Decamerotico: 14 film per rivalutare il filone (prima parte)

Sbocciato in fretta, presto abbandonato, è considerato il punto più becero del cinema italico. Eppure, rivisto nell’epoca del Trono di Spade, Spartacus ecc., il Decamerotico fa quasi tenerezza. Abbiamo selezionato quattordici pellicole del genere boccaccesco che vi faranno rivalutare il genere, o tutt’al più vi strapperanno qualche risata.

Nel 1972 Pier Paolo Pasolini diresse Il Decameron, tratto dalla celeberrima raccolta di novelle di Giovanni Boccaccio e primo capitolo di quella “trilogia della vita” proseguita con I Racconti di Canterbury e Il Fiore delle Mille e una Notte.
Quello che Pasolini non poteva prevedere era che il successo dei suoi film avrebbe dato origine a un vero e proprio filone all’interno della commedia sexy italiana anni ’70, il cosiddetto “decamerotico” o commedia boccaccesca.

Film che, partendo dagli stessi spunti letterari di Pasolini, raccontavano storie di mogli infedeli, mariti cornuti, figli illegittimi, nobili goderecci, artisti avventurieri, frati birboni, suore ninfomani eccetera. A dare originalità al genere, più che le storie in sé, erano i titoli escogitati dai distributori nostrani. Roba come: La bella Antonia prima monica e poi dimonia, Donne e magia con satanasso in compagnia, Sollazzevoli storie di mogli gaudenti e mariti penitenti, …E si salvò solo l’aretino Pietro con una mano davanti e l’altra dietro, I Racconti di Viterbury, Come fu che Masuccio Salernitano fuggendo con le brache in mano riuscì a mantenerlo sano.

Insomma film che, come si può intuire, giocavano sull’erotismo, vissuto però con spirito sempre giocoso e spensierato, e che quindi non scadevano mai nella morbosità o tanto meno nella blasfemia.
Ma soprattutto film che, vuoi per la simpatia dei caratteristi, vuoi per la bellezza delle starlette, vuoi per la loro cornice medioevale, bucolica, solare e vagamente fiabesca, svolgevano egregiamente il loro compito: far ridere e incassare soldoni.
Si calcola che nei cinque anni successivi all’uscita del prototipo pasoliniano, siano stati girati ben cinquanta film sulla falsariga, il che renderebbe il decamerotico il filone cinematografico che si è rivelato più prolifico nel più breve tempo in tutta la storia del cinema.

Il filone decamerotico è sempre stato considerato il “fondo del barile” di un genere, la commedia sexy anni ’70, già ritenuto becero di per sé. Eppure, malgrado le situazioni presentate fossero tutte piuttosto simili, alcuni film hanno saputo svettare su altri, e possono strappare un sorriso ancora oggi. Ecco allora la nostra personale selezione.

1 – Quel Gran Pezzo Della Ubalda Tutta Nuda e Tutta Calda (di Mariano Laurenti, 1972)

Dopo sei mesi di guerra, Olimpio De Pannocchieschi (Pippo Franco) torna dalla moglie Fiamma (Karin Schubert), la quale nel frattempo s’è fatta più di un amante e, non volendo più giacere col consorte, inventa un fantomatico voto di castità. Olimpio rivolge allora le sue attenzioni a madonna Ubalda (Edwige Fenech), moglie del suo geloso e manesco vicino, il mugnaio mastro Oderisi (Umberto D’Orsi, il conte Catellani di Fantozzi). Tra i due litiganti, sarà un fratacchione partenopeo a godere le mogli di entrambi.

Il capolavoro assurto a bandiera di tutto il genere, e che rese una star la Fenech. Rivalutato da Veltroni come emblema di liberazione sessuale (errore: la libidine dei protagonisti non è mai consumata ma sempre punita), oggi si apprezza per il ritmo scoppiettante, per le donzelle odiose e bellissime come si conviene, e soprattutto per l’interpretazione di Pippo Franco, scatenato come un cartoon e dalle battute sempre pronte (e nemmeno tanto volgari come si crederebbe).

Disponibilità: esistono più edizioni Dvd (Quinto Piano, General Video, Aegida, Mondo Home Entertainment)

 

2- Boccaccio (di Bruno Corbucci, 1972)

Bruno (Pippo Franco) e Buffalmacco (Enrico Montesano) sono due spiantati che campano di espedienti, cornificando ghibellini ubriaconi e vecchi strozzini, e spillando soldi al citrullo Calandrino. Prima di filarsela per la peste, aiuteranno anche l’amico Lambertuccio (Alighiero Noschese) a scampare alla forca e a un destino ben peggiore (il matrimonio riparatore con una racchia).

