Conan il Barbaro. Una retrospettiva aspettando Amazon.

Amazon ha di poco avviato la pre-produzione di una serie tv su Conan il Barbaro, l’eroe creato negli anni ’30 da Robert Ervin Howard, e divenuto uno dei personaggi letterari più inflazionati tra carta stampata, cinema e tv nel corso dei decenni (al pari dei vari Tarzan, Sherlock Holmes, Dracula, Harry Potter ecc.)

Per i profani che conoscessero Conan solo per i film con Arnold Schwarzenegger, abbiamo deciso di stilare un piccolo “atlante” sul materiale principale riguardante il mondo del nostro eroe. Pronti a fare un viaggetto nella Cimmeria dell’era hyboriana? Let’s go!

Vai con la scampagnata!


I LIBRI ORIGINALI.

Sebbene si sia suicidato a soli 30 anni, lo scrittore texano Robert Ervin Howard (1906-1936) ha lasciato una mole incredibile di romanzi e racconti di ogni genere: western, noir, storici ecc.
Tuttavia verrà ricordato sempre come il padre della moderna narrativa Sword & Sorcery, grazie alla creazione di eroi leggendari come re Kull di Valusia, lo spadaccino puritano Solomon Kane, il re celtico Bran Mac Morn, l’avventuriera Dark Agnes di Chastillion, e soprattutto Conan il Barbaro, avventuriero vagabondo destinato a divenire re di Aquilonia, il più grande regno dell’immaginaria era hyboriana (12000 anni fa).

Robert E. Howard (1906-1936)

A differenza del fantasy classico/fiabesco, i personaggi di Howard erano mossi da motivazioni più terrene e meno nobili, rendendo tutto più adulto e concreto. Lo stesso Conan è un mercenario rozzo e spietato, che non esita a uccidere e re-inventarsi come ladro. E, se si ritrova a combattere mostri e stregoni, di solito lo fa per mettere le mani sul loro tesoro più che per il sorriso della damigella in pericolo di turno.

Tuttavia, Howard con Conan intendeva muovere una severa critica all’umanità civilizzata (cioè quella del nostro presente). Infatti anche il nostro energumeno in perizoma di pelliccia ha un suo codice d’onore, a cui non verrebbe mai meno: è incapace di mentire, non torce un capello agli inermi se questi non gli recano danno per primi, e se qualcuno gli si dimostra leale, fa di tutto per non lasciarlo nei guai.

È un barbaro, ma ha molto più onore di quegli uomini cosiddetti “civili” che, per assicurarsi ricchezza e comodità, sono avvezzi a ogni bassezza e tradimento.

Quando Howard morì lasciò alcuni frammenti di racconti inediti, completati poi dai colleghi Edward Lyon Sprague De Camp e Lin Carter.
Esistono quindi due versioni del ciclo di Conan. Quello ufficiale, composto dal materiale scritto interamente da Howard quand’era in vita (una ventina di racconti e il romanzo L’Ora del Drago, pubblicato anche come Conan il Conquistatore), e quello completo, a cui si aggiunge il lavoro di Sprague de Camp e Carter (che quindi ha in più otto racconti, la poesia Cimmeria, e il saggio L’Era Hyboriana).

Il primo è attualmente reperibile in un volume unico Mondadori curato dall’esperto Giuseppe Lippi.
Invece l’ultima volta che il secondo è stato stampato in Italia è stato nell’ormai lontano ’94, in un bel cofanetto dell’Editrice Nord, esauritissimo e introvabile.

 

e lo custodisco come una reliquia <3

 

I FUMETTI.

Negli anni ’60 la Ballantine Books ristampò le avventure del Barbaro con delle stupende copertine del maestro Frank Frazetta, che ne decretarono una seconda giovinezza in quanto a popolarità.

Quando non c’erano gli effetti speciali c’era Frazetta.

Cosicché, nei primi anni ’70, la Marvel acquistò i diritti del personaggio per realizzare sia adattamenti a fumetti dei racconti originali sia avventure inedite, scritte da autori come Gerry Conway e Roy Thomas e illustrate da Barry Windsor-Smith e John Buscema.

