Aveva ragione Sgarbi: il nuovo corso di Batgirl

Il nuovo team creativo della collana solista di Barbara Gordon non promette bene per chi ama le consuete atmosfere batmaniane.

 

Un bel selfie da bimbaminkia e cominciamo alla grande!

Un bel selfie da bimbaminkia e cominciamo alla grande!

 

Vittorio Sgarbi dice di non essersi mai sposato perché secondo lui il matrimonio è un equivoco. Infatti sposarsi significa impegnarsi ad amare, rispettare e vivere per sempre con la stessa persona. Il problema è che le persone non restano sempre uguali nel corso degli anni, ma cambiano fisicamente e caratterialmente.

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…E se una persona non è più quella di cui mi sono innamorato ma un’altra, io ne voglio altre, e da qui il tradimento, che è una sovrastruttura che nasce dal matrimonio…

 

Mai mi sarei aspettato che lo stesso principio sarebbe valso per il rapporto che lega il lettore nerd alla propria eroina di carta.
Eppure è proprio quello che molti stanno sperimentando in questo periodo di fronte alla nuova gestione di Batgirl.

Negli U.S.A., a partire da questo mese, la collana solista di Batgirl vedrà la sceneggiatrice Gail Simone passare il testimone ai colleghi Cameron Stewart e Brandan Fletcher, coadiuvati dalla disegnatrice Babs Tarr.
Questo cambio di team creativo coinciderà con un cambio sia nel look del personaggio, sia nel tono delle storie. In un intervista a MTV gli autori hanno dichiarato che la serie sarà:
Un mix tra ‘Veronica Mars‘ e ‘Girls‘, con un pizzico di ‘Sherlock‘.” Immersa nella cultura giovanile, Barbara esplorerà il lato sociale della vita a Burnside e, per quanto si sforzerà a vivere una vita “normale”, si troverà presto catapultata nella lotta al crimine


Mi rendo conto che, rispetto a quanto sta combinando attualmente la Marvel (Capitan America nero, Thor femmina ecc.), questa trovata della DC non faccia poi così notizia, tuttavia a me ha lasciato perplesso.
Già, perché Batgirl (all’anagrafe Barbara Gordon, figlia del più celebre James, commissario capo di Gotham City) è un personaggio che mi è sempre stato simpatico, sin da quando fu creata ad uso e consumo del telefilm demenziale anni ’60 (la interpretava l’attrice-ballerina Yvonne Craig).

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Nelle serie animata anni ’90 iniziò ad apparire come comparsa finché non divenne un membro fisso della bat-family nella quarta ed ultima stagione, doppiata prima da Melissa Gilbert (La Casa nella Prateria) poi da Tara Charendoff (alla quale abbiamo accennato QUI).

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Nelle storie a fumetti Barbara fu introdotta sulla scia del telefilm, per mano di Gardner Fox (testi) e Carmine Infantino (disegni), già creatori di Barry Allen/Flash.

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Nel corso degli anni i lettori si sono appassionati alla sua storia d’amore con Dick Grayson, il primo Robin (ora Nightwing), che tra alti e bassi (malgrado molti lo vedano come una spalla sfigata, Dick ha una vita sentimentale che neanche Dylan Dog!) va avanti ancora oggi.

Nel capolavoro The Killing Joke (1988), Alan Moore fece sì che Il Joker ferisse Barbara sparandole a bruciapelo, costringendola alla sedia a rotelle.

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La ragazza divenne allora la prima supereroina disabile e, col nuovo nome in codice di Oracolo, fornì a lungo informazioni e supporto tecnico alla polizia e alla comunità dei vigilanti, addestrando parallelamente altre due Batgirl: Cassandra Cain prima e Stephanie Brown poi.

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Questo fino al 2011, quando con l’iniziativa New 52 l’universo DC Comics ha subito un parziale reboot, nel quale Barbara ha riacquistato l’uso delle gambe dopo solo due anni.