Tra i film nati sulla scia dell’opera di Pasolini è forse l’unico che può essere considerato cinema di serie A anche dai critici intransigenti: nessuna volgarità, nudi non eccessivi, messa in scena ricca e curata, intermezzi musicali che ricordano i lavori di Garinei e Giovannini, attrici che non si limitano a essere belle da vedere ma recitano davvero. Nel cast anche Lino Banfi nei panni di padre Ignazio da Canosa.

Disponibilità: in Dvd Filmauro

 

3- Metti lo Diavolo Tuo Ne Lo Mio Inferno (di Alberto “Bitto” Albertini, 1972)

Il pittore Ricciardetto tenta di portarsi a letto la moglie del podestà di Montelupone. Scoperto e condannato a morte, verrà salvato da una nobildonna penitente, mentre altre avventure piccanti coinvolgono gli altri abitanti del posto. Leggendario e sporchissimo decamerotico che incassò un miliardo di lire. Non c’è una vera e propria trama (la parte del vescovo ospite nel convento sembra messa per allungare il brodo senza avere una propria conclusione o un peso nella trama). Ma, tra una defecazione in faccia e l’involontaria sodomizzazione di una capretta, la risataccia sguaiata ci scappa più che con un qualsiasi Scary Movie.
Cultissimi i titoli di testa, cantati dal grande doppiatore Gianni Musy (Gandalf in LOTR) su disegni alla Mordillo.

Disponibilità: Youtube

 

4- La Calandria (di Pasquale Festa Campanile, 1972)
Dalla commedia del cardinal Bibbiena. Il latin lover Lidio (Lando Buzzanca) scommette col signore di Norcia di riuscire a concupire Fulvia (Agostina Belli), giovane moglie del vecchio e impotente Calandro (Salvo Randone). Per riuscirci si traveste da donna e si sostituisce alla cortigiana veneziana ingaggiata per insegnare le arti amatorie a Fulvia.

A Qualcuno Piace Caldo e Tootsie ambientati nel medioevo: equivoci, personaggi di contorno spassosi (la vecchia madre di Calandro, il medico ciarlatano interpretato da Mario Scaccia…) e un finale identico all’Ubalda, ma girato meglio.

Disponibilità: in Dvd 01 Distribution

 

5- Jus Primae Noctis (di Pasquale Festa Campanile, 1972)
Ariberto De Ficulle, sposando la nipote del re, diventa signore di un piccolo feudo che si diverte a tiranneggiare con vari balzelli, arrivando perfino a ripristinare lo ius primae noctis. L’astuto popolano Gandolfo, innamorato della bella Venerata (Marilù Tolo) farà di tutto per gabbarlo e rendergli la pariglia.

Stessi regista e attore de La Calandria. Magari le battute sono meno fulminanti, ma la gara di sagacia tra due mostri sottovalutati come Buzzanca e Montagnani merita assolutamente la visione.

Disponibilità: in Dvd Koch Media

 

6- Fra’ Tazio da Velletri (di Romano Gastaldi e Joe D’Amato, 1973)

Il cacciatore Nuccio (Glauco Onorato, storica voce di Bud Spencer) si spaccia per il frate guaritore Tazio da Velletri per restare solo con le mogli altrui. Il vero frate subirà le vendette dei mariti cornuti. Trama esile ma che, quando rischia di annoiare, sposta l’attenzione sui personaggi di contorno (i sicari siciliani, la grassa locandiera, e perfino Dante), garantendo il divertimento fino alla fine.

Disponibilità: negli anni ’90 uscì nella collana di vhs da edicola “Decamerotico – la commedia boccaccesca all’italiana”. In rete dovrebbe trovarsi un vhsrip.

 

7- Quando Le Donne Si Chiamavano Madonne (di Aldo Grimaldi, 1972)

Tre giovani in vacanza a Prato si ingegnano per conquistare tre coetanee, mentre l’adultera Giulia (Edwige Fenech) rischia il rogo per aver tradito il marito.

Una strana struttura, con due trame parallele, la seconda delle quali si ramifica in tre sottotrame.

A tratti noiosetto (anche se il romanaccio Mario Carotenuto che parla toscano è imperdibile), ma l’ambientazione è ben allestita e le musiche (di Giorgio Gaslini dei Goblin) buone. Ideale per chi cerca un film più garbato e meno volgare rispetto alla media del genere.

Disponibilità: in Dvd 01 Distribution

 

 

 

(Continua…)

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