Furono due le testate Marvel dedicate a Conan che durarono per un quarto di secolo, fino a metà anni ’90: Conan the Barbarian, pubblicata a colori nel classico formato supereroistico, e The Savage Sword of Conan, nel formato rivista in bianco e nero come I Racconti della Cripta.
In seguito i diritti di Conan passarono alla Dark Horse per alcune nuove serie e miniserie (notevoli quelle scritte da Kurt Busiek e illustrate da Cary Nord o Tomas Giorello). Da circa un mese è stato annunciato che, a partire dall’anno prossimo, i diritti torneranno alla Marvel.

Di recente, The Savage Sword è stata ristampata in due edizioni deluxe con copertina rigida: una della Panini Comics (per librerie e fumetterie) e una della Hachette (per le edicole).

Il primo volume: Panini (sinistra) e Hachette (destra).


I FILM CON SCHWARZENEGGER.

Scrivendo i primi due Callaghan, Corvo Rosso, L’Uomo dai Sette Capestri, o Apocalypse Now, John Milius ha dimostrato di saper raccontare storie di eroi più grandi del mondo che li circonda, e artefici da soli del proprio mito. Il regista giusto per il personaggio giusto, insomma.

Milius il Barbaro

Il suo Conan il Barbaro (1982) non solo lanciò Arnold Schwarzenegger, ma sdoganò il genere fantasy sul grande schermo, spianando la strada a pellicole anni ’80 più o meno fortunate (Krull, Legend, Ladyhawke, Willow, ma anche trashate come The Barbarians & Co. dell’italianissimo Ruggero Deodato). L’aspetto fantasy è carente (giusto qualche serpentone gigante), Schwarzy è un Conan più meditabondo e introverso rispetto al selvaggio impulsivo della pagina scritta, ma Milius ricrea e amplifica lo spirito dei racconti di Howard trasformando l’avventura in un’epopea di formazione sul trionfo della forza di volontà del singolo, con tanto di echi nietzschiani. Il tutto reso ancor più epico dalla soundtrack di Basil Poledouris, forse il più grande esempio di musica classica contemporanea creata per il cinema. Poledouris omaggia i suoi maestri, da Wagner ai Carmina Burana di Carl Orff fino a Prokofiev, e non sfigura nel confronto.

Milius aveva previsto una trilogia, ma Dino DeLaurentiis e sua figlia Raffaella decisero di imprimere alla saga un tono più commerciale. Conan il Distruttore (1984) fu diretto dal veterano Richard Fleisher su una sceneggiatura di Thomas e Conway. Il risultato fu stroncato dalla critica. Io, personalmente, più che un sequel puerile del capolavoro di Milius, l’ho trovato un perfetto complementare: tanto il primo film celebra l’epica e la filosofia individualista e antimodernista dei racconti originali di Howard, quanto questo ne ricrea l’avventura e la sfrenata fantasia.


LA SERIE ANIMATA.

La Sunbow, casa di produzione che negli 80s ci ha regalato serie animate cult basate sui giocattoli (Transformers, G.I.Joe, M.A.S.K., Jem e le Holgrams, Vola Mio Mini Pony), nel ’94 mise a segno un ultimo successo re-inventando il Barbaro a uso e consumo dei più piccoli.
In Conan the Adventurer, il nostro eroe vede i suoi genitori trasformati in pietra da Iracond, re degli Uomini Serpente, rettili umanoidi in grado di celarsi dietro sembianze umane. Munito di una spada forgiata col metallo di un meteorite, in grado di smascherare i rettiliani, Conan si mette in viaggio alla ricerca di una cura, mandando a monte in ciascun episodio i piani di Iracond.

Ovviamente i puristi hanno storto il naso di fronte a un simile stravolgimento del personaggio, da cinico e spietato a novello Robin Hood . Eppure, seppur con molti debiti verso il buon vecchio He-Man e i Dominatori dell’Universo, il Conan for Kids fu un buon successo e una serie avventurosa che si lascia vedere con piacere, grazie anche al buon cast di comprimari: il selvaggio Zula (in grado di comunicare con gli animali), il mago Lupo Grigio, il vichingo Snag, la bella acrobata Jasmine, e la fenice chiacchierona Fenisio.


