Bruce Broughton, l’anti-Hans Zimmer

 

Torna nei negozi di dischi, grazie ad Intrada, uno dei compositori più validi e snobbati della Hollywood contemporanea. Un valido antidoto alle soundtrack insipide dell’inflazionato Zimmer…

brosco

Oggi come oggi, il tedesco Hans Zimmer è il compositore di colonne sonore più gettonato da tutti i blockbuster hollywoodiani. Purtroppo.

E se ho tempo, ti faccio anche la suoneria del telefonino...

E se ho tempo, ti faccio anche la suoneria del telefonino…

Ricordate com’erano belle le colonne sonore che Zimmer compose tra gli anni ’80 e ’90, quand’era un compositore giovane e ricco di idee? Per dire:

Ecco, dimenticatele. Oggi Zimmer ha esaurito la sua vena e compone alla maniera di se stesso, rifilandoci sempre la stessa zuppa. Per rendere l’idea:

Insomma, una nenia elettronica che parte come rumore di sottofondo, va sempre più in crescendo, fino ad esplodere in un unicum ridondante, dal tono solenne e malinconico. Che magari sottolinea bene la scena del film, ma che non ha vita propria. Non c’è un motivetto che ti rimanga nella testa: è solo una musica tanto pompata quanto vuota, che potrebbe benissimo essere l’accompagnamento di un documentario, di un telegiornale o di uno spot pubblicitario.

Fa quindi piacere, di questi tempi in cui l’ambiente cinemusicale è monopolizzato da Zimmer, il fatto che l’etichetta discografica Intrada Records, specializzata in colonne sonore, abbia di recente pubblicato nel proprio catalogo i tre capolavori di quello che può essere considerato, stilisticamente e professionalmente, l’antitesi di Zimmer: Bruce Broughton.

Sì, lo so, non mi avete mai sentito nominare...

Sì, lo so, non mi avete mai sentito nominare…

Da sempre sottovalutato e ritenuto un clone minore di sua maestà John Williams (Star Wars, Indiana Jones), Broughton è in realtà, come Williams, un solido compositore vecchia scuola, che si è concentrato su pochi lavori, ma coi quali ha sempre saputo scrivere pagine musicali vivide e sfavillanti, sfruttando al meglio l’orchestra classica senza ricorrere all’elettronica.

Non ha mai sofferto troppo per il fatto d’essere poco sfruttato da Hollywood, anche perché non ha mai voluto essere ricordato solo come autore di soundtracks, ma come compositore a tutto tondo.
Ciononostante non è mai stato snob, alternando a film di successo (Bianca e Bernie nella Terra dei Canguri, Miracolo nella 34ma Strada, Lost in Space)  altri di basso profilo (Scuola di Mostri, Frequenze Pericolose) e lavori televisivi (la sigla dei Tiny Toons, quella di JAG-Avvocati in Divisa).

Tre però sono i suo capolavori assoluti riportati alla luce da Intrada.

Silverado (1985). Il western che lanciò Kevin Costner, in buona compagnia di Danny Glover, Kevin Kline, Jeff Goldblum e altri. Candidata all’oscar, fu vergognosamente battuta da La Mia Africa di John Barry.

Tombstone (1993). Con Kurt Russell e Val Kilmer nei panni dello sceriffo Wyatt Earp e del suo amico Doc Holliday.

Da notare che i due music score sono totalmente diversi. Tanto è solare, euforica e scanzonata la colonna sonora di Silverado, quanto più è granitica, imponente e maestosa quella di Tombstone. E il fatto di aver creato partiture così diverse all’interno dello stesso genere, il western, dimostra ulteriormente la caratura del loro autore. Non sono divenute dei classici al pari di quella di Elmer Bernstein per I Magnifici Sette o di Ennio Morricone per i film di Sergio Leone, solo perché sono arrivate tardi, quando il western era ormai fuori moda, e le due pellicole non hanno potuto costruirsi quello zoccolo duro di ammiratori necessario per sopravvivere nella memoria generale.

