Decamerotico: 14 film per rivalutare il filone (seconda parte)

La prima parte QUI

 

8- Racconti Proibiti… Di Niente Vestiti (di Brunello Rondi, 1972)

Lorenzo del Cambio (Rossano Brazzi) poeta dongiovanni, ha passato la vita girovagando nei monasteri e fornicando con ogni suora gli andasse a genio grazie a una bolla papale contraffatta. Un giorno, per compiacere un’amica, prende sotto la sua ala Uccio, figlio di quest’ultima.

Per iniziare il giovane all’amore e alle altre questioni della vita, Lorenzo gli racconta le piccanti esperienze di vari conoscenti. Uccio imparerà a dovere, al punto di rubare la bolla papale al suo mentore. Ormai stanco, Lorenzo decide di ritirarsi e passare il testimone. Trovatosi faccia a faccia con la Morte, scoprirà che questa ha le sembianze di una donna bella e poco vestita, accettando quindi la fine di buon grado.

Gli episodi narrati non sono il massimo dell’originalità, ma l’ambientazione medioevale è più ricca che in altri titoli, il cast femminile è di tutto rispetto (tra cui Silvia Monti, futura moglie di Carlo De Benedetti!), e il finale è quasi commovente.

Disponibilità: Youtube

9- Canterbury n°2 – Nuove Storie d’Amore nel ‘300 (di John Shadow, 1973)

In una notte di temporale, lo scrittore Geoffrey Chaucer e il cavaliere Quick pernottano in una locanda ascoltando le storie degli altri avventori.

Una nobildonna baratta la sua virtù in per il ritorno dell’amato marito dalla guerra.

Una dama gode nell’esser leccata dai cani, e ne finirà divorata.

Tre amici trovano un bottino in un bosco e finiscono per ammazzarsi l’un l’altro.

Un re della magna Grecia tratta il riscatto della figliastra rapita anni prima.

Un decamerotico “maledetto” e sui generis, a partire dal regista: infatti per molto tempo si credette che John Shadow fosse uno dei tanti pseudonimi del prolifico Aristide Massaccesi: in realtà è esistito davvero e fu marito dell’attrice svedese Ewa Aulin.
Per una volta la comicità non è solo quella scollacciata, ma sconfina anche nello humor nero, fino a trasformarsi in una fiaba morale sullo homo homini lupus. Gli squarci surreali (Chaucer e Quick “entrano” magicamente nelle storie che odono), la fotografia dai toni accesi e la colonna sonora (una nenia spettrale dei fratelli De Angelis) suggellano il capolavoro. Se David Lynch si fosse cimentato col genere, il risultato sarebbe stato questo.

Disponibilità: sparito nel nulla per molti anni, oggi passa talvolta a notte fonda sulle reti Mediaset. In rete dovrebbe trovarsi un tvrip in italiano e uno in inglese con alcune scene tagliate nella versione italiana.

10- Decameron Proibitissimo. Boccaccio Mio Statte Zitto… (di Marino Girolami, 1972)
Proprio come nell’opera del Boccaccio, per sfuggire alla peste alcuni giovani alloggiano in un castello e si raccontano novelle.
Un frate napoletano attenta alla virtù di una vedova giovane e bella che lo sistemerà a dovere.

Un nobile veneto (Riccardo Garrone), dopo che una zingara ha predetto che chi giacerà con sua moglie morrà, cerca di spingere un sempliciotto sacrificabile nel suo letto.

Un giovane frate romagnolo fa entrare di nascosto nel convento una ragazza di cui è innamorato.

Segregata in casa da un marito geloso, una giovane toscana s’innamora del pittore vicino di casa.

Un gentiluomo derubato per strada trova l’aiuto e le attenzioni di una moglie ciociara trascurata dal marito bifolco.

Un signorotto siciliano (Gianni Musy) viene cornificato nottetempo da un suo palafreniere che al buio si è sostituito a lui nel talamo nuziale.

Forse il decamerotico perfetto: non il più elegante, né il più sguaiato, ma sicuramente quello in cui la formula del genere è più riuscita. Le storie infatti sono tutte spassose, ben recitate, e quasi dispiace che terminino troppo in fretta.

