Due chiacchiere su BATMAN V SUPERMAN – DAWN OF JUSTICE

È il film del momento. Nella prima settimana ha incassato tipo mezzo miliardo di dollari. Nella seconda gli incassi sono calati dell’ 80%. Il pubblico si divide tra “diamo fuoco alla Warner” e “non male, nonostante tutto”. Potevamo esentarci da snocciolare qualche considerazione sul primo team-up cinematografico live-action tra l’Azzurrone e il Pipistrello?

Partiamo dalle cose che non funzionano proprio.

QUELLO SAREBBE LEX LUTHOR?!?
Lex Luthor (Jesse Eisenberg) è una macchietta a metà tra Jack Sparrow e il  Dr. Male di Austin Powers, non ha nulla da spartire con la follia fredda e controllata della sua controparte cartacea.
Tuttavia una speranza c’è: a un certo punto dice che la Lexcorp prende il nome da suo padre, il che lascia sperare che questo buffone sia il figlio dell’algido pelatone dei fumetti.

Manca il gesto del mignolo e la frase "Un - Milione - Di - Dollari".

Manca il gesto del mignolo e la frase “Un – Milione-Di- Dollari”.

NIENTE DIFFERENZA TRA GOTHAM E METROPOLIS
La fotografia cupa e plasticosa tipica dei film di Zack Snyder non permette di cogliere il dualismo tra Metropolis e Gotham City, che dovrebbero essere lo specchio degli eroi che la difendono: ordinata e moderna Metropolis (detta “la città del domani”), notturna, gotica e degradata Gotham.

I COMPRIMARI
Come già in Man of Steel, Amy Adams non ha (come dicono a Oxford) “le palle” della Lois Lane dei fumetti, mentre il Perry White di Laurence Fishburne è al minimo sindacale.
La new entry Jeremy Irons/Alfred è un po’ sciupato, tanto che non indossa più la livrea e da maggiordomo sembra divenuto un capo della sicurezza o roba del genere.

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LA SOUNDTRACK
Assolutamente insipida (tranne forse l’assolo di chitarra all’entrata in scena di Wonder Woman). Passi prediligere le tastiere elettroniche, ma il cuore della musica da film dovrebbe rimanere la cara, vecchia orchestra. Hans Zimmer sembra averlo dimenticato, Junkie XL probabilmente non l’ha mai saputo.

LA TRAMA
Devo dire che non concordo con chi si lamenta del fatto che ci sia poca azione. In un’epoca in cui i film hollywoodiani sono frastornanti dal primo all’ultimo frame (vedi i Transformers di Michael Bay), fa piacere che una volta tanto l’azione sia concentrata nei punti giusti.
Resta però il fatto che la logica va spesso a ramengo, con personaggi che agiscono da stupidi (il tizio che chiede a Bruce Wayne se è il caso di evacuare l’edificio durante la battaglia tra kryptoniani) o sembrano onniscenti (come fa Lois a sapere che Doomsday è stato creato con D.N.A. Kryptoniano e che quindi è vulnerabile alla lancia di kryptonite?).

E poi, cosa ci voleva per fare meglio Doomsday?

E poi, cosa ci voleva per fare meglio Doomsday?

Tutto è costruito in funzione dello scontro tra Bats e Supes. Ma, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, non si tratta dello scontro morale tra l’eroe faro di rettitudine, che agisce alla luce del sole approvato dalle autorità, e il vigilante notturno che sfrutta la paura e adopera modi spicci.
Era impossibile, dato che per dare un tono adulto e drammatico (per fare la “nolanata”, insomma), Superman nel film non viene più visto dalla gente come modello bensì come pericolo, e quindi il contrasto con Batman non poteva essere giocato in questo senso.
Qui il confronto (come accadeva ne Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller) è tra il semidio, che non ha mai avuto bisogno di impegnarsi per essere un combattente formidabile, e il comune mortale che deve sottoporsi ad allenamenti fisici e mentali sovrumani per raggiungere la vittoria. Guardiamo al primo come modello, ma empatizziamo col secondo.
È ora che impari cosa significa essere un uomo” è la citazione presa paro paro da Miller, e la sequenza dell’allenamento di Affleck/Wayne ricorda i training montage degli allenamenti di Stallone in Rocky.

Veniamo ora ai nostri eroi.