Ma la terza gemma della corona è arrivata proprio questo mese, con la ri-edizione de Il Giovane Sherlock Holmes – Piramide di Paura (1984). Il film appartiene alle gloriose produzioni di Steven Spielberg, su sceneggiature di Chris Columbus, di metà anni ’80 (I Goonies, Gremlins…) e narra di Holmes e Watson che, ancora studenti, si ritrovano ad affrontare una setta di fanatici egizi nel cuore di Londra.

Per capire la magnificenza dell’opera di Broughton, concentriamoci su  tre estratti:
Il tema principale, che esprime perfettamente lo spirito della pellicola nel suo mix di mistero, brivido, avventura, fantasia ed atmosfere british vittoriane.
Ogni volta che l’ascolto mi domando cosa avrebbe potuto sfornare Bruce se gli avessero affidato Harry Potter

Il tema della setta del Rame-Tep. Beh, poco da dire. Nessuna musica da film, nemmeno Profondo Rosso o Halloween mi hanno mai terrorizzato tanto da marmocchio…

I titoli di coda, dove il tema principale fa capolino tra leitmotiv giubilanti (con tanto di campanellini natalizi) davvero degni del John Williams più ispirato.

Tutte e tre le soundtrack sono state pubblicate da Intrada in versione integrale a doppio cd. Il modo migliore per rendere giustizia ad un autore sottoutilizzato, ma in grado di cimentarsi brillantemente con qualunque genere, classico nell’impostazione, ma sempre fantasioso e mai ripetitivo.

E dopo queste, Zimmer neanche per il cellulare...

E dopo queste, Zimmer neanche per il cellulare…

 

Giovanni

Immagini prese da Google. © degli aventi diritto.

2 comments to Bruce Broughton, l’anti-Hans Zimmer

  • Marco  says:

    Concordo che nell’ultimo periodo il nostro amico Hans Florian Zimmer si sia un pò seduto, tendendo a tappare qualche buco musicale riciclando i motivi ritmici di Pirati dei Caraibi, ma da quà a dire che Zimmer “ha esaurito la sua vena” e “continua a rifilarci la stessa zuppa” mi sembra veramente esagerato.
    Il gladiatore, Spirit (quantomeno il track Run Free), Pirati dei Caraibi Ai confini del mondo, Angeli e Demoni, Sherlock Holmes, queste sono solo alcune delle recenti composizioni (tutte successive all’anno 2000) di uno dei più prolifici autori di colonne sonore degli ultimi tempi, composizioni che si distinguono da molte altre per intensità, giocosità, tensione, sonorità e malinconia.
    Vediamo alcuni esempi pratici: in Pirati dei Caraibi ai confini del mondo (colonna sonora dove a mio avviso Zimmer ha raggiunto il culmine della sua dote compositiva) è stato in grado di trasformare uno dei temi secondari del film riscrivendolo in chiave ritmica e musicale totalmente differente (viene infatti riproposto nei brani Multiple jacks, The Breathren Court, Drink Up Me Harties), in Inception con il brano “Dream is Collapsing” è stato capace di creare atmosfera con il solo utilizzo di due figure ritmiche della sezione violini e violoncelli e quattro note lunghe in crescendo della sezione ottoni sfruttandone la sonorità e la profondità; in Angeli e Demoni fa quasi accapponare la pelle il teso e quasi straziante filo melodico tessuto da organo violino e violoncello (il track in questione è 503), per non parlare della malinconia e della tristezza che riesce a trasmetterti in Pearl Harbor con il brano Tennessee, che secondo me riassume perfettamente l’atmosfera dell’interno film, e quando pensi: ma sto quà è capace solo di fare roba triste, BAM!….. eccolo che arriva con la colonna sonora di Sherlock Holmes, dove la sola musica rispecchia a pieno la stravaganza e l’originalità del personaggio sfruttando largamente le potenzialità di violino e fisarmonica.

    Multiple Jacks
    [youtube id="pGdpNT1WYb0"]

    The Breathren Court
    [youtube id="BU5A9SZU6ys"]

    Drink Up Me Hearties
    [youtube id="O7712z7kaqM"]

    Dream is Collapsing
    [youtube id="imamcajBEJs"]

    503
    [youtube id="YCblGxZZX6Y"]

    Tennessee
    [youtube id="opP4PcZ7aN4"]

    Io purtroppo non conosco Bruce Broughton e tutto ciò che ho potuto sentire sono stati gli stralci delle colonne sonore che hai pubblicato, ma se è vero che Il Giovane Sherlock Holmes Piramide di Paura è una delle tre gemme della corona, mi sembra veramente difficile poterlo definire l’anti-Hans Zimmer.
    Ricordiamo inoltre che Hans ha partecipato alla stesura del musical “The Lion King” partecipando attivamente alla composizione dei brani Shadowland, Endless Night e King of Pride Rock e collaborando con autori del calibro di Mark Mancina ed Elton John (musical che ha incassato finora qualcosa come 853.800.000$).