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Tornata nei panni che l’hanno resa celebre, Barbara si è ritrovata con una collana tutta sua, con le sceneggiature affidate a Gail Simone e i disegni ad artisti di ottimo livello (Ardian Syaf, Ed Benes, Daniel Sampere).
Al di là dell’affetto per il personaggio, devo dire che Batgirl è stata una delle collane DC New 52 che finora ho seguito con più piacere.
gail_simoneLa Simone è stata bravissima nello sviscerare i dubbi e le paure di una giovane eroina che si è ributtata a capofitto nella lotta al crimine, ma che non si è ancora rimessa psicologicamente dagli eventi di The Killing Joke.
E c’è riuscita senza eccesiva pesantezza, con dialoghi sferzanti al punto giusto, e costruendo intorno a Batgirl trame in perfetto equilibro tra il noir metropolitano (gangster, serial killer…) e il classico genere supererositico (con pittoreschi supercriminali in costume). Tutto quello che in pratica dovrebbe offrire una buona storia ambientata nell’universo batmaniano.

Ecco perché ho trovato le collane soliste di Nightwing (scritta da Kyle Higgins) e Batgirl molto più fresche e classiche al tempo stesso rispetto a quella di Batman, gestita nello stesso periodo dal prestigioso Grant Morrison, il quale aveva ordito una saga fatta di universi paralleli, viaggi nel tempo e riferimenti culturali d’ogni tipo (tanto di cappello, ma un po’ impegnativo per chi non conoscesse tutti i numeri dal 1939 ad oggi!).

Tornando a Batgirl, ora di punto in bianco la DC decide di affidarla ad un nuovo team con un nuovo look e un nuovo tono più leggero nelle storie.

Osserviamo il poster promozionale:

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Notato nulla?

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Orecchini. Batgirl con le orecchie scoperte, perdipiù ricamate con piercing e orecchini. Gli orecchini, per chi non lo sapesse, li vietano anche alle poliziotte, in quanto potrebbero rivelarsi pericolosi in un corpo a corpo e l’allieva super-addestrata di Batman commette una leggerezza simile?

Non che vada meglio per il resto del “costume”: niente più tuta in kevlar alla Christian Bale, bensì praticissimi stivaletti con le stringhe (e se si slacciano durante una corsa o un combattimento?) e un… oddio, non riesco a dirlo… giubbotto di pelle.

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Ora, col reboot dei New 52, tutti i costumi degli eroi DC sono stati riveduti in chiave più “hi-tec”.
Perfino Superman ha detto addio alla mitica calzamaglia in spandex (coi famigerati slip sopra i pantaloni) e ha optato per un’armatura cerimoniale kryptoniana.

Quindi Superman, che ha la pelle a prova di proiettile, indossa una corazza, mentre Batgirl, che più di chiunque altro ha sperimentato i danni che può fare un proiettile, combatte il crimine con un giubbotto di pelle.

Continuiamo a fare i Tafazzi e gustiamoci alcune delle prime tavole in anteprima (cliccate per ingrandire).

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So bene che è prematuro esprimere giudizi senza aver letto la storia vera e propria, ma l’impressione che emerge da queste pagine (e dalle dichiarazioni degli autori a Mtv) è di voler fare un fumetto per tredicenni con una grafica alla Disney di ultima generazione (W.I.T.C.H., Monster Allergy), solo un po’ più sporca ed underground, e un registro narrativo più vicino ai teen-drama per adolescenti.

Capisco che esplorare nuovi territori è l’unico modo per donare nuova linfa ad una testata, ma qui la si snatura completamente, come trasformare Criminal Minds in Friends.

 

"I'll be there for youuu..." Capite cosa intendo?

“I’ll be there for youuu…” Capite cosa intendo?



Spero di sbagliarmi, ma se non è così credo che abbandonerò a malincuore la serie.

Se una collana non è più quella che mi piace ma un’altra, io ne voglio altre e passo ad altri fumetti”.

Sgarbi aveva capito tutto.

Giovanni.

 

Immagini prese da Google. © degli aventi diritto.

One comment to Aveva ragione Sgarbi: il nuovo corso di Batgirl

  • simon  says:

    sgarbi ha sempre ragione!!!

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