SUPERMAN
A dispetto di quanto dicono i più, per me Henry Cavill non è malaccio come attore. Ha dimostrato di saper recitare nella serie tv I Tudors, dove interpretava Charles Brendon, duca di Suffolk e migliore amico di Enrico VIII.
Il problema è che, per come è stato scritto il personaggio, qui ha ben poco di che cambiare espressione.

Se in Man of Steel l’eterno boy-scout sorridente che salva i gattini sugli alberi diventava un ingrugnato che combatteva senza curarsi dell’incolumità dei terrestri, qui Supes è più che altro un martire temuto e incompreso da quell’umanità che vorrebbe aiutare, e che non fa altro che lagnarsi come un cane bastonato.

Vabbè, non è ancora l’eroe che la gente guarda come esempio, ma meglio un Superman piagnone che un Superman potenziale serial killer.

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BATMAN
La buona notizia è che Ben Affleck non è male. Il costume è bellissimo, e quando combatte si muove come nei videogiochi del filone Arkham. Insomma, quasi ti dimentichi che dentro c’è Ben Affleck.
Il problema, come per Cavill/Superman, è che somiglia al personaggio ma non si comporta come lui. Questo è un Batman che usa armi da fuoco e non si fa problemi ad uccidere i cattivi.
Un Batman, insomma, molto più simile al Punitore.

In una scena visibile anche nel trailer, Bruce osserva il costume di Robin semidistrutto e con la scritta “Jokes on you, Batman”. Questo ci fa capire che rispetto alla continuity del fumetto, ci troviamo nel periodo in cui Dick Grayson (il primo Robin, quello che tutti conoscono) si è re-inventato come Nightwing e si è trasferito a Bludhaven, Jason Todd (il secondo Robin) è stato ucciso a sprangate dal Joker, ma non è ancora entrato in scena Tim Drake/Robin III.

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Tuttavia neanche durante la depressione per la morte di Jason Bruce era divenuto così spietato e vendicativo.
Snyder s’è giustificato dicendo che questa è la sua versione autoriale del personaggio.

Per carità, è lecito. Anche il Batman burtoniano aveva le mitragliatrici sulla batmobile ed era “elastico” sull’uccidere.
Ma se tu fai un film, lo riempi di citazioni dalle storie a fumetti (La Morte di Superman, Kingdom Come, The Dark Knight Returns, Una Morte in Famiglia…) che possono essere colte solo dai lettori, e non le spieghi agli altri (magari lo si farà nei prossimi film), allora vuol dire che il tuo intento è mantenerti il più fedele al fumetto rispetto agli autori precedenti. È quindi logico aspettarsi che anche la cosa più importante, la psicologia dei personaggi, sia perfettamente in linea con gli originali.

In pratica Snyder -e David Goyer e Chris Terrio allo script- hanno compiuto l’operazione inversa del bel telefilm della BBC The Musketeers, dove le storie sono nuove di zecca ma D’Artagnan e soci sono caratterizzati esattamente come nel romanzo di Dumas.

È come se io girassi un nuovo sceneggiato su I Promessi Sposi, curando maniacalmente la ricostruzione d’epoca, seguendo per filo e per segno lo svolgersi degli eventi come nel libro, ma inserissi il fatto che Lucia fa la escort nei ritagli di tempo, giustificando la cosa come “la mia personale interpretazione d’autore”. Secondo voi ha senso?

IL RESTO DELLA JUSTICE LEAGUE
Poco da dire. Wonder Woman/Gal Gadot funziona, ma è inserita a forza giusto per far vedere che esiste.

"Mi sono persa qualcosa?"

“Mi sono persa qualcosa?”

Ancor più svogliato è l’escamotage per mostrare Flash, Aquaman e Cyborg: dei brevi filmati estratti dai files dove Lex Luthor cataloga tutti i meta-umani presenti sulla Terra.

TIRANDO LE SOMME
Batman v Superman è sicuramente un film zoppicante sotto molti aspetti. Ma è anche ricco di citazioni fumettistiche che non possono non deliziare i lettori, e che elevano (un po’) l’insieme rispetto al precedente Man of Steel. Il fatto poi che Goyer sia stato estromesso dalle sceneggiature, per favorire, come dicono recenti rumors, l’infaticabile Geoff Johns (attuale deus ex machina della DC tra carta e tv) lascia sperare in un progressivo miglioramento per il futuro film della Justice League.

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Giovanni

Immagini prese da Google. © degli aventi diritto

 

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