Disponibilità: Youtube

11- Fiorina la Vacca (di Vittorio De Sisti, 1972)
Dalle opere del Runzante. Un contadino (Gastone Moschin) vende la vacca Fiorina per partire come soldato di ventura. Questa passa di proprietario in proprietario, fino ad un riccone che prenderà con sé come amante anche la moglie stessa del protagonista.

La struttura episodica non è data da racconti narrati a voce, ma dai passaggi di proprietà di Fiorina. La comicità è nella media, ma il cast è ottimo, tra cui una giovane e ingenua Ornella Muti.

Disponibilità: in Dvd Minerva Pictures – Prisma s.r.l

12- Fratello Homo Sorella Bona (di Mario Sequi, 1972)

Nella Firenze del ‘300, quattro giovanotti e quattro amiche prostitute, per sfuggire alla peste, fingono di abbracciare la vita monacale in un paesino di provincia. Qui il podestà intende dar in sposa la figlia adolescente ad un vecchio notaio. Quando però la ragazza si innamora di uno dei falsi frati, scatta il piano per sabotare le nozze.

Anche senza attori famosi, uno dei decamerotici più gradevoli: la trama è compatta e scorrevole, la satira della vita monastica non scade nella facile blasfemia, e il comparto femminile (tra cui Krista Nell e Patrizia Adiutori) è di tutto rispetto.

Disponibilità: un tvrip sul web

13- Chiavi in Mano (di Mariano Laurenti, 1995)

Tornato dalle crociate, il prode Baccello da Sarnano, detto il Favagrossa (Martufello), scopre che la moglie Ubalda (Cinzia Roccaforte) si è data al meretricio, in società col fabbro Guidalberto da Gisussano, detto Capoccione il Leghista (Sergio Vastano), che ha fatto un duplicato della chiave della sua cintura di castità.
Baccello allora decide di rendere la pariglia al fabbro, insidiandone la moglie, Madonna Genuflessa (Angela Cavagna). Finiranno coinvolti nelle sue disavventure anche una principessa in disgrazia che campa di furtarelli (Ramona Badescu) e un magistrato poco integerrimo (Silvio Spaccesi).

A distanza di più di vent’anni, Laurenti tenta il remake di Quel Gran Pezzo della Ubalda. Certe battute da asilo (Ponzio PilOta) fanno cascare le braccia, ma i rimandi all’italia trash e teledipendente di oggi creano gag anacronistiche simpatiche stile I Flintstones, e gli attori riescono a non far rimpiangere gli originali.

Disponibilità: la vecchia Vhs Medusa, o un tvrip sul web

14- Decameron Pie (di David Leland, 2007)

Orfana a causa della peste, Pampinea Anastagi (Mischa Barton) è insidiata dal bieco Gerbino Della Ratta (Tim Roth). Si rifugia quindi in un convento dove (per sfuggire all’ira di Gerbino) ha trovato lavoro come giardiniere il suo vecchio spasimante Lorenzo De Lamberti (Hayden Christensen). Ma Pampinea era stata promessa in sposa anche a un principe russo…

Decamerotico decisamente apocrifo, non solo perché fuori tempo massimo, ma anche perché di produzione internazionale. Le situazioni pecorecce e sguaiate tipiche del genere sono sostituite da battutacce e doppi sensi alla American Pie, ma con esiti più fiacchi. Tutto da buttare, quindi? Nient’affatto. Lo sfarzo di fotografia, location e costumi (di Roberto Cavalli, anche produttore) non hanno nulla da invidiare agli adattamenti shakespeariani firmati da Kenneth Branagh, e il film si gioca seriamente sia la componente avventurosa sia quella sentimentale.
Insomma, se cercate una trashata pura, non vi divertirete. Se cercate un film di amori e duelli, ma dai toni spensierati (dove le nudità sembrano prese da altri film e inserite a forza), dategli una chance. “Tender” dei Blur scorre leggiadra lungo i titoli di coda. Particina per la Canalis, giusto perché stava con Clooney.

Disponibilità: Dvd e Blu-ray Eagel Pictures

 

 

Immagini prese da Google. © degli aventi diritto.

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