IL TELEFILM.

Tra il 1997 e il ’98 arriva una serie tv figlia del successo di Hercules e Xena. Conan the Adventurer si intitola come il cartoon, e non se ne discosta granché. Conan viene scelto dal dio Crom per liberare la sua terra, la Cimmeria, dalla tirannia dello stregone Hissah Zul. Suoi compagni d’avventura sono il nano Otil, il guerriero Bayu, il muto Zzeban e la fuorilegge Karella.

Anche qui Conan (interpretato dal due volte Mister Universo Ralf Moeller) è molto meno barbaro rispetto alla sua controparte letteraria e fumettistica: gentile con le donne, sensibile ai problemi della gente, ecc. ecc.

In Italia non è mai giunto, ma se amate quei telefilm per ragazzi che Italia Uno trasmetteva nel pomeriggio, prima o dopo dei cartoni animati, potete guardare gli episodi in lingua originale su youtube.

IL FILM ANIMATO.

Nel 2006 entrò in lavorazione Red Nails, film animato per l’home video tratto da uno dei più celebri racconti di Howard. Ron Perlman (Hellboy) avrebbe dato la sua voce a Conan, e sarebbero stati della partita anche Marg Helgenberger (C.S.I.), Clancy Brown (Highlander), e Mark Hamill (Star Wars). Purtroppo il progetto si è arenato ed è tuttora in fase di stallo. Peccato.


IL FILM CON JASON MOMOA.

Nel 2011, Marcus Nispel, già artefice dei reboot di Non Aprite Quella Porta e Venerdì 13, si cimenta con la sfida di riportare il cimmero al cinema.
Nella trama, il suo Conan the Barbarian è un pot-pourrì tra i due film con Schwarzenegger (senza però l’epica di Milius, né l’ironia di Fleisher), ma resta un’avventura godibile. La CGI permette di ricreare l’era hyborana in tutta la sua magniloquenza fantasy, ma con un inevitabile look che ricorda più i videogame che i kolossal peplum d’altri tempi. Stephen Lang e Rose McGowan come villains portano a casa la pagnotta. Ma il vero piatto forte è Jason Momoa, semplicemente il miglior Conan mai visto. Fisicamente è identico alle descrizioni di Howard: folti capelli neri, occhi azzurri, e un fisico massiccio ma che non appesantisce l’agilità (non me ne vogliano i fan di Schwarzy, ma affiancato a Momoa, sembra di vedere un giaguaro e un bue scornato). Purtroppo, i fan di tutto il mondo, affezionati al classico di Milius, hanno ingiustamente disintegrato la pellicola e raramente vedremo un sequel. Altro peccato.

Se questo non è Conan fatto e sputato, allora cosa sarebbe, Aquaman?!?


LA SERIE TV DI AMAZON.

Secondo il sito Deadline, la serie prodotta da Amazon Prime Video avrà come showrunner Ryan Condal (già co-ideatore del telefilm di fantascienza Colony), in collaborazione con uno dei registi di Game of Thrones Miguel Sapochnick e il produttore esecutivo Warren Littlefield (Fargo, The Handsmaid’s Tale). Condal si è detto grande fan del personaggio, e ha promesso una serie fedele ai racconti originari di Howard.
Dopo GoT e Spartacus, la censura tv è certo diventata più permissiva, e forse vedremo davvero il Conan rozzo e violento delle origini, condito con effetti speciali di qualità. Il problema è la scorrettezza politica, dato che Howard, da texano degli anni ’20 e ’30 viveva in una società che gli standard di oggi definirebbero razzista, omofoba e sessista.
Insomma, ve lo immaginate un adattamento de La Fenice sulla Lama in cui Conan esclama “Cane di un negro” in questo mondo in cui la Boldrini che scrive a Zuckerberg per censurare Facebook?!

Giovanni

PS
Qualunque cosa ne esca, mi piacerà più di Game of Thrones, mi pare superfluo dirlo 😉

Immagini prese da Google. © degli aventi diritto.

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