Ad Halloween il Blu-ray di Halloween col film di Halloween

Quest’anno festeggiamo Halloween con l’arrivo dell’edizione Blu-ray 4K dell’omonimo capolavoro di John “Grosso Guaio” Carpenter.

I ragazzi di Midnight Factory/Koch Media, dopo lo sfavillante cofanetto a 7 dischi de L’Armata delle Tenebre, ha messo a segno un altro colpaccio.
Quest’anno, proprio il 31 ottobre, uscirà, per la prima volta in alta definizione per il nostro Paese, il capolavoro che ha fatto la Storia dell’horror-thriller dagli anni ’70 ad oggi: Halloween – La Notte delle Streghe (1978)
Sigla:

Non puoi distruggere il Male. Puoi sparargli, seppellirlo, pregare che muoia, ma lui è sempre là fuori che ti aspetta. È qualcosa di eterno e incombente, anche nei posti quotidiani e anonimi. Come Haddonfield (Illinois), dove Michael Myers, sei anni, uccise sua sorella la notte di Halloween. Chiuso in un manicomio, Michael diventa un gigante muto e privo di emozioni. Quindici anni dopo, sempre ad Halloween, Michael fugge e, procuratosi una tuta da meccanico, una maschera bianca (che si rifà ai tratti di William Shatner, il capitano Kirk di Star Trek), e un coltello da cucina, ricomincia a uccidere, prendendo di mira la liceale babysitter Laurie Strode (l’esordiente Jamie Lee Curtis) e le sue amiche.
Intanto lo psichiatra Sam Loomis (Donal Pleaseance, che era lo strizzacervelli anche in Altrimenti Ci Arrabbiamo), convinto che Michael sia un vero e proprio mostro, cerca di convincere lo sceriffo del pericolo in agguato.

Halloween è probabilmente (insieme a Per Un Pugno Di Dollari e I Predatori Dell’Arca Perduta) l’opera che ha ispirato più imitazioni nella storia del cinema.
Costò poco (300.000 dollari) e incassò molto (50 milioni), diventando il film a basso costo più redditizio di sempre (e lo sarebbe rimasto fino a The Blair Witch Project), e lanciando John Carpenter (futuro regista di 1997: Fuga Da New York, La Cosa, e Grosso Guaio A Chinatown), anche autore del soggetto insieme alla fida Debra Hill (1950-2005).

Carpenter e la Hill sul set

Mescolando l’horror soprannaturale (il Male puro, eterno e indistruttibile di cui parlavamo prima), con quello della realtà (il serial killer), Halloween ha sancito ufficialmente la nascita di un nuovo filone del genere horror, lo slasher (da “slash”, “massacro”).

Certo, c’erano già stati Non Aprite Quella Porta di Tobe Hooper (1974), e i nostrani I Corpi Presentano Tracce Di Violenza Carnale di Sergio Martino (1973) e Reazione a Catena di Mario Bava (1971), ma nessuno ha saputo cristallizzare in maniera così esemplare le gli ingredienti del genere:

– C’è un fatto di sangue.

– Dopo un tot di anni, l’assassino torna a colpire sul luogo del delitto.

– Quasi sempre, è un grosso, muto e mascherato.

– Prende di mira un gruppo di persone (quasi sempre adolescenti antipatici e stupidotti alla Dawson’s Creek) che si trovano in un luogo fuori mano, dove è difficile trovare aiuto.

– L’assassino uccide le vittime una a una, prendendole di sorpresa, usando non armi da fuoco, bensì mani nude, coltelli o attrezzi da lavoro.

– Le vittime principali sono i giovinastri che fumano erba e fanno sesso alla leggera. E qui gli strizzacervelli ci hanno inzuppato il pane per anni, vedendo nel mostro una metafora del mondo degli adulti. “Scusate, non volevo porre fine alla rivoluzione sessuale”, disse lo stesso Carpenter.

– Viceversa, l’unica a sopravvivere (la cosiddetta “final girl”) è la ragazza timida e giudiziosa.

– Quando tutto sembra finito, ecco che il killer (creduto morto) si dilegua pronto per dare il via a una sfilza di sequel che non verranno mai considerati all’altezza del primo.

Halloween ha insomma dettato le “regole” che saranno imitate da tutti gli horror anni ’80 (Jason Voohrees di Venerdì 13 -tolta la maschera da hockey- non è che un tarocco campagnolo di Michael Myers) e poi ribaltate nei ’90 da Scream (che così facendo, infonderà nuova linfa al genere).

Plagi, imitazioni, parodie a parte, nessun altro slasher ha saputo ricreare l’atmosfera claustrofobica e da pericolo sempre incombente che si respira nel film di Carpenter, dove la paura non nasce dall’effetto trucido (non si vede mai una goccia di sangue) ma dai tradizionali meccanismi cinematografici per creare la suspense. Due su tutti, l’idea di girare in gran parte in soggettiva, in modo che lo spettatore veda con gli occhi dell’assassino (idea mutuata dai thriller di Dario Argento), e la straordinaria colonna sonora composta dallo stesso Carpenter, e spesso più spaventosa delle immagini.

Che si ami l’horror o meno, Halloween resta la dimostrazione che con pochi soldi, tanto entusiasmo, conoscenza del mestiere, e qualche idea brillante, è possibile fare un grande film.
Halloween è il vecchio modo di fare il cinema.
Halloween È il cinema.

La versione Midnight presenterà 3 dischi Blu-ray contenenti il film in 4K (91 minuti circa), il film in versione ufficiale (87 minuti circa) e il film in versione estesa (97 minuti circa). Gli extra comprenderanno:

Commento audio del regista John Carpenter e attrice protagonista Jamie Lee Curtis

-Masterclass di John Carpenter moderata dal regista Yann Gonzalez (Knife + Heart) in occasione della premiazione con la Carrosse d’or alla Quinzaine des realisatéurs 2019

– Trailer

– Spot TV

– Spot Radio

Nella confezione è inoltre presente un booklet e una cartolina col poster del film

Sarà disponibile anche un’edizione a 2 Dvd con senza il film in versione 4K.

La Koch Media ha inoltre promesso terrificanti sorprese per chi si presenterà al padiglione di Amazon a Lucca Comics.

Giovanni

E ora la nostra fanart esclusiva:

Immagini prese da Google. © degli aventi diritto.

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