso degli anni ’80: azione accompagnata da sottotrame romantico-psicologiche (senza scadere nell’effetto soap-opera), personaggi il cui passato viene svelato da appositi flashback messi al momento giusto, e intrighi la cui soluzione solleva automaticamente nuovi interrogativi.
SteelClanUn modo di architettare storie che sarebbe poi diventato lo standard non solo per il fumetto statunitense, ma anche per le serie tv di oggi (Buffy e Lost in primis, ma ormai vale un po’ per tutte).

Una grande epopea con un’infinità di sottotrame e personaggi secondari (ma nessuno superfluo), un puzzle complicato ma dove ogni pezzo s’incastra perfettamente, un rompicapo che richiede attenzione, ma che non delude, perché ci si ritrova di fronte a uno dei migliori esempi di sceneggiatura seriale in cui potevamo incappare.
Se non l’avete mai vista, recuperate (se ci riuscite) questa serie e fate anche voi la conoscenza di Golia e del suo clan, ma anche di Eliza, Xanathos, Demona, Pietrafredda, Macbeth, Matt, il Branco, Renard, gli Illuminati, Puck, Oberon, Titania… Vi resteranno nel cuore e nella memoria, come scolpiti su pietra.

Giovanni

 

PS

250px-Gargoyles01CvrUnico neo. La terza stagione, cioè gli ultimi 13 episodi (soprannominati The Goliath Chronicles), furono affidati ad altri produttori i quali abbandonarono l’aspetto fantasy-avventuroso per concentrarsi più sulla morale di fondo della serie, ovvero l’integrazione tra i gargoyles e gli umani ormai al corrente della loro esistenza (una metafora anti-razzista anch’essa mutuata dagli X-Men).
Considerata non-canonica dai fan americani, in Italia quest’ultima stagione non fu trasmessa a suo tempo dalla Rai, ma apparve solo anni dopo sui canali a pagamento come Toon Disney.

A partire dal 2006 la Disney ha appaltato alla Slave Labor Graphics la realizzazione del fumetto Gargoyles, scritto da Weisman in persona e che riprende la storia direttamente dalla fine della seconda stagione. Finora sono usciti 18 albi, purtroppamente inediti in Italia…

 

Immagini prese da Goolgle. © degli aventi diritto.

One comment to Gargoyles: 20 anni scolpiti nel mito

  • Buon Gargoyles Day!  says:

    […] è il 19 dicembre. Esattamente un anno fa pubblicammo un articolo commemorativo sui vent’anni di Gargoyles, ad oggi la più ambiziosa e matura serie animata Disney di […]

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