Ad Halloween Rockeggiamo: Morte a 33 Giri

Dagli anni d’oro del metal, il film perfetto per una festa con qualche brivido e tanto rock. Pronti a festeggiare a morte?

C’è chi Halloween non lo festeggia, chi lo festeggia raccontandosi storie “di paura” come negli special de I Simpson, e chi lo festeggia facendo (per l’appunto) festa.

Ecco, il film che abbiamo deciso di rispolverare per questo 31 ottobre farà felici le ultime due categorie, unendo la dimensione horror a quella musicale (ingrediente fondamentale per le feste insieme ad alcol e gnocca, ma non divaghiamo…).

Stiamo parlando di un film che chi era ragazzino negli anni ’80 forse ricorderà associato ai passaggi televisivi su Italia 1, ai bei tempi del ciclo Venerdì con Zio Tibia (geniale omaggio nostrano ai fumetti anni ’50 Tales From The Crypt, ispiratori anche dei suddetti special dei Simpson)

Nostalgia a parte, il film in questione, molti l’avranno capito, è

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Morte a 33 Giri (titolo originale Trick Or Treat, come il motto di halloween) è un film del 1986 diretto da Charles Martin Smith, regista noto soprattutto come attore nei panni del timido contabile de Gli Intoccabili. Avete presente? Quello che non era né Costner, né Connery e nemmeno Andy Garcia.

Sì, lui.

Sì, lui.

Eddy (come la mascotte degli Iron Maiden, e non è un caso) Weinbauer, è il classico adolescente emarginato e deriso dai compagni di scuola per i suoi gusti musicali e il suo look da metallaro, tanto da essere soprannominato Ragman (letteralmente “straccione”).
Come se la sua vita non fosse già abbastanza grama, il mondo gli crolla definitivamente addosso quando scopre che il suo idolo musicale Sammi Curr è morto nell’incendio di un albergo.

Un giorno Eddy va a trovare il suo amico Nuke, un Dj che gli regala l’unica copia esistente dell’ultimo album inciso da Curr ed assolutamente inedito.

Visibilmente galvanizzato, il nostro Ragman si divora il vinile-reliquia, arrivando ad ascoltarlo al contrario. Solo che ascoltandolo al contrario (invece di una normale preghiera a Satana come in Stairway To Heaven dei Led Zeppelin) Eddy inizia ad udire la voce di Curr che dall’aldilà gli insegna come vendicarsi delle angherie subite dai bulli della scuola.

Già, perché Sammi Curr non è il classico metallaro che, sotto le borchie, è fondamentalmente un orsetto del cuore. No, Curr è proprio convinto d’essere un guerriero scelto del Rock che governerà l’Apocalisse.

La vendetta, sotto la sua guida, è dolce e succosa, ma il sodalizio tra maestro e allievo entra in crisi quando Curr ordina a Eddy di punire anche Leslie, l’unica ragazza che sembrava averlo a cuore. Eddy si rifiuta e  a quel punto lo spirito di Curr si materializza fuori dallo stereo come una sorta di fantasma elettrico deciso a fare uno strage nella palestra della scuola durante la festa di halloween.

Riuscirà Eddy a fermarlo (e a concludere qualcosa con Leslie)?

 

 

La trama, in pratica, non è particolarmente complessa, e di veri momenti splatter non ce ne sono (a parte la scena della coppietta in macchina con l’autoradio, ma non voglio spoilerare troppo).

Ma non è un male: Morte a  33 Giri è uno di quegli strani cocktail di horror e film per ragazzi come se ne facevano allora e come (purtroppo) non se ne fanno più, e questo lo rende il film perfetto per i profani dallo stomachino delicato che vogliono festeggiare halloween anche se di solito non bazzicano il genere horror.

Ma Trick Or Treat merita lo status di cult soprattutto per il suo essere divenuto (un po’ inconsapevolmente) negli anni un affresco della scena rock e della cultura giovanile della sua epoca.

Certo,  l’hard’n’heavy esisteva prima come sarebbe esistito poi.
Ma il rock più quintessenziale, puro, scanzonato, festaiolo, il rock fatto di parrucche cotonate, assoli infiniti, cori da intonare a squarciagola col pubblico, insomma il rock alla “facciamo gli sporcaccioni con le ragazze ubriache” ha raggiunto la massima popolarità negli Eighties col filone hair metal, (o pop metal, o glam metal, che dir si voglia…).

Da tatuarseli sul groppone, se avete spazio.

Da tatuarseli sul groppone, se avete spazio.

Con l’avvento degli anni ’90, e del movimento grunge (Nirvana, Pearl Jam, Alice in Chains…), il rock sarebbe divenuto più adulto, grezzo e pessimista, e il 90% delle band hair metal si sarebbe ritrovata dalle stelle alle stalle da un giorno all’altro.

Ciò però non toglie che l’hair metal anni ’80 (tanto snobbato dalla critica come “vuoto” e “commerciale”) ha avuto il merito di sdoganare il rock duro alle masse, con risultati di vendita che non s’erano mai visti prima e mai si sarebbero ripetuti in seguito.

Ciononostante, rimaneva in molti genitori la convinzione che il metal fosse solo roba per satanisti e/o drogati.

Questo contrasto tra l’immensa popolarità e il perdurare di vecchi pregiudizi ha segnato in larga parte l’adolescenza degli anni ’80, ed è su questo che il film gioca con molta ironia, grazie anche a due comparsate di lusso che da sole giustificano la “cultizzazione” della pellicola: Gene Simmons dei Kiss è il Dj Nuke,

Gene che cerca di trattenere la sua leggendaria lingua...

Gene che cerca di trattenere la sua leggendaria lingua…

 

mentre Ozzy Osbourne è nientemeno che un telepredicatore anti-rock.

 

 

Sammi Curr doveva essere inizialmente interpretato da Blackie Lawless dei W.A.S.P., ma fu poi rimpiazzato da Tony Fields (un ballerino che lavorò anche per Michael Jackson), il quale fece uno straordinario lavoro, calandosi perfettamente nella parte del metallaro convinto e arrabbiato. Purtroppo, il povero Fields ci ha lasciati a 37 anni, nel 1995, stroncato da un tumore.

R.I.P. & Stay Rock...

R.I.P. & Stay Rock…

 

Il resto del cast non è esattamente la Royal Shakespeare Company, ma porta degnamente a casa la pagnotta. Tra questi val la pena di segnalare che Roger, l’amico-buffone del protagonista, è interpretato da Glen Morgan, poi sceneggiatore di Final Destination e di numerosi telefilm (X-Files e Jarod il Camaleonte per dirne due).

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La colonna sonora è firmata dai Fastaway dell’ex Motorhead Eddie Clarke ed è pienamente all’altezza del film, tanto da essere divenuta a sua volta un oggetto di culto.
Insomma, in un sol colpo vi ritrovate col film horror giusto e con la tracklist giusta per la festa. Cosa volete di più ???

 

Giovanni.

 

Immagini prese da Google. © degli aventi diritto.

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