    Shadowland
    [youtube id="BX2e270rmeM"]

    Endless Night
    [youtube id="pLaChLkIY_g"]

    King of Pride Rock
    [youtube id="VtcXezrfgH0"]

    Dopo tutto questo ricordiamoci però una cosa: le colonne sonore aggiungono nei film quelle sensazioni e quelle atmosfere che le sole immagini non sono in grado di trasmettere, rendono un film horror ancora più horror e un film triste ancora più triste; se in una colonna sonora si cerca il brano da ascoltare e riascoltare allora tutta la struttura perde senso, e si finirebbe con l’avere dei film accompagnati da infiniti concerti sinfonici.

  • giovanni alessi  says:

    Nulla in contrario. Non dico che Zimmer sia del tutto finito, ma che questo suo essere così inflazionato non giova alla sua, come vogliamo chiamarla, “integrità artistica”.
    Ed è un peccato che per un “Gladiatore” o un “Pirati dei Caraibi” che funziona ci siano in media altre cinque o sei partiture zimmeriane all’anno che non sono minimamente all’altezza del suo compositore.
    Un artista non è sempre obbligato a sfornare capolavori, ma se i soldi per la vecchiaia e per l’università per i figli ormai li ha messi da parte, allora non dovrebbe accettare TUTTI i lavori che gli vengono offerti se non è certo di poter raggiungere i livelli a cui ha abituato il suo pubblico.
    Considero Broughton l’anti-Zimmer non solo per l’impostazione (orchestra classica vs elettronica) ma anche perché – ripeto – Bruce, al contrario di Hans, si è concentrato su pochi lavori, assestandoli tutti su livelli medio/alti. Avrà guadagnato meno fans (tu stesso ammetti di non conoscerlo, mentre di Zimmer sai vita, morte e miracoli), ma li ha senz’altro abituati meglio.

    Hai ragione anche quando dici che una soundtrack deve sottolineare le atmosfere del film senza rubare l’attenzione dello spettatore, ragion per cui alcuni passaggi devono per forza essere poco “catchy”. Tuttavia è innegabile che nella storia del cinema ci siano state parecchie colonne sonore che, almeno nel tema principale dei titoli di testa e di coda, hanno saputo riassumere tutto lo spirito del film arrivando ad avere una vita propria al di là del film stesso. Ad esempio, tutti conoscono Momenti di Gloria di Vangelis o Furyo di Ryuichi Sakamoto ma molti non sanno nemmeno che si tratta di colonne sonore di film.
    https://www.youtube.com/watch?v=TYJzcUvS_NU&feature=kp
    https://www.youtube.com/watch?v=fuU5pMBgays
    Io, personalmente, dopo Il Gladiatore, Pirati dei Caribi e forse Spirit, di main theme zimmeriani che rimangano almeno un po’ in mente non ne ho più sentiti.
    Lo stesso Sherlock Holmes che tu esalti mi sembra più che altro il tema di un cattivo dei film Disney. Sì, comunica mistero, ma non ha nulla dell’atmosfera vittoriana che trasudava dalla partitura di Broughton o da quella di Patrick Gowers per la serie tv
    https://www.youtube.com/watch?v=fAOIe44PXKg
    Se poi mi dici che riesci a fischiettare a memoria Dark Knight e Man of Steel con la stessa facilità con cui ci si può ricordare del Superman di Williams o del Batman di Elfman, allora ti faccio i miei complimenti: hai un orecchio molto più fine ed allenato del mio.

    Detto questo, mi fa piacere che la prima risposta in assoluto ad un mio articolo sia un commento competente, motivato e senza intenti offensivi, cosa rara sul web. Grazie e buoni ascolti. 😉

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