Category Serie Tv

Omero e Conrad tra mandrie e cowboy: Lonesome Dove.

Torna in libreria, a 30 anni dal premio Pulitzer, il romanzo di Larry McMurtry che ha dato origine a una delle saghe letterarie e televisive più affascinanti del nostro tempo.

Spesso le avventure più grandi nascono dagli spunti più banali.
L’Odissea è la più famosa avventura di tutti i tempi, e narra di un tizio che s’è perso in mare per vent’anni tra mostri marini e giganti con un occhio solo.
Nel Signore degli Anelli c’è da gettare un anello in un vulcano.

In Lonesome Dove c’è da spostare delle vacche verso nord. Eppure nel mezzo ci sta tutto: l’amicizia virile, il conflitto tra dovere e sentimenti, l’amore non corrisposto eccetera.

IL ROMANZO

Nel 1977 Larry McMurtry era un romanziere/sceneggiatore abbastanza quotato...

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Sempre presente da 25 anni: Batman The Animated Series

Il 5 settembre ’92 andava in onda il primo episodio di Batman The Animated Series. Non solo un cartoon intelligente e adulto, ma anche il miglior modo con cui in DC Universe è stato raccontato ai profani.


Ci sono serie televisive (telefilm o cartoni animati) che vengono ricordate come specchio della loro epoca (vedi Miami Vice con gli anni ’80). Altre diventano classici intramontabili, al di là del tempo e delle mode, ma che sono inevitabilmente un qualcosa di lontano nel tempo, e per questo impreziosite dal valore affettivo-nostalgico.

Batman: The Animated Series (comunemente abbreviato in BTAS) è un qualcosa che va oltre tutto questo. È forse l’unica serie animata occidentale a non essere vissuta come un fenomeno del passato, ma come un qualcosa di ancora presente.

Vuoi perché nel ...

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The saw is the family: R.I.P. Tobe Hooper

Ieri, 26 agosto 2017, è venuto a mancare Tobe Hooper, papà di Leatherface e uno dei padri dell’horror contemporaneo.

Nato a Austin nel ’43, iniziò a guadagnarsi da vivere come professore in un college. Fino a quando nel ’74, con pochi soldi e alcuni amici, girò quasi per gioco l’horror The Texas Chainsaw Massacre.
Spacciato dai distributori come una storia vera (in realtà l’ispirazione veniva molto alla lontana, dalle gesta del serial killer necrofilo degli anni ’50 Ed Gein, ispiratore anche di Psycho e Il Silenzio degli Innocenti), in Italia uscì come Non Aprite Quella Porta e sparì rapidamente dalle sale. Un titolo che tutti conoscevano, ma che pochi avevano visto, e questo ne accrebbe lo status di cult.

Alcuni ragazzi, in viaggio nel Texas più profondo, finiscono nelle grin...

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Duck Tales 2017: la recensione del primo episodio.

Sono tornati. Disegnati male, ma sono tornati!

Lo scorso sabato 12 agosto è andato in onda negli USA “Woo-oo!”, il primo doppio episodio della serie reboot di Duck Tales (ne avevamo parlato QUI e QUI).
Essendo la serie madre vecchia di 30 anni, gli autori hanno optato per ri-narrare tutto dal principio, e si sono tenuti lontano tanto dai vecchi episodi quanto dalle gloriose storie a fumetti di Carl Barks e Don Rosa (non che ai bambini d’oggi avrebbe fatto male farsi una cultura, ma vabbé…)

TRAMA (occhio agli spoiler)
Paperino in passato ha affiancato Paperone in molte di quelle avventure che hanno reso quest’ultimo il papero più ricco del mondo. Poi, per motivi ignoti, i due non si sono più parlati per undici anni.
Undici anni nei qu...

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R.I.P. Powers Boothe

Domenica 14 maggio 2017 ci ha lasciati quello che era forse il duro più sottovalutato di Hollywood.

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Voce profonda, mandibola importante, Powers Boothe non era particolarmente noto al grande pubblico. Non era un divo, ma nemmeno uno di quei caratteristi specializzati un ruoli da duri e/o cattivi il cui nome non dice nulla, ma che vengono subito riconosciuti dalla faccia (tipo un Danny Trejo, un Michael Ironside, o un Lance Henricksen).

Eppure ha attraversato il cinema action anni ’80, è divenuto una delle ultime icone del genere western, e ha bazzicato il mondo dei fumetti. Potevamo non onorarlo?

Nato nel ’48 in un ranch di Snyder (contea di Scurry, Texas), e con antenati pellerossa, Boothe inizia a lavorare nel cinema nel ’77.
Vince un Emmy (battendo Henry Fonda e Jason Robards) app...

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Il telefilm di Highlander parte 1: perché funziona

Concludiamo la retrospettiva sul 30° anniversario di Highlander tuffandoci nell’ottima e sottovalutata serie tv. Che non solo rende giustizia al film, ma è anche un incredibile esempio di “fantasy esistenziale

Sigla:

Il franchise di Highlander andrebbe studiato nelle scuole di cinema. Se i due sequel sono l’esempio di come NON andrebbe fatto un seguito, la serie tv è invece un modello di continuazione perfetta.

Infatti, se Highlander 2 falliva perché stravolgeva le premesse del capostipite, e (all’estremo opposto) Highlander 3 le riproponeva stancamente, la serie televisiva le riprende e le sviluppa, portando avanti il discorso.

Facciamo prima un passo indietro. Come dicevamo l’altra volta, il primo Highlander andò bene in Europa ma fu...

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Il telefilm di Highlander parte 2: Attraverso i secoli, vivendo vite segrete

(Prima Parte QUI)

Sta di fatto che la scommessa di Davis e Panzer fu vinta: Highlander non è stato solamente la miglior serie tv tratta da un film, ma anche uno dei telefilm più lunghi ed avvincenti del suo tempo, con 119 episodi prodotti dal 1992 al 1998.
Il telefilm racconta la vita e le avventure di Duncan McLeod (l’anglo-toscano Adrian Paul), lontano cugino e allievo di Connor (l’eroe interpretato al cinema da Christopher Lambert) e come lui nato nel XVI secolo tra i verdi altipiani scozzesi.

Esalta di più questa foto che quella della Justice League di Zack Snyder.

Esalta di più questa foto che quella della Justice League di Zack Snyder.



Il telefilm si apre con Duncan e la sua fidanzata, l’antiquaria Tessa Noel (l’attrice belga Alexandara Vandernoot), che decidono di prendersi cura del ladruncolo dal cuore tenero Richie Ryan (Stan Kirsch).

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R.I.P Robert Vaughn (1932-2016)

L’11 novembre se n’è andato Robert Vaughn, l’ultimo dei Magnifici Sette ancora in vita.

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Originario di New York, ma cresciuto dai nonni a Minneapolis dopo il divorzio dei suoi, studia giornalismo per un anno per poi trasferirsi a Los Angeles e conseguire un master in teatro.

Debutta in tv nel ’55 in un episodio del telefilm Medic.

Raggiunge la fama con la serie tv The Man Form U.N.C.L.E. (1964-1968), interpretando Napoleon Solo, agente segreto americano che lavora in coppia col collega russo Ilya Kuryakin, interpretato da Dave McCallum (il Dr. Donald “Ducky” Mallard di NCIS).
Il ruolo di Vaughn verrà ripreso da Henry Cavill nel film di Guy Ritchie uscito l’anno scorso.

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Nel ’59 è candidato all’oscar come non protagonista per I Misteri di Philadelfia, ma entra nella leggenda l’an...

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Ma il reboot non poteva scriverlo Straczynski? The Real Ghostbusters

Potevamo accanirci sul reboot, come tutti. Ma perché indugiare sul brutto quando si può stroncarlo elogiando il bello?

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Esattamente 30 anni fa, nel settembre del 1986, andava in onda per la prima volta la serie animata The Real Ghostbusters, creata come sequel diretto del mitico film di Ivan Reitman.

Quando gli apparentemente “tarocchi” sono in realtà gli originali

La serie fu prodotta dai due sceneggiatori/interpreti del film, Harold Ramis e Dan Aykroyd, dalla stessa casa di produzione, la Columbia, e dalla Dic Entertainment, società franco-statuinitese specialista in cartoons.

Al titolo fu aggiunto un “The Real” per distinguerla da un altro cartone, intitolato semplicemente Ghostbusters, prodotto nello stesso periodo dalla Filmation, casa di produzione celebre per He-Man e i Dom...

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Arrow stagione 5: arriva Artemis

Ma sarà la Evelyn Sharp (Madison McLaughlin) già apparsa nello show.

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La quarta stagione di Arrow si è da poco conclusa, non con un cliffhanger, ma con uno di quei tipici finali dolce-amari che possono fungere da conclusione semmai la serie non venisse riconfermata.

Dopo averne passate di ogni, la squadra sembra sciolta. Infatti, con Laurel (Black Canary) uccisa, Thea (Speedy) decisa a tirare il fiato e rimettere ordine nella propria vita, Diggle (Spartan) a quanto pare tornato alla vita militare, e Roy (Arsenal) passato giusto per un saluto, il Team Arrow si è ridotto ai soli Oliver/Green Arrow (nominato sindaco) e Felicity/Overwatch.

L’arciere di smeraldo si ritroverà quindi a dover combattere materialmente da solo? No...

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